ALFREDO PROCACCINI: ‘CHE GRANDE ESPERIENZA! E ORA LA SARDEGNA’


Montaguto.com torna ad Abu Dhabi. E lo fa con Alfredo Procaccini, montagutese che ha partecipato alla prima tappa del mondiale rally di cross "Abu Dhabi Desert Challenge", riconosciuto dalla Fia. Alfredo è arrivato 43esimo su 80, ma il dato assume valore considerando che 30 partecipanti non sono riusciti a guadagnare il traguardo. In più, il nostro ha avuto un po’ di problemi. Ci ha raccontato tutto in quest’intervista che vi proponiamo.

Ricostruendo il film dell’avventura, Alfredo racconta: "C’erano temperature altissime, prossime ai cinquanta gradi. Ho avuto un problema il primo giorno, perché mi sono fermato ad aiutare un paio di persone sul percorso. Ho tirato su la loro moto e ho perso tempo. Il secondo giorno sono partito in fondo, dove la sabbia è più morbida. Dopo 30 chilometri non ho visto una duna e sono caduto. La moto ne è uscita semidistrutta, ma per fortuna nessun danno fisico. Di notte l’abbiamo messa a posto". Tutto sommato, il risultato finale non è stato negativo: "Ho recuperato un po’ di tempo e sono arrivato al traguardo 43esimo su ottanta".
Ma che gara è stata? "Molto dura – prosegue Alfredo -. A differenza del Faraoni, lì era tutto deserto, con dune altissime e cordoni che si susseguivano. Rispetto all’Egitto nella prima ora c’erano già tutte le dure del Faraoni. Una gara molto diversa, anche affascinante, ma poi è diventata quasi monotona". A vincere è stato Marc Coma, campione del mondo Ktm, che Alfredo definisce "il più forte". "Ma è stato bravo anche Paolo Ceci, mio compagno di squadra, decimo con la Beta. Siamo contenti, abbiamo portato tre moto della nostra squadra al traguardo, insieme anche a Stefano Turchi. Siamo contenti. Non è la gara che pensavamo che fosse. E’ sicuramente la più difficile del mondiale".
Alfredo poi fa un excursus al di fuori della gara: "E’ stata una manifestazione ben organizzata, gli Emirati sono una confederazione di sette città, Dubai e Abu Dhabi sono le principali. Non hanno il petrolio ma hanno reso la città appetibile con le grandi strutture, la torre più alta del mondo, l’acquario più grande. Abu Dhabi è un centro pieno di uffici, dove vive l’80% della popolazione. E’ un paese in espansione con grandi risorse – prosegue -, dove gli architetti e gli ingegneri possono inventarsi cose strabilianti perché non c’è nessun problema di budget. Il centro Ferrari è spettacolare". E come popolazione? "A Dubai il 20% sono arabi e l’80% stranieri, di cui 30% europei e americani. Per gli stranieri ci sono scarsi diritti civili. Tutelano molto la loro identità, gli arabi hanno sempre ragione. Ma è anche un paese dalle grandi opportunità".
In conclusione, che esperienza è stata? "Beh, è come il mal d’Africa: quando sei lì non vedi l’ora di tornare a casa, ma quando torni non vedi l’ora di ripartire". E la tua prossima tappa? "Sarò in Sardegna, agli inizi di giugno e poi in Egitto".
Michele Pilla

2011-04-14 14:13:14

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