ARTICOLO DI TODAY.IT | L’Italia dei piccoli comuni a rischio spopolamento: «Siamo a un punto di non ritorno»


Mille paesi. E la cifra è destinata ad aumentare sempre più. Sono i paesi in Italia in cui lo spopolamento è un processo apparentemente inarrestabile iniziato decenni fa. Paesi concentrati soprattutto nella cosiddetta Italia interna, al Centro Sud ma non solo, borghi in cui vivono poche centinaia, a volte poche decine di persone, spesso per lo più anziane.

La dinamica è sempre la stessa, ovunque: muoiono più abitanti di quanti ne nascano, e i pochi giovani scappano, verso le città o comunque verso la costa, dove è più facile trovare un posto di lavoro e pensare a un futuro. E senza nuove famiglie, chiudono prima le scuole e poi una dopo l’altra tutte le attività commerciali. Secondo una recente rilevazione dell’Istat, i paesi italiani fantasma (contando anche stazzi e alpeggi) sono addirittura seimila, “sparsi” in maniera tutto sommato omogenea da nord a sud.

Nei secoli e decenni passati i paesi sono stati abbandonati per una miriade di ragioni diverse: eventi naturali (alluvioni, frane, terremoti) che rendevano le zone inospitali e isolate, oppure “semplicemente” lasciati al loro destino per la morte di tutti gli abitanti in seguito a un’epidemia. E poi i trasporti, “il sistema circolatorio” italiano. Le strade statali in alcune zone appenniniche sono state “razionalmente” pensate per aggirare i paesi piuttosto che per collegarli, e tante linee ferroviarie minori hanno subito lo stesso destino.

 

» CLICCA PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO DI ANDREA MAGGIOLO

Commenti

comments

Lascia un commento