AUTISMO E SOLITUDINE: UN CASO SCONVOLGENTE SUL GARGANO


di Michele Pilla
Questa è una brutta storia, di quelle che non puoi coprirti occhi e orecchie. Se lo fai, diventi complice. Per denunciare serve coraggio. La notizia è di quelle che sconvolgono e fanno capire quanto divisa sia l’Italia. E la secessione non c’entra nulla. Si parla di autismo e isolamento. E ha come protagonista Marco Scirocco, un bambino autistico di otto anni di Foggia, precisamente Cagnano Varano, piccola cittadina del Gargano.
Questa, la definisce Matteo Palumbo, il collega e amico de Il Mattino di Foggia, che per primo ha denunciato tutto ciò, è un’assurda e triste storia che rinnega i diritti dei diversamente abili.
Quest’anno il piccolo Marco frequenta la seconda elementare dell’Istituto Comprensivo "Nicola D’Apolito" e, a causa della mancanza di spazi idonei, viene relegato in una auletta completamente staccata dalla classe in cui dovrebbe essere incluso. Senza compagni di classe, solo con l’insegnante di sostegno. I genitori non ci stanno e denunciano: “A nostro figlio viene negata la possibilità di un’integrazione sociale”. Negli ultimi giorni è scappato tre volte. Quest’estate l’istituto comprensivo Nicola D’Apolito è stato costretto a traslocare. L’accorpamento con un’altra scuola ha portato però problemi di spazio. La classe di Marco ha trovato posto al primo piano del plesso mentre il bambino viene relegato in una piccola aula a piano terra, pericolosa e – soprattutto – isolata. A riprendere la notizia, tutti i grandi media nazionali: Tgcom, Tg2, TgR, Affaritaliani di Libero, Agoravox e Radio Kaos Italy, che ha dedicato un ampio speciale mercoledì 12 ottobre. E oggi sarà a La Vita in diretta. 
“Quest’anno è stata assegnata una piccola e angusta aula a piano terra – raccontano i genitori del bambino al quotidiano Mattino di Foggia e provincia – In queste condizioni, Marco non sarà mai in aula con gli altri bambini. Si sono buttati alle ortiche due anni di duro lavoro per la sua crescita e integrazione”. 
A decidere lo spostamento dell’istituto è stato il Comune, in nome di una razionalizzazione degli spazi. “Noi non facciamo un’inutile polemica – continua il padre ma vogliamo avere i diritti per Marco. Le decisioni non possono essere prese dal dirigente scolastico e dagli insegnanti, che stanno facendo il massimo per quanto di loro competenza. Chi di competenza riflettesse, si mettesse la mano sul cuore e agisca non solo per il bene di Marco ma di tutti i bambini, perché una scuola che funziona è un diritto universale.

2011-10-14 11:48:35

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