FRANA DI MONTAGUTO | Sabato 17 aprile 2010: Bertolaso, a volte ritornano… ecco le foto dell’arrivo in elicottero

La vendetta di madre natura. Durante la breve conferenza – che peraltro di pubblico aveva ben poco – svoltasi ieri pomeriggio sul versante della frana opposto al bivio di Montaguto, l’enorme massa di terra ha avuto una sorta di rigetto. Proprio com’è accaduto ai montagutesi, delusi dal fatto che l’incontro, in programma proprio all’ingresso del paese, sia stato spostato di colpo. Volevano chiarimenti, i cittadini del paese colpito dalla frana attiva più estesa d’Europa.

Il Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, subito dopo il Consiglio dei Ministri ha pensato bene di effettuare un sopralluogo proprio dove, quattro anni fa, andò via con una promessa: “Risolveremo la situazione in tempi brevi”. E così, senza incontrare i montagutesi, probabilmente nel timore di proteste eccessive, dopo circa 1450 giorni, eccolo di nuovo qui. Da segnalare un cartello, ideato da Angelo D’Urso, che recava il seguente slogan: “Anche noi abbiamo la nostra Maddalena. Ha 90 anni ma è tutto quello che possiamo offrirti”. Vergognosa la richiesta, da parte delle forze dell’ordine, di rimuoverlo. “E’ offensivo”, spiegano. E la frana? Non è offensiva anche quella? Non è offensivo che sia lì da quattro anni e mezzo?

Dopo il fallimento della Regione Campania, cui fu appioppata la patata bollente, e le relative dichiarazioni di colpevolezza, adesso Bertolaso ha deciso di riprendere in mano la situazione. “Chi comanda, ora?”, gli chiede Tonio Tondo, collega della Gazzetta del Mezzogiorno. “Io”, risponde senza titubare il medico. “E il commissario De Biase sarà un mio valido collaboratore”. Traduzione: lui si farà in quattro, ma sarà un mio subalterno. Proprio come avevamo anticipato noi nella mattinata di ieri (LEGGI), paventando aria di esautoramento. “Insieme a lui, i miei ingegneri, Dell’Acqua (Direttore generale dell’Ufficio previsione, volontariato e prevenzione dei rischi naturali della Protezione Civile, e Pepe”.

Dunque, forti cambiamenti in vista. In sostanza, cambia radicalmente lo scenario. Ce n’era realmente bisogno? Non era forse meglio mettere sul tavolo i finanziamenti promessi nell’ordinanza del Cdm del 19 febbraio 2010, i famosi 38,2 milioni di fondi Fas Campania? Evidentemente no. “Ma i soldi non saranno un alibi. Faremo di tutto per recuperarli, ma siamo pronti a lavorare anche senza”. Il discorso si sposta poi sugli interventi da effettuare: “Bisogna togliere l’acqua a monte”, rivela Bertolaso. Qualcuno, tra i pochi fortunati ad assistere all’incontro, mormora: “Un genio!” E prosegue: “Occorrerà reperire siti di stoccaggio poco distanti da qui”. De Biase docebat…

Il summit, cui hanno preso parte il Presidente della Provincia di Avellino, Cosimo Sibilia (toh, finalmente è venuto da queste parti!), il Prefetto di Avellino Ennio Blasco, l’assessore all’Ambiente, Domenico Gambacorta e il portavoce di Bertolaso, Luca Spoletini, è durato una mezz’ora abbondante, durante la quale la frana ha avuto un brusco sussulto.

Sin dalla mattina si era avuta la sensazione che qualcosa sarebbe mutato: si erano infatti viste le prime camionette dell’esercito, che lavorerà sul versante di Montaguto. Ai loro posti gli operai che lavorano per conto delle Rfi, che opereranno sul binario, e l’attuale ditta – Pancione – impegnata nei lavori di ripristino della bretella. Si aggiungono a loro anche gli uomini della Protezione Civile Nazionale. Si provvederà a montare delle torri faro, che illumineranno la zona perché, assicura Bertolaso, si lavorerà H24, giorno e notte, per liberare la tratta ferrata entro fine maggio. E assicurare il normale percorso dei treni. E la strada? Non è dato sapere. Bertolaso non ne ha affatto parlato. Sembra che proprio il problema non esista. Probabile che, a liberazione avvenuta, i riflettori torneranno a spegnersi. Ma di questo, ovvio, parleremo quando accadrà. Per adesso, è fondamentale rispondere alle pressanti richieste delle istituzioni pugliesi, che ieri mattina si sono radunate in massa al bivio di Montaguto.

“Lo stato d’emergenza dichiarato dal Cdm è fondamentale, ma è assurdo che sia arrivato a 37 giorni dalla chiusura della ferrovia”, tuona il sindaco di Bari, Michele Emiliano. Parla invece di “inquietante silenzio della Regione Campania” l’organizzatore della manifestazione di protesta, il Presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese. “Di fatto, la più massiccia sfilata di autorità giunte dalla Puglia, anche da seicento chilometri di distanza”. E’ un crogiuolo di istituzioni e giornalisti, quello che si vede nelle prime ore del mattino, a Montaguto. Tutti a invocare la riapertura del binario che consente la normale circolazione dei treni sulla tratta Roma-Bari. Ma è assurdo che nessuno, dalla Regione Campania (“Caldoro ancora non si è insediato, non può venire”, fanno sapere), dalla Provincia di Avellino (“Adesso faremo qualcosa”, dichiarò qualche giorno fa il presidente Cosimo Sibilia, che poi si è fatto vedere all’incontro con Bertolaso) e dai comuni irpini (esclusi quelli limitrofi) si sia preso la briga di proferire parola.

Montaguto è solo. Isolato geograficamente, dal punto di vista stradale, da quello ferroviario e da quello sociale. Ma adesso ci penserà lui, Guido Bertolaso, a risolvere la situazione. Nella speranza che s’intenda, per “tempi brevi”, ancora una volta quattro anni.

» ECCO LE FOTO DELLA NOSTRA MONICA DE MITA

Michele Pilla

2010-04-17 10:27:30

Commenti

comments

Lascia un Commento