BOVINO: TRA INCERTEZZE E DUBBI, LA CAVALCATA STORICA CONQUISTA LA FOLLA


di Pasquale Garofalo*

Anche se nell’immutata veste scenica ed organizzativa, la rievocazione della cavalcata il 29 agosto, in occasione della festa patronale dedicata alla Madonna di Valleverde, ha attirato come di consueto la massa del popolo di Bovino e delle numerose  persone presenti nella nostra città. Fino a qualche decennio fa, la Cavalcata era un atto vero e reale di devozione alla Madonna.

Ecco come la descrive Eugenio Leone nel testo “La Madonna di Valleverde:
“Caratteristica della festa che richiama in Bovino una immensa mol­titudine di persone dai paesi vicini e lontani, è la cosiddetta « cavalcata » : una lunga fila di coppie di cavalieri che, nella mattinata del 29 agosto, preceduta da carrozze con le autorità cittadine, si reca al Santuario per rendere pubblico e solenne omaggio alla Vergine. Negli ultimi tempi, col sopravvento dei motori sulla trazione animale, la «cavalcata» si è ridotta a ben misera cosa; ma negli anni venti essa costituiva uno spettacolo clamoroso ed attraente.   
Al rientro in città i cavalieri, a coppie, avanzavano tra due fitte ali di popolo preso da grande entusiasmo. Morelli e grigi, sauri e bai, cavalli da sella col pelo rilucente scelti tra i migliori, arricchiti da pregiati finimenti, montati da cavalieri sicuri e ben vestiti, procedevano per il Corso e per l’angusta via Roma. Chiudeva la fila una coppia di carabiniere a cavallo in grande uniforme, seguita immediatamente dalle carrozze: il bandeau della casa ducale, tirato da due pariglie di cavalli, entro il quale sedeva il duca col cappello a cilindro, il vescovo ed il sottoprefetto; lo scortavano due baffuti guardiani ducali a cavallo in uniforme grigio-azzurra, con la sciabola sguainata e col berretto ad alta bombetta, ornato sul lato sinistro da una lunga penna verticale di fagiano. Seguiva la carrozza col sindaco, il giudice ed il tenente dei carabinieri in alta uniforme, con feluca e pennacchio. Procedeva poi la car­rozza con i rappresentanti del comitato per i festeggiamenti, ed altre ancora. In coda, seguivano una quindicina di carrozze a quattro posti, chiuse, colorate con le piacevoli tinte celeste-azzurro e rosso-viola, provenienti dai vari Comuni della diocesi; ma esse si arrestavano all’inizio del Corso.”
 L’ultima cavalcata con le carrozze.
Attualmente la Cavalcata Storica è una rievocazione molto lontana di quella vera, ed anche se molto ricca e sfarzosa non ha più quasi nulla dell’atto di devozione del popolo Bovinese alla Beata Vergine di Valleverde, difatti non parte più da Bovino per il Santuario allo scopo di omaggiare la Madre di Dio ma si forma all’ingresso di Bovino per diventare una sfilata folcloristica per le strade principali di Bovino. Molte le figure che nulla hanno a che vedere col reale significato della manifestazione (ad esempio una donna minacciosa con tanto di fucile), e sopratutto molti partecipanti scherzano e giocano tra loro e con il pubblico mentre mentre una certa compostezza e serietà sarebbe più logica specie se si si rappresentano personaggi importanti. E il voler riportare la manifestazione ad un atto vero è stato quello che fino agli ultimi momenti ha fatto dubitare sullo svolgimento della manifestazione a causa di disaccordo tra alcuni cavalieri, che desiderano che la cavalcata riprenda le sue vere funzioni ripartendo dal Santuario, e gli organizzatori che, certo per motivi validi, vorrebbero la manifestazione solo a Bovino. Il buon senso alla fine ha prevalso e quest’anno molti cavalieri son partiti dal Santuario per congiungersi e formare il corteo storico all’ingresso della città con tutti gli altri partecipanti, gruppi e rappresentanze di vari comuni. Complessivamente, a parte le piccole nostre note che tendono solo a migliorare la manifestane, il tutto ha superato le aspettative, grazie allo sforzo degli organizzatori e dei partecipanti tutti.
L’ultima cavalcata con le carrozze

2011-09-02 18:07:38

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