FRANA DI MONTAGUTO | Martedì 20 aprile 2010: Campania e Irpinia, un’altra occasione persa…

Dove siamo? Difficile capirlo. Una cosa è certa: anche oggi, si è persa una splendida occasione. La passerella è ormai qui, a Montaguto, quel piccolo paese dell’Irpinia al confine con la Puglia, gioiellino della Valle dell’Ufita dove ormai le luci dei riflettori si sono accese in modo definitivo. Ma c’è qualcosa che non torna. Dove sono le istituzioni campane? E quelle irpine? Venerdì, per la prima volta, abbiamo avuto l’onore di ospitare Cosimo Sibilia, presidente della Provincia di Avellino. Peccato che l’onorevole sia venuto solo per incontrare Bertolaso.

Peccato che, qui in paese, ancora non si sia visto. Peccato che si sia interessato del paese, che fa parte della sua provincia, soltanto ora. “Non abbiamo le competenze per fare qualcosa”, aveva dichiarato. Peccato che i sindaci pugliesi si siano organizzati e abbiano creato lo scompiglio, portando l’attenzione della cosa alla ribalta nazionale. Già, peccato. Montaguto, provincia di Avellino. Ma siamo sicuri che sia così? E cosa dire degli altri comuni? Savignano, Greci e poco altro. Solo i paesi interessati. Tutti gli altri, nisba. Vero, alla Puglia interessa che si sblocchi la ferrovia.

Eppure, lascia l’amaro in bocca constatare che Montaguto sia isolato, oltre che su gomma e su rotaie, anche dal punto di vista sociale. E le istituzioni di Ariano Irpino? L’Onorevole Generoso Cusano, ex assessore alla viabilità della Provincia, non sembra essersi mosso granché. Eppure, sarebbe dovuto essere lui l’uomo delegato a questa situazione incresciosa. Peccato che ci sia stato un balletto di responsabilità.

Il solito ping pong amministrativo. Facile scaricarsi le colpe a vicenda. A Montaguto è stato visto spesso sui manifesti elettorali, così come in giro per Ariano. Ma forse si poteva fare qualcosa in più. Fare, appunto. Ma va bene così. Chiacchiere. Sono solo chiacchiere, le nostre. Chiacchiere che raccontano di disagi, di menefreghismo e di occasioni perse. Chiacchiere. I fatti sono un’altra cosa. Le chiacchiere, invece, se le porta via il vento. O, se preferite, quella colata di fango che da cinque anni cinque crea scompiglio a queste comunità irpine. Irpine? C’è qualcosa che non torna…

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