CANALE 58, PRESTIGIOSO PREMIO IN UMBRIA PER LA COMMOVENTE STORIA DI ADDAI


ORVIETO (TR) – Con il documentario "Per favore diteci se questo è un uomo", Canale 58 ha vinto il premio nazionale per la migliore sceneggiatura al concorso bandito dal Corecom Umbria. Il lavoro è firmato dal direttore Gianni Raviele e dal capo redattore Gianni Vigoroso. Kwaku Addai, ghanese, da due anni è ricoverato in coma vegetativo nell’ospedale di Bisaccia… (CONTINUA ALL’INTERNO)

La storia Kwaku e’ stata seguita dall’emittente locale con dei servizi di Gianni Vigoroso. Di qui il materiale per montare un documentario che narra le vicende di un uomo nato in un Paese povero, emigrato in cerca di fortuna, e finito nel letto di un ospedale che tutti vogliono chiudere. La cerimonia di premiazione del lavoro di Canale 58 avverrà l’undici dicembre alle 17.30 ad Orvieto nella sala del palazzo comunale.
L’ambito riconoscimento a carattere nazionale premia l’impegno dell’emittente nel documentare e far conoscere la realtà, il tessuto sociale e culturale delle nostre zone e dell’Irpinia, con l’attenzione rivolta soprattutto agli ultimi. Una storia a letture multiple che offre lo spaccato di un mondo che scricchiola, sotto la spinta delle sue stesse macerie, ma che trova anche anticorpi e riesce a non dimenticare il valore della solidarietà e della sacralità della vita umana. Un’Irpinia che, nonostante le difficoltà, porta alto l’emblema della sanità pubblica e del diritto alla vita, aldilà delle origini, del colore della pelle e della condizione economica.
"Qualora mi venisse consegnato un premio economico, di qualsiasi somma nelle mie mani, – afferma Gianni Vigoroso – lo donerò immediatamente alla famiglia di Kwaku Addai. Mi piacerebbe per far giungere in aereo dal Ghana sua moglie. E’ ciò che sento profondamente dentro di me ed e’ ciò che mi ha trasmesso Addai attraverso quei suoi occhi che parlano continuamente. E’ una volontà forte e decisa a prescindere dal lavoro di cronista che svolgo ogni giorno, spero correttamente. Ringrazio pertanto il mio direttore Gianni Raviele e l’editore di canale 58 Giuseppe Bruno per avermi dato la possibilità di raccontare questa storia di miseria e disperazione in un documentario, a livello nazionale, che spero possa servire a scuotere le coscienze, dopo tanta indifferenza mostrata fino ad oggi dalle più alte istituzioni. Infine voglio rivolgere un grazie sincero a Lucia Cafazzo per aver portato alla luce questa vicenda e ai proprietari dell’azienda agrituristica Tre Colli Peppino e Nicolina di Ariano Irpino, per aver offerto ospitalità, alloggio e lavoro ad Isaac, il fratello di Kwaku Addai. Un grande gesto di solidarietà non comune in un mondo purtroppo sempre più accecato da odio e invidia."

Angelo Corvino – Mondocontemporaneo.it

2010-11-20 02:31:56

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