CASO ADDAI, QUANDO LA LENTEZZA DELLA BUROCRAZIA NON HA LIMITE


"Torniamo ad occuparci con forza del dramma umano di Kwaku Addai, Il giovane ghanese ricoverato in coma vegetativo nel reparto di lungodegenza dell’ospedale di Bisaccia, in provincia di Avellino. I familiari sono lontano da lui, non hanno soldi per venire in Italia, ma noi li abbiamo raccolti e siamo pronti ad accoglierli e ad offrirgli ospitalità. Un semlpice visto, però, impedisce la loro partenza dalla terra del Ghana. Si può essere così indifferenti?"
Kwasi Addai, Comfort Addai, Dickson Addai, rispettivamente fratello, moglie e figlio di Kwaku, sono in attesa di una risposta. Hanno le valige pronte per partire alla volta dell’Italia. da oltre un mese la pratica è al ministero degli Affari esteri. Quanto tempo bisogna attendere ancora?  C’è un politico sensibile disposto a recarsi personalmente a Roma per sbloccare una situazione che sta diventando davvero assurda?  Finora neppure i continui solleciti del Capo della polizia sembra siano bastati finora. “Vogliamo ricordare a tutti, nella massima trasparenza che per questa causa, che abbiamo raccolto la somma di diecimila euro, frutto della grande solidarietà della gente, della chiesa e di qualche politico dal cuore buono. Una somma  di non poco conto, con i tempi che corrono oggi.”  A questa si è aggiunta la grande disponibilità della Curia arcivescovile di Sant’Angelo dei Lombardi, con l’impegno in prima persona di Monsignor Francesco Alfano per garantire ogni forma di ospitalità al loro arrivo in Alta Irpinia. Ciò che serve è un semplice visto. Sarebbe davvero il più bel regalo di Pasqua, in questi giorni che ci portano al periodo di passione e morte di Cristo, far ricongiungere questa sfortunata famiglia a Kwaku Addai, solo e disperato nel suo dramma in una stanza d’ospedale, divenuta ormai la sua casa.

2011-04-02 15:29:56

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