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“Castle Day”, a Panni si celebra il giornale “Il Castello”

Che Pietro De Michele sia un tornado, senza mezzi termini, lo si capisce da un po’ di cose. Prima fra tutte, dal numero 15. Sono 15 anni che, mese dopo mese, porta avanti quella sua idea vestita di passione: il giornale dei pannesi. Se “Il Castello”, ancora oggi, è tra le più solide realtà del piccolo comune foggiano, lo si deve essenzialmente a lui. Che continua a sgomitare, a sorridere, ad affondare i colpi, a darci dentro di penna e di tastiera.

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Il giornalista che è in lui non tralascia nulla, che riguardi il passato o si rivolga al futuro. Nel mezzo, un presente fatto di un entusiasmo che entusiasma, di una gioia irradiata in ogni angolo del mondo, di una forza che travolge e coinvolge. La premessa è d’obbligo, per raccontare “The Castle day”, la giornata dedicata al “Castello – Il giornale dei pannesi”, fondato e diretto proprio da Pietro De Michele. Alla presenza dell’amministrazione comunale e di una bella fetta di pannesi – tra cui l’amico e compaesano Luciano Cifaldi e l’amico Tonino Mauriello – è stato un ottimo momento di riflessione, un’occasione per tirare le somme dei primi quindici anni del trimestrale ufficiale di Panni. E, perché no, un modo per programmare le prossime quindici stagioni. Un prodotto realizzato con precisione certosina da gente certosina, come ha sottolineato il sindaco Pasquale Ciruolo: “Faccio i miei complimenti a Pietro, non è un lavoro facile, questo, e a noi non può che far piacere avere un giornale così nel nostro paese”. Il primo cittadino si è poi lasciato andare a una sua considerazione: “Occorrerebbe inserire più spazio per ciò che realizza l’amministrazione. Faccio il classico mea culpa per la mancanza di comunicazione in questi anni, però come sindaco mi impegnerò a inviare articoli su quanto stiamo facendo per i nostri cittadini”.

Pietro De Michele ha raccolto le indicazioni di Ciruolo, dopodiché ha raccontato la storia del giornale. Un giornale nato dapprima nel 1980 per mano di Michele Rainone, un emigrato a Prato, che ne tentò la realizzazione, ma dovette fermarsi dopo tre numeri per penuria di mezzi. Il progetto fu ripreso da Pietro e da suo cugino Renato De Michele nel 1996. Ed è lo stesso che, da quindici anni, accompagna, di tre mesi in tre mesi, i cittadini di Panni sparsi per il mondo. Che apprezzano il prodotto e gratificano Pietro con suggerimenti, spunti, idee, lettere e ringraziamenti.

Durante la conferenza odierna, è intervenuto Rocco Gesualdi, responsabile della redazione di Panni, nonché assessore al Turismo e all’ambiente, che ha ringraziato il direttore e ha promesso di prendere in mano il testimone quando, “di qui a cento anni, Pietro non potrà più lavorarci”. Gesualdi, soprannominato da Pietro suo figlio acquisito, si è poi soffermato sulle prospettive del paese: “Il Castello deve aiutarci. Attraverso questo strumento i cittadini devono mandarci le loro proposte, che poi bisognerà mettere in pratica”. E’ commovente il legame che intercorre tra Pietro De Michele e l’amministrazione, in un comune spirito d’intenti.

E’ intervenuto poi il professor Leonardo De Luca (“mio padre tutelare”, ha chiosato De Michele), colui che sottende alla revisione dei testi e alle correzioni tout court. “I misteri della pignatta li sa il cucchiaio – ha esordito nel corso del suo splendido intervento – così io dall’interno mi rendo conto di cosa va e cosa non va. A mio avviso, questo giornale funziona perché è aperto, aperto a tutti: agli emigrati, in terra straniera o in Italia, e ai pannesi residenti. Qui l’informazione riguarda la pannesità. Questo giornale è il ‘collante della pannesità’. I ragazzini a scuola vogliono la menzione sul giornale, dove trovano lo spazio per essere gratificati. Poi ci sono le tradizioni, le conferenze, le pubblicazioni, i documenti storici. C’è tutto, emozioni, avvenimenti, persino i lutti. Si gioisce, ma si piange anche, con questo giornale”.

Infine, l’intervento di Corrado Germinario, direttore de “L’altra Molfetta” (fidanzato di una ragazza pannese). “Mi sono innamorato di questo paese – ha esordito -. Quando ho conosciuto Pietro mi sono chiesto: come fa a trovare notizie in un paese così piccolo? Questo è un progetto lodevole, che bisognerà portare avanti. Il nostro Paese è formato in primis dai piccoli comuni, quelli che lo Stato vuole eliminare. Ed è proprio dai piccoli comuni che deve arrivare la propulsione per la Nazione. Ed è grazie a queste iniziative che i piccoli comuni vanno avanti”.

Le mie personali considerazioni le rimando a questo articolo » LEGGI QUI.

Tutto il resto è la cronaca di una splendida manifestazione di affetto e di stima verso un ciclone, Pietro De Michele, che con la sua creatura continuerà ancora per molto a scuotere le coscienze e a rinsaldare i legami con il passato della propria terra. Un grazie, di cuore, per questo motivo gli è dovuto.

Michele Pilla

2011-08-23 21:35:11

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