CHIESA DEVASTATA! E IL NUOVO PRETE?


I cittadini di Montaguto, dopo la scomparsa di don Federico Capobianco, sentono il forte bisogno di una guida religiosa. Eppure, per il momento, questo appello dei fedeli, già segnati dai problemi che affliggono il territorio, è sospeso a mezz’aria. Si parla di mancanza di nuovi sacerdoti: addirittura, ad Ariano capita che un prete abbia due parrocchie. A sopperire a questa mancanza, pro tempore, c’è don Rocco, sacerdote che, ahinoi,  non avendo il dono dell’ubiquità, è costretto a fare la spola fra Orsara e Montaguto…

Non solo: senza un sacerdote stabile non possono essere eseguiti atti ufficiali come il matrimonio. A tal proposito, abbiamo interpellato il vescovo della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, monsignor Giovanni D’Alise: “Montaguto è nei miei pensieri, sto lavorando per dare al paese una guida sicura – ci ha rivelato –. Vi sono, però, grossi problemi. C’è carenza di organico. Bisogna avere ancora un po’ di pazienza. Ma non voglio abbandonare il paese”.
Come se non bastasse, a tutto ciò si aggiunge il cattivo stato di conservazione di alcuni locali adiacenti la chiesa. Nella giornata di mercoledì 15 aprile, accompagnati dal paziente e disponibilissimo signor Evasio Allodi, abbiamo constatato le pessime condizioni in cui versano questi locali. Vi sono infiltrazioni d’acqua dappertutto, lo stato di conservazione dei documenti e di statue che vi sono all’interno è in continua recrudescenza. Siamo venuti a conoscenza, inoltre, di due tavole di marmo di notevoli dimensioni, che dovevano essere utilizzati come ornamento alla statua di Cristo situata davanti la chiesa (in ricordo del 40esimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Federico Capobianco); una delle due è stata pesantemente danneggiata, probabilmente – e qui manifestiamo tutto il nostro sdegno – a causa di vili atti vandalici. Da condannare senza remore. Ricordiamo che la manutenzione ordinaria della chiesa è affidata al popolo: riscaldamenti, olio per le lampade, illuminazione e così via. Quella straordinaria, invece, spetta alla curia. Dunque, la riparazione dei muri esterni e la sistemazione delle tegole, pericolanti, avverrà solo quando sarà nominato il nuovo sacerdote.

2009-04-19 11:31:32

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