CIAO CIAO FRANA, BENTORNATA SS90! ECCO I NOSTRI RINGRAZIAMENTI


Ci voleva il binario perché le cose cambiassero, perché si accorgessero di Montaguto. Quattro anni di accorati e disperati appelli non sono bastati. Non bastano mai, in Italia. Serve l’emergenza, quella vera. Quella che a volte porta – purtroppo – morti. Oppure quell’altra meno cruenta che arreca disagi alla classe politica. In quel caso sì, che tutti si muovono. Ma così è troppo facile. Così come sarebbe troppo facile, per noi, dire “Ve l’avevamo detto”. Sarebbe come sparare sulla Croce rossa. In Italia funziona così.

LASCIA IL TUO COMMENTO  L’ARTICOLO DELLA RIAPERTURA LE FOTO DELLA FESTA

E così madre natura, quell’infausto marzo dello scorso anno, decise di dare una bella accelerata all’emergenza, portando la frana sul binario. Benedetto binario. Dal 10 marzo, l’apocalisse. Con la tratta ferroviaria Roma-Bari interrotta, apriti cielo. Improvvisamente, tutti a parlare di “scandalo” e di “vergogna”. E prima? Dov’eravate prima? Già che passavate in treno ogni giorno da Montaguto, sicuramente non avete potuto non notare quella simpatica distesa di terra che minacciava strade, case e binario stesso. Eppure, voi tutti ve ne siete fregati altamente.
Ma va bene così. Avete avuto la vostra punizione e il vostro momento di gloria. Non è questo il momento delle polemiche, ma un sassolino dalla scarpa volevamo togliercelo anche noi. D’altra parte, è giusto così: di conseguenze ne abbiamo pagate molto più di voi.
Oggi, domenica 10 luglio 2011, si festeggia il primo anniversario della riapertura effettiva della SS90. E si tratta, per noi montagutesi e per gli abitanti tutti di questa ridente Valle del Cervaro, di un vero e proprio giorno di festa. E dunque ci concentreremo solo su di esso. Sono passati 365 giorni esatti da quella splendida mattina di luglio – un sabato soleggiato, come potete vedere dalle foto. Ebbene, noi c’eravamo. Abbiamo filmato e fotografato i primi pendolari in viaggio. Un autista di camion, “appostato” dalle sette e trenta, che si è sbarbato all’interno della cabina del suo automezzo. Automobili in pacifica attesa, pronte a percorrere quel breve tratto di strada che, finalmente, sostituirà la famigerata Ciccotonno. Uomini dell’esercito e dell’Anas al lavoro per sistemare gli ultimi dettagli. L’attesa è frenetica. Arrivano anche gli uomini della Protezione civile. L’ingegner Angelo Pepe e l’ignegner Fabio Santamaria si sincerano che tutto vada per il meglio. Immancabili anche gli amici commercianti, Gino, Nino e Antonio. E noi di Montaguto.com, pronti a dire che è finalmente finita.
E, finalmente, finisce. Dopo 179 giorni, l’attesa si conclude. La SS90 riapre – e stavolta è una riapertura destinata a durare, diciamo quasi definitiva. La favola ha il lieto fine. Ci sono voluti quattro anni, ma ce l’abbiamo fatta. Merito anche di quel silenzioso binario, che se n’è stato lì, buono buono, pronto a diventare un alleato preziosissimo. Senza di lui, lo diciamo apertamente, non ce l’avremmo mai fatta. Ma va bene così. E dunque, l’attesa spasmodica assume gli occhi colmi di gratitudine dei montagutesi, dei savignanesi, dei grecesi, dei commercianti dello scalo, che finalmente possono tornare con serenità alle loro attività quotidiane, senza doversi troppo preoccupare di piogge o nevicate. Certo, il rischio è sempre lì, così come la frana. Questo articolo di ringraziamento serve come monito: mai abbassare la guardia. Noi l’abbiamo capito, così come l’hanno capito tutti gli “eroi” che ci hanno sostenuto in questa battaglia. Oggi, 10 luglio 2011, per Montaguto è un giorno di festa. Un anniversario da celebrare e custodire nel cuore.
Grazie a tutti quelli che hanno reso possibile tutto ciò.

In ordine cronologico:
Grazie all’ingegner Giancarlo Giovino, che ne ha viste di cotte e di crude, e si è calato finanche da un elicottero.
Grazie al commissario De Biase, per noi tutti Mario, che ha avuto non poche gatte da pelare.
Grazie al professor Leonardo Cascini, che ha “azzeccato” tutte le previsioni.
Grazie a Eugenio Pancione, titolare della ditta Botta Eurocostruzioni, che il suo mestiere lo sa fare benissimo e lo sa anche insegnare altrettanto bene.
Grazie a Erminio Lanzotti, geometra della ditta Botta Eurocostruzioni.
Grazie all’ingegner Marco Murolo dell’Anas.
Grazie alla Protezione civile nazionale – Nicola Dell’Acqua, Angelo Pepe, Guido Bertolaso, Fabio Santamaria.
Grazie all’11esimo Reggimento Genio Guastatori di Foggia – Augusto Candido e, prima di lui, Ezio Bottoni, e uno a uno tutti coloro che si sono “sporcati”, onorandola, la divisa. Siete montagutesi, ormai.
Grazie all’amico Benedetto e alla ditta Tre Erre di Ariano Irpino.

Grazie a tutti. Anche a quei politici che, protestando, hanno smosso un po’ le acque. Certo, se avessero provveduto prima, e non solo per mero interesse personale, sarebbe stato meglio. Ma l’Italia funziona così. E speriamo che non capitino nuove emergenze.

Michele Pilla
Monica De Mita
Marianna De Mita

2011-07-09 22:18:19

0

Commenti

comments

Lascia un commento