CIASULLO: “ATTENTI, IL VULCANO POTREBBE ERUTTARE”


Il sindaco, Oreste Ciasullo, è già in discarica. Dopo la contestatissima ordinanza del Governatore regionale, Stefano Caldoro, che decreta lo sversamento dei rifiuti napoletani anche a Pustarza, il primo cittadino vuole vigliare personalmente che i quantitativi scaricati non superino i limiti consentiti. Ma l’intera amministrazione comunale si sente presa in giro. "L’emergenza annunciata non è mai finita", dice Ciasullo, e gli appelli alla solidarietà del ministro per l’Ambiente Prestigiacomo o le promesse economiche dello stesso Caldoro suonano come sterili ritornelli, al cospetto degli impegni già disattesi in relazione all’emergenza del 2008…

Attraverso la voce del sindaco di Savignano, è l’intera Irpinia, offesa, a ribellarsi al napolicentrismo, ed alla luce del profilarsi di un nuovo rischio di allarme sociale, ad invocare, con voce nemmeno tanto fioca, la parola "secessione".

Sindaco Ciasullo, già nel 2008 vi è stato chiesto di "sacrificarvi" in nome della fine della lunghissima emergenza rifiuti. Eppure oggi l’emergenza sembra proprio non essere finita e vi si chiede un nuovo sacrificio. Vi sentite presi in giro?
“Veniamo presi in giro da un po’ di tempo. Savignano è stata scelta per sacrificarsi. In passato si era partiti con la promessa di bonificare una vecchi discarica ma l’impegno è rimasto lettera morta. E non solo. Nel frattempo abbiamo raggiunto picchi di 2000 tonnellate di rifiuti al giorno. Fino ad arrivare al primo gennaio del 2010 con "l’annuncio" della fine dell’emergenza e della conversione dell’impianto in discarica provinciale. Ma la verità è che l’emergenza non è mai finita. Napoli è tutta un’emergenza. Ed i comuni montani, già gravati da numerose difficoltà, devono sopperire ai mali di Napoli. Qualcosa di sconcertante e non più sopportabile”.

Dalle colonne di un quotidiano nazionale questa mattina il ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha chiesto alle province che riceveranno i rifiuti un atto di solidarietà verso il capoluogo campano. Crede sia una trovata felice?
“Non la condivido. Prima di rivolgere appelli la Prestigiacomo farebbe bene a mantenere i propri impegni. Vorrei ricordare che ci hanno fatto firmare un protocollo presso il Ministero dell’Ambiente in cui ci venivano promesse le compensazioni ambientali, ma ad oggi non abbiamo avuto alcun riscontro. Lo ripeto, la Prestigiacomo pensi ad onorare gli impegni”.

E che ne pensa invece dei fondi promessi dal Governatore regionale Stefano Caldoro ai comuni che “ospiteranno” i rifiuti? Non teme che si tratti dell’ennesimo annuncio?
“Nei fatti tutto questo non ci è stato riconosciuto. Per ogni tonnellata di rifiuti, infatti, è previsto un ristoro di 5,20 euro: un qualcosa che è già stato disposto molto tempo fa. Quello che invece personalmente mi auguro, è che la Regione voglia avere una concreta attenzione verso i comuni penalizzati, confrontandosi in maniera autentica, anziché proporsi esclusivamente attraverso la carta stampata”.

Qual è il concreto il rischio che lo sversamento di nuovi rifiuti in discarica potrà comportare per le vostre terre?
"Le discariche devono essere controllate e vigilate costantemente . E’ necessario che le quantità di rifiuti siano adeguate alla dimensione della struttura. La nostra amministrazione comunale infatti realizza la tutela del territorio e della popolazione attraverso il monitoraggio costante della zona investendo cifre consistenti. La salute del territorio non può essere stravolta dalle continue emergenze di Napoli. Proprio per questo condividiamo in pieno la posizione della Provincia e personalmente, proprio in questo momento, mi trovo in discarica a vigilare affinchè non vi entrino quantitativi di rifiuti superiori al limite”.

Ma l’assessore provinciale all’Ambiente nel corso della presentazione del piano industriale per il ciclo integrato dei rifiuti aveva promesso la chiusura della discarica di Savignano una volta completata l’ultima vasca. Promessa disattesa?
“Io dico solo che il progetto della discarica di Savignano prevede un plenum di 70mila tonnellate di rifiuti. Quando sarà raggiunto, la discarica dovrà essere chiusa. Non ne potranno essere sversati altri”.

Il Governatore Caldoro ha anche promesso che l’utilizzo delle discariche, tra cui Savignano, non supererà i 6 giorni. Ci crede?
“Dobbiamo sperare in qualche miracolo. Ecco, invocando San Gennaro si può fare. Ma allora perché non ci dicono qual è l’ipotesi alternativa? Esiste forse una proposta che riguardi quello che succederà dopo questi sei giorni?

Dalle storiche questioni legate allo spopolamento ed alla disoccupazione, fino al recente schiaffo ricevuto in materia di sanità, l’Irpinia, in continuo allarme, sembra essere stata dimenticata dalla Regione. Crede che i venti secessionistici che di questi tempi l’attraversano possano davvero costituire l’unica risposta di una terra costantemente violata?
“Credo proprio che a questo punto si stia alimentando ulteriormente il malumore che serpeggia nelle popolazioni. Contestualmente vengono create le condizioni per dare sfogo almeno alla volontà di rivendicare l’ intenzine di andare via. E cominciano a diventare attuali scelte che in passato non venivano prese neanche in considerazione”.

Non c’è anche il rischio che il malcontento generale possa culminare in un vero e proprio allarme sociale?
“Credo proprio di sì. A mio avviso, la rassegnazione potrà anche tramutarsi in un’esplosione di rabbia incontrollabile. Proprio per questo, mi auguro che le cose si mettano rapidamente a posto. Non sappiamo quanto sia buono e calmo il vulcano e se un giorno potrà eruttare”.

di Flavio Coppola – Irpinianews

2010-10-22 15:06:53

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