CIASULLO RISPONDE A SOLIMINE: ‘CON LUI SOLO DISASTRI’


Ed ecco la risposta di Oreste Ciasullo, attuale presidente della Comunità Montana, alle accuse dell’assessore provinciale al Lavoro, Giuseppe Solimine (LEGGI QUI)
Scusate, ma ci scappa da ridere. L’assessore provinciale al lavoro Giuseppe Antonio Solimine chiede le dimissioni del presidente della Comunità montana dell’Ufita per “manifesta incapacità”. Se così fosse, cosa si dovrebbe pensare di un assessore che ha combinato – in poco meno di due anni – solo disastri?
Anziché vergognarsi per non aver saputo opporre la minima resistenza ad una crisi che sta falcidiando la provincia di Avellino e sta facendo strage di posti di lavoro, l’assessore preposto pensa ad altro. Nelle ore in cui è in gioco il futuro della Irisbus – la terza azienda della provincia, tra l’altro presente nel territorio dell’Ufita – Solimine cosa fa? Chiedete ai lavoratori se lo hanno incrociato dinanzi ai cancelli dell’azienda, se ha convocato ad horas sindacati ed Rsu per conoscere nel dettaglio la questione e avviare un percorso attraverso il quale opporsi alla scellerata decisione del gruppo Fiat. L’assessore pensa che bastino le quattro chiacchiere che ormai ha imparato a memoria per incantare la platea. Ma non ha compreso che la gente non è più sprovveduta e non si lascia ancora ammaliare da chi è sempre andato avanti vendendo fumo e ingannando con falsità e bugie. Come quelle con le quali ha infarcito il comunicato con cui attacca l’Esecutivo guidato da Ciasullo. Forse, conscio dei disastri che – con il suo staff – sta combinando a livello provinciale, prova a rivalutare la sua immagine raccontando una realtà che non esiste. Del resto, basta leggere i fogli di presenza al Consiglio generale dell’Ente per rendersi conto del suo impegno: Solimine non pervenuto. E’ un po’ come la favola dei 700mila euro che il suo assessorato doveva assegnare ai lavoratori in difficoltà che, più di altri, avevano subito il peso della crisi. Domandate dov’è ancora la gran parte di quei soldi. Non assegnata per manifesta incapacità dell’assessore e di alcuni suoi seguaci. Gli stessi che hanno la responsabilità della mancata attribuzione della qualifica di ‘idraulico forestale’ ai 227 lavoratori che lo scorso anno hanno prestato attività, a tempo determinato, per il nostro ente. Altro che “i funzionari hanno dovuto riconoscere che la qualifica non si può attribuire”: la quiescenza della Comunità montana rispetto alle decisioni del settore lavoro dell’assessorato provinciale è stata posta in essere ad esclusiva tutela degli interessi degli operai: il nostro ente non ha legittimità, né interessi ad agire. Invitiamo, però, le maestranze a promuovere una causa davanti al Giudice per ottenere la qualifica che meritano. Del resto, basta considerare che l’assessorato non è riuscito a motivare giuridicamente nessun atto di diniego inoltrato alla Comunità montana e ai lavoratori. C’è bisogno di aggiungere altro? E’ bene, però, fare chiarezza su alcune delle palesi falsità contenute nel comunicato redatto dall’assessore. Ci preme ricordare che le società interinali cui fa riferimento sono arrivate in questo ente quando Solimine era presidente e, soprattutto, non centrano nulla con l’avviamento dei 227 operai del settore forestazione. O l’assessore dimentica che le domande sono state presentate presso i Centri per l’impiego di Grottaminarda e Ariano Irpino e che la graduatoria è stata redatta dal settore che lui dirige? Quanto agli operai – senza vergognarsi per averli lasciati tanti anni in balia della crisi e per non aver avuto la capacità di avviare un percorso di selezione per la loro assunzione – oggi Solimine ritiene che abbiano tra le mani solo un cumulo di promesse ed inganni. Vogliamo ribadire che – pur avendo dovuto adottare una procedura, che contestiamo, imposta dal settore lavoro della provincia attraverso la forzatura mediante la quale si può applicare l’art.16 della L56/87 agli enti montani – non potremo non procedere applicando la legge. Per cui, l’Esecutivo guidato da Ciasullo – nel rispetto del contratto collettivo, che è legge tra le parti, e della Legge finanziaria regionale, nonché per garantire la massima occupazione nei comuni di propria competenza – potrebbe essere costretta a ricusare dalla graduatoria tutti i candidati che non risiedano in comuni non ricadenti nel bacino dell’ente e che, nel corso del 2010, non abbiano precedenti lavorativi con la Comunità montana. Siamo pronti, poi, a una pubblica assemblea, alla presenza dell’assessore Solimine e dei lavoratori, per giocare a carte scoperte e dimostrare chi ha realmente bluffato e continua a farlo sulla pelle della gente di questa provincia. Carte alla mano, potremo raccontare ai lavoratori e all’opinione pubblica di come un’amministrazione è stata in grado di realizzare in sei mesi ciò che altri NON HANNO SAPUTO FARE. Ma anche come i fondi dell’avanzo di amministrazione siano stati utilizzati per garantire ossigeno ai lavoratori, anticipando le retribuzioni che la regione continua a ritardare. Potremo anche presentare il bando che era stato redatto dall’allora presidente Solimine per il turn over del settore forestazione, accompagnandolo con le decine di domande arrivate da tutte le regioni di Italia che custodiamo gelosamente. O – in tema di sperpero di denaro pubblico – potremo illustrare il suo progetto per la pista di neve artificiale a Trevico e, perché no, il contributo di qualche migliaio di euro che a destinato per il restauro di una mummia egizia a Parma. Solimine la smetta: è carta conosciuta. Nessuno si lascia ingannare dalle sue chiacchiere, né dalle sue falsità. Chiedete ai lavoratori della Fma, della Irisbus e delle decine di altre aziende in crisi cosa pensano dell’assessore provinciale al lavoro: Solimine non pervenuto. Una domanda, però, vogliamo farla: l’assessore è disponibile, carte alla mano, ad illustrare cosa ha realizzato, con il suo staff, in questi due anni? Saremo ben lieti di ascoltarlo.

2011-07-12 14:27:07

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