COMUNITA’ MONTANA DELL’UFITA, SITUAZIONE ANCORA IN ALTO MARE


di Monica de Mita

Comunità montana dell’Ufita, la situazione si fa sempre più complessa. I giorni passano, le settimane anche e per gli Operai a tempo determinato dell’Ente guidato da Oreste Ciasullo diventa sempre più un’utopia riuscire ad arrivare alle 51 giornate lavorative. Le speranze si affievoliscono sempre più. 
La Regione Campania ancora non chiarisce se i soldi dei fondi Fas ripartiti fra i diversi enti abbiano o meno una valenza retroattiva e se dunque servano a coprire interamente gli stipendi arretrati degli operai a tempo indeterminato per tutto l’anno 2012. Solo se così non fosse si potrebbe avere ancora qualche spiraglio aperto per un’ulteriore assunzione a tempo determinato. La Comunità montana, dal canto suo, non vuole rischiare non avendo certezze o altre fonti finanziarie a disposizione.
La tensione è alta. Nella riunione di ieri pomeriggio presso l’ente ufitano, alcuni lavoratori hanno palesemente esposto la propria volontà di intraprendere le vie legali. "Nel 2010, quando ci assunsero, promisero un minimo di 102 giornate lavorative per almeno tre anni", così hanno dichiarato alcuni operai infervorati. "Non possiamo mantenere una famiglia con dieci giornate lavorative", hanno giustamente lamentato altri.
Ultimo tentativo sarà un incontro in prefettura richiesto a fine riunione ieri da parte dei sindacati e di Raffaele Fabiano, sindaco di Casalbore, a nome dell’ente. In caso di risposta affermativa da parte del Prefetto di Avellino, Umberto Guidato, i 102 operai in attesa di delucidazioni definitive si adopereranno per incontrarsi insieme ai propri sindacati e a qualche rappresentante della Comunità montana per provare a giocare forse l’ultima carta a propria disposizione.

2012-10-17 19:18:44

0

Commenti

comments

Lascia un commento