COMUNITA’ MONTANA, DOMANI LO SCIOPERO A NAPOLI. CIASULLO: “SITUAZIONE CRITICA”


Si sentono minacciati, e non a torto, i 227 nuovi assunti della Comunità Montana dell’Ufita ed insieme a questi gli oltre quattro mila dipendenti complessivi dell’ente in questione dell’intera Campania, fra operai di basso livello ed impiegati. La questione è molto delicata, soprattutto se si tiene presente che a pagarne le conseguenze è sempre la gente comune, quella che si alza la mattina presto per andare a lavoro e e cercar di far vivere dignitosamente la propria famiglia. Sembrava un trionfo, la sottoscrizione delle lettere di assunzioni giovedì 29 aprile 2010 ed invece si sta rivelando un ulteriore salto nel vuoto… (CONTINUA ALL’INTERNO)

A distanza di un mese dal primo giorno lavorativo si è sentito dapprima solo parlare di mancanza di stanziamenti da parte della Regione e poi da qualche giorno è arrivata invece  la conferma  ufficiale  della delibera d’urgenza datata 11 maggio 2010 da parte del presidente Caldoro per la revoca totale dei soldi destinati alle Comunità Montane.
"A marzo la Regione Campania emise un decreto col quale si anticipava il 40% delle somme di assegnazione 2010. La nuova giunta, l’11 giugno, ha emanato un nuovo provvedimento con cui sono stati revocati i precedenti decreti – ha spiegato il presidente della Comunità Montana dell’ufita, Oreste ciasullo -. Con la non erogazione dei fondi la situazione si fa critica. Questa giunta ha lamentato lo sforamento del patto di stabilità da parte di Bassolino". Come si muoverà, dunque, l’ente presieduto da Ciasullo? "Abbiamo chiesto, attraverso l’Uncem, un incontro ad horas col presidente Caldoro, che però ancora non ci ha convocato. Saremo al fianco degli operai, ma dobbiamo fare in modo che la Regione riveda questo provvedimento".
Proprio ieri in mattinata è giunta notizia che il commissario prefettizio dell’alta irpinia ha fatto sapere agli operai di quella zona di non presentarsi sul loro luogo di lavoro o cantiere qual dir si voglia.
Il salario a molti ancora non viene accreditato, ad altri è giunto nella percentuale del 50%, ai lavoratori che finalmente dopo anni di battaglia, dal 1975 per la precisione, sono giunti nel 2004 all’assunzione a tempo indeterminato, viene cancellata la quattordicesima. Insomma dal consolidamento del rapporto di lavoro previsto all’art.16 dell’accordo per l’autorizzazione alle nuove assunzioni dopo tre anni di lavoro a tempo determinato si è passati in pochissimo tempo ad una situazione di destabilizzazione per i nuovi ma anche per i dipendenti veterani dell’ente. Una situazione insostenibile per chi vive di stipendio e ha bisogno quanto meno di vederlo erogato mensilmente. Non si chiede il superfluo, ma il giusto, ed è per questo che stamane si è svolta una riunione fra rappresentanti sindacali e lavoratori per discutere della situazione ed organizzare la manifestazione di protesta che si terrà domani a Napoli. Lo sciopero è riconosciuto ai lavoratori allo scopo di rivendicare diritti, per motivi salariali, per protesta o per solidarietà ed in questo caso le motivazioni ci sono tutte.

Monica De Mita

2010-06-17 16:25:37

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