COMUNITA’ MONTANA, FORESTALI PRESTO DI NUOVO AL LAVORO


di Monica de Mita

E’ proprio vero che chi persevera la vince e che la speranza è l’ultima a morire. E’ ufficiale: gli operai a tempo determinato della comunità montana Ufita (Otd), che quest’anno hanno lavorato solamente dal 24 settembre al 4 ottobre, finalmente possono tirare un sospiro di sollievo. Grazie all’assiduo impegno dei propri rappresentanti sindacali ed alla disponibilità dell’Ente Irpino e della Regione Campania, si ricomincerà a lavorare per garantire a questa gente ed alle proprie famiglie il numero di giornate minime utili per la fruizione degli ammortizzatori sociali.

Sembrava una battaglia persa ma fortunatamente non è stato così. L’ultimo tentativo da parte dei lavoratori, ricordiamo, martedì 6 novembre ad Avellino, l’incontro tenuto innanzi al prefetto Umberto Guidato, al termine del quale il prefetto ha assicurato alle organizzazioni sindacali e alla delegazione dei lavoratori presenti il proprio intervento presso la Regione Campania per la positiva risoluzione della vertenza forestali. E siamo felici di dire che tutto ha avuto un lieto fine. Infatti si ripartirà lunedì 26 novembre e si terminerà il 31 dicembre.

Chi scrive è un’operaia idraulica forestale, con un marito precario e due figli. So benissimo che non bisogna personalizzare i propri articoli, ma in questo caso permettetemelo di fare. Sono contenta, ho bisogno di lavorare, non tanto per me, quanto per i miei bambini. Avevo ben altre aspirazioni nella vita, anzi posso ben dire che la mia vita, la mia passione è il giornalismo. Mi diletto da qualche anno a collaborare con le testate giornalistiche ma senza nulla chiedere. I miei occhi brillano di una luce diversa quando vedo i miei articoli pubblicati. Sarebbe stato bello fare della mia passione il mio lavoro. La realtà è ben altra però, il mio lavoro è rappresentato dalla forestazione e bisogna lottare per mantenerlo. Oggi perciò i miei occhi brillano doppio, perché oltre a vedere sicuramente il mio articolo sul web, vedono l’ormai vicino Natale un po’ più sereno per me e per la mia famiglia.
Qualcuno potrebbe obiettare che quando cominciammo tre anni fa, nel 2010, ci garantirono minimo 102 giornate annue, vero è che probabilmente quest’anno riusciremo a lavorare il minimo indispensabile per gli ammortizzatori, ma soprattutto vero è che meglio il minimo che il nulla come sarebbero state le dieci giornate già espletate. Quindi grazie a tutti coloro che hanno lottato al fianco di noi operai e mi riferisco alle diverse associazioni sindacali, a volte denigrate, che hanno reso possibile a me ad ai miei oltre duecento colleghi ciò che sembrava ormai impossibile.

2012-11-16 01:35:18

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