COMUNITA’ MONTANA, UNO SPIRAGLIO DI LUCE DUE GIORNI FA CONFRONTO COI SINDACATI


Uno a zero per i lavoratori della comunità montana dell’Ufita, veterani e precari che quest’anno sono stati assunti a tempo determinato da maggio a fine agosto. Non stiamo parlando di una partita di calcio amichevole fra i salariati e gli stipendiati, ma di uno confronto serio fra i primi che chiedono e pretendono spiegazioni ai vertici dell’ente nella persona del presidente Oreste Ciasullo… (CONTINUA ALL’INTERNO)

Sono stati i sindacati di Cgil, Cisl e Uil del settore forestazione a volere fortemente questo confronto ed è per questo che nella mattinata di due giorni fa è stata chiesta l’adesione di chi si è sentito in qualche modo ledere il proprio diritto di retribuzione in modo del tutto inaccettabile ed ingiusto. In tanti si sono così presentati negli uffici di via Cardito ad Ariano Irpino per capire come mai la stessa Comunità Montana che fino a poco tempo fa ha dichiarato e sempre sostenuto di non avere fondi residui per far fronte ai pagamenti dei propri dipendenti, delibera e approva senza indugi il progetto d’intesa con le amministrazioni di cinque comuni (Montaguto, Savignano, Greci, Vallata e Carife) riguardante la ripulitura e la salvaguardia delle aree boschive. Per questo progetto non verrà utilizzata la manodopera già esistente, ma verranno effettuate nuove assunzioni attraverso il metodo interinale.
"Nulla questio circa le assunzioni ma nel momento in cui le spettanze dei 227 assunti per le 102 giornate non vengono elargite dal mese di agosto, a nostro parere si rende inopportuna ogni nuova assunzione". Queste le parole in apertura di Antonio De lillo, rappresentante UILA UIL.
"Ci sembra qualcosa moralmente ingiusta – ha detto Raffaele Vece (FAI CGIL) -. Vogliamo il rispetto di chi ha lavorato e giustamente pretende uno stipendio. Combattiamo per dare garanzie occupazionali future e quindi siamo contrari alle nuove assunzioni interinali perché si sa che queste non assicurano nessun proseguo del rapporto lavorativo".
Raffaele Tancredi della FAI CISL ha ribadito il ruolo degli operai della comunità montana definendoli, come ha già più volte fatto, “paladini” della salvaguardia e manutenzione dell’ambiente ma ha palpato un’altra nota dolente. "Non ha torto la Regione quando richiede i consuntivi degli anni precedenti e noi oggi qui chiediamo al presidente di ravvedersi sulle assunzioni oggetto del confronto, ma chiediamo anche che le richieste della regione vengano soddisfatte perché questo è l’impedimento maggiore all’elargizione di finanziamenti per i piani di forestazione".
Infatti Giuseppe Brancaccio (FLAI CGIL) ha poi chiarito che i sindacati continuano a portare avanti per la tutela dei lavoratori due tipologie di confronto. Il primo è quello locale che vede come controparte Oreste Ciasullo e l’Esecutivo della Comunità Montana, l’altro è il confronto regionale ancora aperto dal 24 giugno, dopo il colossale sciopero del 18 giugno che ha visto paralizzare le strade di Napoli da quasi cinquemila operai ed impiegati delle diverse comunità montane del territorio campano. Lo stesso Brancaccio ha ricordato che l’ente montano abbisogna di 111milioni di euro e che dopo il citato sciopero la regione ha erogato prima 31milioni di euro e ad oggi, con l’aggiustamento di bilancio, vi è la possibilità di ottenere altri 66 milioni di euro, sempreché tale somma venga proposta e di conseguenza approvata dal consiglio regionale entro il 24 di questo mese.
"Dobbiamo fare in modo che ciò avvenga perché a conti fatti sommando i finanziamenti già effettuati dalla Regione alle eventuali nuove elargizioni ed ai fondi residui che la regione presuppone essere in possesso della comunità montana, ma che questa prima dichiara di non avere e poi si auto smentisce con queste assunzioni interinali inaccettabili, si avrebbe un totale pari alla somma di cui la stessa necessita per il piano forestazione".
"I fondi residui devono servire per la stabilizzazione dei lavoratori assunti a maggio a cui dobbiamo garantire continuità", ha terminato Franco Colarusso, segretario generale FAI CISL. Dopo le dichiarazioni dei diversi sindacati che, congiuntamente, hanno richiesto al presidente Ciasullo semplicemente la sospensione della delibera riguardante l’intesa con i cinque comuni sopra indicati si è avuto la proclamazione dell’assemblea permanente nella sede di via Cardito. Di lì a poco però il presidente ha invitato le rappresentanze sindacali nel proprio ufficio ed alle 12:40 l’epilogo.
Oreste Ciasullo accetta le richieste ed afferma: "Il disboscamento verrà effettuato a spese dei comuni interessati". Obiettivo raggiunto, almeno in parte, visto che molti dei presenti lamentavano comunque da parte di questi comuni l’assunzione di altri soggetti per il taglio degli alberi piantati anni addietro da operai della comunità montana.
"Il bosco, gli alberi e la montagna ci appartengono, perché in questo consiste il nostro lavoro".

Monica de Mita

2010-11-18 20:48:36

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