Con don Peppe se va un pezzo di storia: domattina i funerali. Il ricordo di Gianni Vigoroso su Ottopagine.it


Sulle colonne di Ottopagine.it il collega e amico Gianni Vigoroso ha dedicato un servizio sulla scomparsa di don Peppino Membrino.

E’ venuto a mancare all’età di 93 anni Giuseppe Membrino, noto a tutti come Don Peppe. Ex dirigente delle Ferrovie dello Stato, pioniere e sostenitore del raddoppio ferroviario Foggia Benevento, che oggi non sembra essere più un miraggio

“Ma Don Peppe – come ricorda il sindaco Fabio Della Marra – è stato anche dal 1965 al 1974 amministratore di rilievo, vice sindaco dell’amministrazione Magnatta, di fatto per tutti il sindaco,  essendo il commendatore impegnato principalmente a Milano. Uomo dai modi galanti e dai toni pacati, legato ad amicizie sincere con il compianto senatore Alfonso Tanga e l’onorevole Ciriaco De Mita. Con lui se ne va una parte di storia di Savignano Irpino.”

Ha seguito con molta attenzione negli anni scorsi, l’emergenza frana a Montaguto, rivolgendo sempre un appello al buon senso e alla massima collaborazione con le istituzioni e la politica,  fino a convincere suo fratello Tonino grande lottatore di questa delicata emergenza a mantenere la calma soprattutto nei momenti più difficili della protesta, finita sotto i riflettori nazionali.

Don Salvatore Olivieri:

“Ho appreso con grande tristezza la notizia della morte del caro don Peppino Membrino. un Uomo con la U maiuscola, persona gentile ma severa, emplice ma colta. La memoria storica di Savignano Irpino, con un unica parola è morto un Giusto. Il Signore lo accolga nel regno dei Giusti e gli doni gioia, serenità e pace. Mi stringo al dolore del figlio Salvatore, del fratello Tonino Membrino, dei nipoti Ciro e Raffaele Granato, e Raffaele e dei parenti tutti.”

Michele Savignano:

“Don Peppe Membrino: tutti lo conoscevano e hanno apprezzato il suo bonario e disponibile comportamento, ma nessuno ha mai detto che l’emblema di Savignano Irpino, la maestosa Croce di ferro  che troneggia sul cucuzzolo più alto della Tombola è un suo dono e se l’Amministrazione Comunale di Savignano gliela dedicasse in questa occasione farebbe una gran bella cosa.”

Il nipote Luigi: 

“Non era solo uno zio per me e un fratello per papà ma un secondo padre per entrambi, un maestro di vita e professionista impeccabile sempre pronto a aiutare gli altri senza mai aspettarsi nulla in cambio. Mancherà a tutti moltissimo.”

Domani mattina alle 11.30 nella chiesa di Savignano Scalo, gli verrà rivolto l’ultimo affettuoso e sincero abbraccio.

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