CURINGA, NEL LAMETINO UNA CULLA SOSPESA TRA MONTAGNA E MARE


Sospeso a metà tra montagna e mare, tra le colline del lametino si erge lo splendido paese di Curinga, quasi settemila anime che si dividono un territorio ricco di boschi, aria fresca e uno splendido paesaggio tutt’intorno. A guardarlo, una somiglianza con Montaguto balza agli occhi. Curinga, sito in provincia di Catanzaro, si affaccia sul Golfo di Sant’Eufemia e appartiene al distretto rurale Valle dell’Amato.

Si estende su una superficie di 51 km quadrati ed è costituito dai seguenti nuclei abitati: Acconia, Bellifico, Centone, Zecca, Iencarella, San Salvatore, Agrosini, Ergadi, Calavrici, Torrevecchia e Ferriolo.
Come scrive Cesare Cesareo, un grande appassionato del paese, nonché curatore del portale CURINGA.IN (gemellato con Montaguto.com), Curinga si presenta come un centro collinare a 350 s.l.m. le cui maggiori caratteristiche dell’impianto urbanistico ruotano intorno al centro storico, nato dai primi insediamenti nel rione Ospizio (anticamente Gallicinò). Dal centro ci si può addentrare nelle viuzze strette e tortuose e in salita che ci fanno riscoprire con le piccole case e alcuni bei palazzi, l’intensa vita che scorreva in questi angoli fatti di luci intense ed ombre ristoratrici.
«La quotidianità – spiega Cesareo – era fatta di voci di donne di bambini e quei rumori ormai scomparsi di telai, di fabbri, di falegnami, la pazienza delle donne, il vociare delle comari, i profumi intensi di mosti, di oli, di erbe profumate, di conserve per l’inverno, sguardi di giovani innamorati, dolci, fresche, intense serenate e tante altre cose che ognuno potrà vedere e sentire sgombrando il proprio animo dall’ansia che ci attanaglia, dalla fretta che ci disorienta, ma camminando e fermandosi lì, desiderosi ad aprire gli occhi ed il cuore a cose rimaste lì, pronte ad essere percepite, pronte a farti rivivere colori, profumi e cose mai viste».
L’immagine, così poetica, fotografa perfettamente la situazione. Curinga è un luogo altamente suggestivo, un luogo dove, d’estate, quando il giorno e la notte decidono di incontrarsi, in un momento ben definito della giornata, e il sole effettua il passaggio di consegne, qui, in questo posto dove madre natura ha ancora un po’ di voce in capitolo, il caldo torrido del pomeriggio lascia spazio al pungente e avvolgente freddo della notte. Qui montagna e mare si contendono gli spazi e il verde e azzurro si mescolano per perdersi a vista d’occhio. Qui il profumo del granturco ti riempie le narici e gli allegri e ben definiti colori dei campi coltivati tutt’intorno ti catturano la vista. E poi c’è il silenzio, interrotto soltanto dallo sporadico abbaio di qualche cane fermo a riposare in una zona d’ombra, o dal più continuo frinire delle cicale. Ecco, in questo paesaggio bucolico e tranquillo, dove il tempo si è fermato, sorge Curinga.
Sant’Andrea Apostolo, festeggiato il 30 novembre, è il santo patrono.
 STORIA – Cesareo ci informa che, per dare qualche breve cenno su Curinga, non possiamo non partire che da Laconia (attualmente Acconia). In questo territorio si hanno tracce di insediamenti umani risalenti almeno al 5000 a.C. Nelle dune sabbiose in località Verdello dopo una intensa campagna di scavi condotta dell’ Università di Firenze è stato rinvenuto un focolare risalente a questo periodo. Non dobbiamo dimenticare che il territorio di Curinga è nella zona costiera occidentale dell’ istmo della valle dell’Amato. Il punto più stretto della Calabria ed ancora il punto in cui il mar Ionio ed il mar Tirreno distano appena 40 Km l’uno dall’ altro. Il territorio si trova in posizione tale rispetto alle isole Eolie, da poter essere stato certamente un punto di notevoli scambi commerciali per i prodotti (parliamo sempre del Neolitico) che in quel lontano periodo erano oggetto di scambio, come l‘importantissima ossidiana. Tale posizione strategica col trascorrere dei secoli e dei millenni ha ricoperto un importanza vitale per l’uomo per i suoi insediamenti e le sue conquiste. La Magna Grecia con la sua civiltà ha avuto in questo vasto territorio un espansione culturale e commerciale notevole e il ritrovamento nel 1916 del Tesoretto di Curinga (stateri arcaici greci), attualmente esposti al Museo Nazionale di Reggio Calabria, risalente al V–IV sec a.C, sta a dimostrare concretamente questi insediamenti. I romani in epoca successiva hanno lasciato in questo territorio notevoli testimonianze molte ancora da valorizzare ed altre da scoprire. E via via col passare dei secoli qui si sono succeduti popoli, civiltà, degrado e rinascite. Basiliani, Svevi, Angioni, Aragonesi, ognuno ha lasciato la sua impronta, ognuno ha lasciato testimonianze di civiltà, ognuno ha cercato di valorizzare al meglio questo territorio. 

 IL PLATANO – In un bosco nel comune di Curinga, esiste un platano di eccezionali dimensioni, la cui circonferenza alla basa è di 20 metri. Per quanto concerne l’età dell’albero alcuni botanici hanno stabilito che ha oltre mille anni di vita. Fu probabilmente, uno dei monaci Basiliani, che costruirono il vicino Eremo di Sant’Elia nel IX secolo, ad inserire nel fertile terreno la pianticella che sarebbe, poi diventata l’attuale colosso naturale. Se si considera che l’albero più grande d’Italia, il castagno dei Cento Cavalli di Sant’Alfio in Sicilia, misura 22 metri si può affermare, che «questo platano» è, per dimensioni del tronco , ai primissimi posti nella classifica dei giganti vegetali della Penisola. Per rendersi ulteriormente conto della grandezza di questo “gigante della natura”, basta pensare che, in Calabria, ne esistono altri ma, di dimensioni più ridotte: Nel comune di Cotronei, demanio Pollistrea esiste il Tempio dell’amore con circ. di 10,30 m; Nel Villaggio Racisi, un Pino Larico raggiunge la circonferenza di 13,00 m; In Sila Piccola, comune di Mesoraca, un Abete Bianco ha la circonferenza di 16,65 m. Tra le cose che stupiscono di più, oltre alle dimensioni del vegetale, è l’enorme cavità che vi è all’interno dell’albero». Il platano è molto noto nel centro di Curinga tanto che all’ingresso del paese è stato realizzato un mosaico che lo raffigura ma resta sconosciuto nel resto della Calabria. In effetti, neppure molti dei paesi vicini a Curinga sanno dell’esistenza di questo straordinario arbusto. E «un monumento» del quale si rimane incantati e che non può rimanere chiuso nel dimenticatoio come, purtroppo, tante altre cose della nostra Regione» . E’ proprio vero che in Calabria abbiamo un sacco di bei posti, di bei monumenti di belle oasi naturali e tantissime altre belle cose, alle quali però non viene dato il giusto risalto. Cosi molto spesso ce ne andiamo in vacanza in posti lontani, senza renderci conto di quanti posti meravigliosi non abbiamo ancora visitato nella nostra Terra e che varrebbe davvero la pena scoprire.

 PALAZZO BEVILACQUA E GIARDINO – Palazzo appartenuto fino agli anni ’70 alla famiglia Bevilacqua, ora di Proprietà del comune di Curinga. Edificio importante e di notevoli dimensioni, disposto su tre livelli, vi soggiornò il generale Giuseppe Garibaldi nella notte tra il 28 e 29 agosto 1860 (VEDI FOTO).
Il palazzo è stato restaurato di recente, interessante da visitare (se ancora esistente) la sala del Neolitico, dove ci sono varie teche ben illuminate, con manufatti di terracotta, che riproducono molto minuziose vasellame ed altro trovato nel nostro territorio. Il piano superiore è caratterizzato da ampie sale con un magnifico affaccio
sulla sottostante Piana di S. Eufemia. Notevoli gli affreschi a soffitto realizzati da Zimatore-Grillo, situati nelle tre sale di rappresentanza. Da ricordare la cappella interna di cui rimane l’altare risalente al 1861. Non visitabili né restaurati, alcuni affreschi a muro, in una sala da pranzo ubicata in un ala non visitabile. Maestoso un grande mobile incassato nella sala da pranzo vicino alle cucine.
Il susseguirsi di sale e saloni portano in uno splendido giardino, attualmente ben curato da Antonio e Francesco Galati (cui va il nostro ringraziamento per avercelo mostrato), nel quale vengono curati centinaia di bonsai (guarda le FOTO).

Michele Pilla
Nadia Rondinelli

Si ringraziano
Michela Rondinelli
Francesco Frijia
Francesco Galati

2011-07-29 17:56:12

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