Dalla ricerca di un parente alla scoperta di un popolo


di Vito Lorenzo Dioguardi*

Sala piena e ottima accoglienza, venerdì 12 agosto, per il debutto letterario di Antonio Schiavone, emigrato che parla di emigranti nel suo Quando in America si parlava montagutese. Nato nel nostro paese, a 11 anni si è trasferito a Foggia prima e poi a Roma e Milano, dove tuttora vive e lavora come farmacologo. Ottima combinazione di tabelle statistiche e foto antiche, il libro si caratterizza per la semplicità dell’esposizione. Il binomio tra la ricerca storica e la formazione scientifica dell’autore ha reso il lavoro minuzioso. La prefazione è a firma del professor Angino, esperto di storia locale.

Un volume “fuori programma”, come lo definisce l’esordiente, nato “in itinere” da un’esigenza personale che cercava “la vicenda umana” di alcuni parenti persi in America. Perché l’America era abbastanza grande per perdersi, per sparire nella massa umana di uomini e donne italiani che sono andati a lavorare per vivere e a cercare dollari e fortuna.

La serata ha avuto un buon successo di pubblico. Ad introdurre al tema la lettura di una poesia di Luciano Cifaldi, “Vaghi ricordi di un emigrante”.

Moderatore della serata è stato Antonio Curatolo. Il sindaco Giuseppe Andreano ha salutato la platea e ha onorato il lavoro dell’amico e compaesano e, tra le altre osservazioni, ha sottolineato anche la straordinaria partecipazione del pubblico montagutese alle serate culturali proposte dal cartellone. Infine il professor Antonio Angino, nel suo intervento, ha fatto emergere la bravura dell’autore nel ricavare e interpretare i dati del “lungo processo migratorio” con esattezza matematica, ma da una parte lasciando al lettore la libertà di interpretarli e farli propri e dall’altra “umanizzando” quei numeri e quegli elenchi con storie di uomini che hanno preso vita con l’immagine fotografica o con un’essenziale biografia. Si è parlato di Ellis Island, la famigerata “Isola delle Lacrime”, dei 1439 montagutesi che negli anni 1890-1933 sono espatriati verso gli States e dell’unione che ha accomunato il destino di queste famiglie.

Antonio Curatolo ha illustrato ai presenti alcune immagini ed articoli: leggendo il libro si passa dalla longevità di molti montagutesi, alle loro vite avventurose, chi prestandosi alla mafia chi morendo per mano di essa, fino a rinverdire la memoria di Youngstown, cittadina dell’Ohio dove era sorta la Società Unione Montagutese.

Da questa ricerca Antonio Schiavone si trova davanti un popolo, quello montagutese, dentro altri, quello italiano e quello americano, pronto a rischiare tutto per il sogno di un futuro migliore. Lì è nata l’idea di raccogliere l’infinito materiale rintracciato su Internet. “Ho scoperto le enormi potenzialità dell’era moderna” dice e conclude: “Dopo un buio di 60 anni si è ristabilito il contatto tra Montaguto e l’America. La speranza è che il lavoro di ricerca continui e dia sempre nuovi frutti e sia uno spunto per le generazioni future”.

Che Montaguto, allora, ristabilisca i contatti con i suoi figli nel mondo è l’augurio finale di questa piacevole serata di buona cultura, poiché leggendo questo testo riscopriamo, sin dal titolo, che gli emigranti non hanno mai smesso di parlare il dialetto montagutese anche in America come se, in qualche modo, non se ne fossero mai andati.

L’autore si è reso disponibile a fornire documenti e informazioni a chiunque volesse saperne di più.

Importante è ricordare che il ricavato delle vendite sarà devoluto in beneficenza per il restauro delle quattro tele degli evangelisti, di recente ritrovamento, appartenenti alla chiesa della Madonna del Carmine di Montaguto.

* Scrittore, autore de “Il destino della luna sul fiume” (» LEGGI L’INTERVISTA)

2011-08-22 16:20:25

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