Defibrillatore in dotazione alla Polizia di Ariano: donazione dell’Associazione socio sanitaria Isal


Defibrillatori,  un fondamentale strumento salvavita da non associare unicamente allo sport, ma in ogni ambiente interno ed esterno. Per combattere le cosiddette morti improvvise, 60.000 ogni anno, dovremmo averne uno in ogni condominio delle città. L’Isal associazione socio sanitaria di Avellino che si occupa di dolore cronico, impegnata attivamente su più fronti per coprire le lacune del territorio e diffondere la cultura della prevenzione, attraverso il presidente Gaetano Bernardi, ha inteso donare un defibrillatore alla Polizia di Ariano. La consegna è avvenuta negli uffici del Commissariato Ciriaco di Roma al Corso Vittorio Emanuele.

Un gesto molto apprezzato dal dirigente Maria Felicia Salerno e da tutto il personale in forza al Commissariato, ricambiato con una ceramica in dono all’associazione, raffigurante lo stemma della Polizia di Stato.

Casi di morte improvvisa sono purtroppo all’ordine del giorno anche in Irpinia e solo attuando tempestivamente semplici manovre di rianimazione cardiopolmonare (massaggio cardiaco e ventilazione bocca a bocca) con l’uso precoce del defibrillatore semiautomatico se presente ed attivando  il numero unico di emergenza 118 che completerà la cosiddetta catena della sopravvivenza si può salvare un numero più elevato di persone.

Diversi sono anche  i casi risoltosi positivamente in provincia di Avellino. I salvataggi più recenti l’anziana nella Chiesa di Trevico, ed ancora al  Palazzetto dello Sport di Ariano Irpino e al campo di calcio di Serino.

Isal è un’associazione No Profit (ONLUS) che pone particolare attenzione alla persona malata bisognosa di cure e assistenza sostenendo la ricerca per la cura del dolore cronico, una vera e propria malattia che affligge oltre 12 milioni di italiani.

L’Associazione si sostiene con il contributo dei soci fondatori, con attività di volontariato e grazie ad opere di beneficienza e raccolta fondi. “La nostra forza è l’attenzione per chi soffre, con sincerità, con rispetto e soprattutto con il desiderio di dare un valido sostegno.”

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