DOPO LA FRANA, ORA SONO LE FERROVIE A BOICOTTARCI I TRENI


di Gianni Vigoroso
La riorganizzazione dei collegamenti ferroviari sulla dorsale Tirrenica e Adriatica e la richiesta di ripristinare le fermate dei treni alla stazione di Ariano Irpino diventa un caso nazionale. A supporto del comitato in difesa della stazione del Tricolle, vi è ora una forza comune rappresentata dai sindaci Campani e Pugliesi, connessi tra loro dalla linea ferroviaria che collega la terra di capitanata con la capitale.
Il problema è dunque di carattere generale. La prima imponente manifestazione alla quale prenderanno parte i sindaci di Puglia, Campania, Calabria e Sicilia, con i gonfaloni delle città, è prevista per il prossimo 7 dicembre a Roma presso le sedi del ministero Economico e delle Ferrovie dello Stato. Viene espressa forte preoccupazione per le paventate scelte in ordine alla riorganizzazione dei treni a lunga percorrenza sulle due dorsali. Tale programmazione conterrebbe la cancellazione di circa 30 tra Eurostar, Intercity ed Espressi, diurni e notturni in partenza da Puglia, Sicilia, e Calabria e diretti a Bolzano, Milano, Torino e Venezia. A rappresentare la provincia di Avellino e il comune di Ariano Irpino, a Foggia il consigliere comunale Gaetano Bevere il quale ha preso parte al dibattito. E’ stato stilato un documento che fa riferimento anche al drastico taglio del 75% delle risorse destinate a finanziare il trasporto pubblico locale. Vasta risonanza al problema, da parte degli organi d’informazione pugliesi, così come accaduto per la frana di Montaguto negli anni scorsi quando si arrivò al blocco totale dei collegamenti, che spaccò in due l’Italia, lungo la tratta Roma-Bari-Lecce, fino a causare danni enormi a tre Regioni. Le incertezze operative del raddoppio della linea ferroviaria adriatica nel tratto Foggia-Termoli, la soppressione delle fermate alle stazioni minori in zone strategiche come Ariano Irpino, il mancato finanziamento della costruzione della linea ad Alta Capacità Taranto-Bari-Foggia-Napoli e ad alta Velocità lungo la dorsale Adriatica amplificano la percezione dell’esistenza di una precisa scelta del gruppo Ferrovie dello Stato, non contrastata dal Governo nazionale, di indirizzare gli investimenti verso le aree più ricche del Paese a scapito delle regioni meridionali. E’ un problema serio che va affrontato con la massima attenzione se si vuole evitare l’isolamento della valle del Cervaro e la vicina Daunia.
Tratto da "Il castello"
La ferrovia coperta dalla terra della frana – 25 maggio 2010

2011-12-02 03:10:57

4

Commenti

comments

Lascia un commento