FOTO | Il 18 agosto 2010 la presentazione del vocabolario di dialetto montagutese di Antonio Angino





Quarantacinque anni di ricerca. Qualcosa come ottomila termini circa. Un lavoro lungimirante, certosino, di quelli che restano impressi nella memoria. Il lavoro di una vita. Il primo vocabolario di dialetto montagutese ha visto la luce il 18 agosto di cinque anni fa. Una presentazione ufficiale in grande stile, con l’autore, il professor Antonio Angino, visibilmente toccato dai tanti attestati di stima ricevuti nel corso dell’evento. “Sono commosso e imbarazzato per tutto quanto è stato detto di me e di quest’opera”, ha ammesso al termine del convegno.

Nella prossima edizione del Montaguto TG in dialetto (che sarà on line sabato 1 agosto) vi mostreremo una bella videointervista con il professor Angino, che ripercorre con noi le tappe di questo pezzo fondamentale della cultura montagutese.

“Questo lavoro è frutto di anni di ricerca, è un debito che avevo nei confronti dei montagutesi. Passati e presenti. Quelli che ci sono e quelli che non ci sono più. E’ merito loro se è nato tutto questo”. La dedica, infatti, è di quelle che colpiscono: ai montagutesi. Semplice, asciutto, senza fronzoli. Ispirato dai montagutesi, questo dizionario rappresenta un impegno preciso: esperienze di vita, storie, racconti. Antonio Angino ha messo nero su bianco tutti i termini raccolti durante 45 anni di ricerca. “Ho usato un metodo che mi ha consigliato il professor Melillo, linguista dell’università di Bari: mi disse di non fare un dizionario dialetto-italiano e italiano-dialetto, perché sarebbe stato troppo corposo, e poi di non usare parole troppo comuni”.

Ma ritorniamo a mercoledì 18 agosto 2010: ecco cosa scrivevamo su Montaguto.com in merito alla presentazione del dizionario.

La presentazione si è aperta coi ringraziamenti del sindaco Giuseppe Andreano, che quest’anno ha fatto il pieno di libri: solo nel 2010, vi sono state quattro presentazioni a Montaguto di romanzi che parlano prettamente del paese.

“Questo è sintomo – ha spiegato – che qui la cultura è viva. E questo mi rende ottimista per il futuro del paese. Ringrazio pubblicamente Antonio Angino, che con le sue ricerche spesso ci ha fornito un grande aiuto”.

La parola poi è passata a Germano Vincenzo Iovino, Germanenzo, che ha illustrato le caratteristiche del dialetto a “metafonia meridionale”, quello che è proprio delle nostre zone. L’intervento di Germanenzo è stato corroborato da una folta schiera di esempi, sottolineando l’importanza delle lingue e del dialetto come strumento per trasferire conoscenze: “Galileo stesso disse che la migliore invenzione è stata sicuramente il linguaggio”.

Il moderatore Antonio Curatolo, prima di passare il microfono agli interventi del pubblico, ha paragonato il dizionario a un’auto d’epoca: “Più passa il tempo e più avrà valore”. Poi è intervenuta la professoressa Giovanna Strollo, autrice di ‘Ma nel cuore… Montaguto’, presentato qualche giorno fa: “Questo vocabolario è l’orgoglio di noi montagutesi. Un lavoro grandioso. Rappresenta le parole dei nostri padri, qualcosa che il tempo ha custodito”.

L’importanza dell’opera è stata sottolineata anche dal dott. Germano Menga, che ha curato la postfazione di ‘Prolegomena Historica’, altra opera letteraria relativa a Montaguto: “La cosa più evidente è la completezza di questo lavoro. Ci sono termini che non mi aspettavo. E debbo dire che ha un’importanza anche maggiore dei due volumi di storia che lo stesso Antonio Angino ha realizzato. Vi invito non solo a consultarlo, ma a sfogliarlo e leggerlo”. Momento di commozione quando Germano ha ricordato una persona che non c’è più: “Elio Anzivino, che era sempre presente a queste iniziative ed era innamorato di Montaguto”. A lui, le quasi duecento persone presenti in sala hanno tributato un doveroso applauso. “Ringrazio infine – ha concluso il dott. Menga – l’Amministrazione Comunale, che non ha fatto mancare la sua presenza”.

Ha parlato invece di “testimonianza importante per le future generazioni” l’amico Mario Iagulli, che ha citato e Montaigne. Ha usato invece una brillante metafora Roberto Grilli: “Tutti noi che abbiamo scritto di Montaguto, abbiamo creato una splendida collana: le perle ce le abbiamo messe noi, con i nostri scritti. Il filo è l’amore che ci lega al paese”.

E’ intervenuto, infine, anche Tonino Volpe, consigliere comunale della Provincia: “Questo è l’inizio di un percorso, e deve far riflettere il fatto che una piccola comunità come questa mostri questo fermento. Vuol dire che c’è voglia di emergere. Siamo isolati, ma non culturalmente”.

Ha ringraziato Antonio Angino, Giuseppe De Michele, “per avermi fatto rivivere la mia gioventù con parole che non sentivo da tempo e di cui non tutti conoscono il significato”.

Ha parlato invece di “lavoro notevole” il professor Antonio Anzivino, che ha diviso in vari raggruppamenti i vocaboli per effettuarne una sorta di classificazione.

Infine, la chicca: la poesia in dialetto montagutese composta e recitata da Luciano Cifaldi, dal titolo “Lu falignam” (che vedete allegata all’articolo).

“I giovani devono prendere in mano il timone del nostro dialetto – ha concluso Antonio Angino -. Personalmente, non mi fermo qui. Sto preparando una raccolta di proverbi e dialetti montagutesi, ma il lavoro da fare è tanto. La storia di Montaguto non è finita, gli archivi sono pieni. Mi auguro che anche qualcun altro proseguirà questi lavori”.

Michele Pilla

ED ECCO LA FOTOGALLERY DELLA PRESENTAZIONE

2010-08-18 11:08:22

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