EDITORIALE | Una tragedia che merita silenzio


Il giorno dopo è anche peggio. La notizia campeggia sui giornali e sulle agenzie di stampa nazionali. C’è chi ha raccontato i fatti e chi è andato oltre. E, naturalmente, c’è chi commenta e chi domanda. Legittimamente, peraltro. Anche io per Montaguto.com, appresi i fatti, ho avuto un momento di indecisione: scriverlo o non scriverlo? Gettare questo dramma in pasto al mondo? Dopo qualche secondo di riflessione ho deciso che, sì, la notizia andava data. Non per manie di protagonismo, semplicemente per informare. Montaguto.com è prima di tutto un giornale on line. Ma, come vi sarete accorti, non ho fatto nomi né dato indicazioni. Volutamente. Sapevo benissimo che, nel giro di poche ore, tutti avrebbero saputo tutto. Forse ho un po’ tradito i dettami della professione ma tant’è. A volte bisogna fare un passo indietro.

Come ha scritto Monica de Mita, redattrice di questo sito, “Montaguto è una piccola comunità e una piccola famiglia”. Una piccola comunità sconvolta. Ebbene, di concerto, abbiamo deciso di non fare nomi e non li faremo neanche adesso. Tanto, ora tutti sapete.

Il giorno dopo è ancora peggio, dicevamo. Perché questo dramma si porta dietro tante tragedie. Non entreremo nel merito, non daremo giudizi. Siamo semplicemente addolorati per chi non c’è più e per queste famiglie distrutte e segnate da questo terribile accadimento. E, proprio pensando a questo, abbiamo scelto di percorrere la via del silenzio. Senza fare nomi, mettere foto o emettere giudizi. Senza chiederci le esatte dinamiche dell’accaduto. Semplicemente, adesso è il momento del silenzio e, per quanto possibile, di stringerci intorno a tutte le vittime che si porta indietro questa drammatica storia.

Per qualche giorno resteremo in silenzio. Adesso sapete perché.

Michele Pilla

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