Il commissario De Biase nel suo ufficio, con alle spalle la 'gigantografia' della frana

ESCLUSIVA, De Biase: «Frana, istituzioni assenti e problema sottovalutato»

Nel suo ufficio c’è ancora qualche segno dell’esperienza, durata in tutto quarantanove giorni, da commissario per l’emergenza frana di Montaguto. E proprio qui, a Palazzo Santa Lucia, Napoli, sede della Regione Campania, c’è il Commissariato di Governo per le acque, bonifiche e frane. Arriviamo all’ufficio di Mario De Biase, il titolare, in un’afosa mattinata di luglio. Fuori c’è un corteo di disoccupati. «Sono qui da tre giorni, addirittura fanno l’appello per controllare che ci siano tutti».

pallinoverde CRONOPROGRAMMA

pallinoverde LE TELECAMERE DI LA7 A MONTAGUTO

pallinoverde CONFERENZA PUBBLICA DEL 3 APRILE

La ‘pace’ di Montaguto è lontana. L’aria, a Napoli, è torrida. Su una parete bianca dell’ufficio c’è un poster. «Chiunque parli della frana di Montaguto non immagina neanche di cosa si tratti», spiega De Biase indicando la gigantografia del ‘mostro’.

E’ lì, a ricordare quei quarantanove giorni da commissario. La chiamata ufficiale arriva venerdì 26 febbraio, con OPCM n. 3849 del 19 febbraio. «Il giorno dopo ero già a Montaguto, in incognito. Incontrai in primo luogo Eugenio Pancione, titolare della ditta Botta Eurocostruzioni. Poi andai in paese, chiesi del sindaco e poi incontrai il vigile. Successivamente salii a monte e notai un elicottero in cielo e c’era qualcuno agganciato a esso. Chiesi: ‘Chi è quel pazzo lì?’. Mi risposero: ‘Il direttore dei lavori’. E allora pensai: ‘Ma dove sono capitato?’».

Mario De Biase riavvolge il filo dei ricordi da quel 27 febbraio in avanti. «Facemmo un giro completo della frana e capii subito la gravità della situazione. Presi a cuore la situazione, personalmente mi piace affrontare problemi sul posto». Fu proprio De Biase a convincere Giovino, che nel frattempo si era dimesso, a riprendere il ruolo di direttore dei lavori.

«Pensai che la situazione non fosse per niente male. L’impresa c’era, i soldi sembrava ci fossero, il progetto anche…» E invece le cose andarono complicandosi sempre più. Fino ad arrivare alla richiesta di chiusura della ferrovia. De Biase ci spiega come andò veramente. «A marzo ci riunimmo nel mio ufficio di via Marina, c’era anche il professor Leonardo Cascini. Chiedemmo il parere dell’ingegner Giovino, che aveva stimato non più di 48 ore di tempo prima che la terra invadesse il binario. Allora decidemmo di chiamare il Prefetto. Era l’otto marzo e comunicammo alla Prefettura l’intenzione di chiudere la ferrovia. Il 10 marzo, in mattinata, si tenne una riunione alla Prefettura di Avellino, ma i dirigenti di Rfi non si presentarono. Allora il Prefetto, capita la gravità della situazione, provvide a chiamarli».

La proposta partì dunque dallo stesso De Biase, su parere dei Vigili Del Fuoco e Giovino. Ci fu una trattativa con Rfi per l’orario di chiusura: «Noi volevamo chiudere alle 18.00, invece i responsabili di Rfi fecero slittare alle 22.00, ora dell’ultimo treno». I tecnici di Rfi ebbero il tempo di disattivare la linea aerea e togliere il binario e dopo due giorni accadde proprio quello che era stato pronosticato: la terra invase la massicciata ferroviaria. «Prendere quella decisione è stata un bene, anche se all’inizio qualcuno storse il naso». Ma tant’è.

Quarantanove giorni da commissario, fino alla nomina di Bertolaso, arrivata il 16 aprile. Un percorso lineare dall’inizio: «I primi giorni curai molto la fase della comunicazione. All’inizio nessuno sapeva e a nessuno interessava della frana di Montaguto».

E difatti, De Biase è stato il primo commissario, dopo quattro anni prima di Bertolaso, a incontrare la popolazione: era il 3 aprile, sabato santo, in occasione della presentazione del libro “Il segreto di Montaldo”.
«La gente può esserne certa – disse in quell’occasione -, ho preso a cuore questo problema, trascurando situazioni anche più gravi. Da quando sono commissario, mi sono reso conto che è una situazione che non può essere rimandata. Il bel tempo favorirà sicuramente gli interventi all’interno della massa franosa. Ho già preso in mano la situazione, ma voglio un rapporto continuo con Montaguto. Auspico la creazione di una delegazione che faccia da collante tra la gente e il commissariato. Non solo: sarò in stretto contatto coi media, per informare quotidianamente i cittadini».

Poi ci fu la fase cruciale, ovvero la chiusura della ferrovia. «Erano giorni intensi, in cui mi occupavo solo di quello. Il fenomeno all’inizio venne culturalmente sottovalutato, con le istituzioni pressoché assenti e marginali. La Puglia è stata più attenta, ma non aveva nessun potere. Il potere ce l’aveva la Campania, l’interesse la Puglia. Ancora oggi, però, bisogna notare come non si sia fatto vivo nessun rappresentante di Palazzo Santa Lucia». Mario De Biase non ha peli sulla lingua. E ricorda i momenti fondamentali: «Le date importanti sono state sicuramente quelle del 26 febbraio, giorno della nomina, e 10 marzo, chiusura della ferrovia. Ma anche l’incontro a Roma con la Protezione Civile, in cui mi venne detto di operare solo in ordinario. Non avevo neanche poteri espropriativi».

A tal proposito, De Biase ricorda la ‘genialata’ dei terreni demaniali, i cosiddetti livellari. «Erano terreni di usi ciclici medievali, che in realtà appartengono al Comune». Inoltre, molto importante è stato anche il coinvolgimento dei sindacati di Puglia e Campania, il 15 aprile a Savignano, «unico momento unificativo delle due regioni». E poi ancora, l’incontro con l’Onorevole Salvatore Tatarella, il primo europarlamentare a effettuare una ricognizione sulla frana. «In Puglia in quei giorni girò un’interrogazione parlamentare del Pd in cui era scritto, testualmente, che si girava sulla SS90 a senso unico alternato. Questo per dimostrare la loro presenza. Non sapevano neanche che la SS90 fosse in realtà chiusa dal 21 gennaio…»

Un plauso alla stampa locale irpina: “Sono stati presenti sin da subito, con Ottopagine, il Mattino e Canale 58 in primis. Poi ho conosciuto voi di Montaguto.com, che non solo avete dato risalto alle notizie, ma avete lanciato appelli e avete tentato una sorta di comunicazione sociale. Molto attenta anche la stampa pugliese, che però è arrivata tardi».

Una giornata fondamentale è stata quella del 13 aprile, quando le telecamere di La7 sono arrivate a Montaguto. Insieme a loro, c’erano anche Sky Tg 24, l’Ansa, Telenorba, La Gazzetta del Mezzogiorno. Una mattinata mediatica importantissima, che ha fatto capire quanto grande sia stato l’impatto della frana di Montaguto sul panorama nazionale.

Ma qual è stato, a suo avviso, l’elemento che ha causato questi ritardi? «A dire la verità, io credo che questo problema si sia sottovalutato tantissimo. Dal 2009, però, non si poteva più dire ‘non si sapeva’». E così, dal 16 aprile in poi, da quando Bertolaso è stato nominato nuovo commissario (il quarto, dopo Michele Palmieri, Bruno Orrico e, appunto, Mario De Biase), quest’ultimo ha assunto il ruolo di soggetto attuatore al piede di frana sul versante Greci-Savignano. Fino a esaurire anche questo compito. Con un rammarico grande: «Avevo presentato un cronoprogramma dettagliato – spiega – secondo il quale dal 1° luglio si sarebbe partiti coi lavori di messa in sicurezza e con gli appalti già pronti».

Il poster è ancora là, che testimonia quel periodo di inferno dal 26 febbraio al 16 aprile. L’affetto per Montaguto e i montagutesi non è mai scemato. «Quel paese lo porto nel cuore». Così come i caciocavalli acquistati allo scalo di Greci, l’affetto della gente e la tranquillità del posto. La passione e l’impegno profusi lo testimoniano. Lui, che è stato il primo commissario in quattro anni a parlare con la popolazione, difficilmente riuscirà a tagliare i ponti con Montaguto. Un po’ perché sulla sua scrivania ci sono ancora tante carte da firmare, da leggere e da studiare, un po’ perché c’è ancora qualcos’altro che conserva in un cassetto: «Ho ancora la pigna che mi fu consegnata da Luca Abete di Striscia la Notizia. Ce l’ho a casa mia. Beh, credo proprio che occorrerebbe un passaggio di consegne…»

Michele Pilla

Il commissario De Biase nel suo ufficio, con alle spalle la 'gigantografia' della frana

Il commissario De Biase nel suo ufficio, con alle spalle la ‘gigantografia’ della frana

13 aprile 2010: il commissario De Biase intervistato dalla collega Raffaella Di Rosa di La 7

13 aprile 2010: il commissario De Biase intervistato dalla collega Raffaella Di Rosa di La 7

2010-08-05 10:18:51

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