Il commissario De Biase nel suo ufficio, con alle spalle la 'gigantografia' della frana

FRANA DI MONTAGUTO | Lunedì 29 marzo 2010, forse mercoledì il Consiglio dei Ministri. Chiesto lo stato d’emergenza

Mario De Biase, commissario per l’emergenza frane, ha sostituito il responsabile unico per il procedimento dei lavori a Montaguto. Dunque, qualcosa inizia a muoversi. De Biase ha inoltre nominato un nuovo gruppo di lavoro con il compito di monitorare giorno per giorno ciò che accade e soprattutto per verificare se i lavori procedono secondo il cronoprogramma stabilito. Molto importante la convenzione sottoscritta con l’Università di Fisciano per l’elaborazione del progetto definitivo di messa in sicurezza dell’area frana e l’assunzione del coordinamento degli interventi anche per conto dell’Anas e delle Ferrovie dello Stato. Il vero problema è il reperimento di un sito dove sversare i 700 mila metri cubi di terreno argilloso. Ma senza poteri straordinari, è difficile muoversi.

Insomma, come hanno sollecitato già le Ferrovie dello Stato e la Regione Campania al governo centrale, dovrebbe poter agire in deroga nel caso di occupazione urgente di suoli e di affidamenti di incarichi. In altri termini andrebbe dichiarato per Montaguto lo stato di emergenza. Ovviamente, la competenza è del Consiglio dei ministri. La proposta, che è già da una settimana sul tavolo del governo, potrebbe essere esaminata in occasione di una prossima seduta. E’ stata indicata anche la data probabile di mercoledì prossimo, ma conferme non ci sono ancora.

“E’ evidente – spiega De Biase – che il mio impegno è costante e orientato verso la soluzione dell’annoso problema, ma ho anche bisogno di poteri che mi consentano di essere celere e determinato. Se queste deroghe mi vengono accordate, tanto meglio. Una cosa è certa: ci vorranno 30 giorni dal momento in cui entriamo in possesso del sito, per poter ripristinare la viabilità ferroviaria, dopo aver asportato i detriti e rimesso a posto traversine e binari”.

Un luogo di stoccaggio era stato individuato, ma subito giudicato inidoneo, a causa della sua pendenza. Bisogna quindi insistere e forse qualcosa è stato trovato: sarebbe una discarica privata nell’agro di Ariano Irpino, un’area già riempita di rifiuti che il terreno della frana andrebbe a coprire. Ma non è semplice avviare la pratica di utilizzazione del sito, gravato da contenziosi legali.  Dunque, si può quantificare in uno slittamento di altri dieci giorni la soluzione della vicenda, iniziata con la frana il 12 marzo.

Sotto traccia, comunque, qualcosa si muove, al di là di quanto deciderà o meno il Consiglio dei ministri. L’ad delle Fs, Mauro Moretti, si è incontrato con il sottosegretario Gianni Letta per discutere dello stato di calamità che sta penalizzando due Regioni. Penalizzazione che non avrà mai fine (non dimentichiamo che ci sono intere comunità, per quanto piccole, letteralmente isolate da ogni via di comunicazione) se non si interverrà in maniera strutturale, mettendo in sicurezza la montagna che sovrasta la ferrovia e da cui è franato il terreno.

2010-03-29 00:27:25

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