FOTO D’EPOCA | Valleverde, la storia del Santuario

L’origine del Santuario della “Madre del Figlio di Dio” o di Valleverde è strettamente connessa con l’ apparizione della Vergine SS.ma avvenuta in sogno al boscaiolo Niccolò nella primavera del 1266, regnante Carlo d’Angiò, Duca di Puglia.

Dal Codice Vaticano si legge che il Niccolò sognò che, recatosi con altri suoi compagni a tagliar la legna nel bosco di Mengaga, dove ora sorge il Santuario, gli apparve una donna vestita di bianche vesti che gli chiedeva di riempirle un recipiente d’acqua, attingendo a una vicina fonte.

Niccolò soddisfece al desiderio della donna, solo quando questa gli assicurava che al suo ritorno avrebbe trovato l’asinello carico della legna; riscontrato quanto promesso, Niccolò domandò chi fosse e la donna rispose: “Sono la Madre del Figlio di Dio… finora sono stata in una terra dove gli uomini conducono una vita peccaminosa … sono venuta qui per stare a difesa dei pugliesi e particolarmente del popolo di Bovino.

Va subito in città e riferisci al Vescovo, al clero e a tutti i cittadini che voglio sia costruito in questo luogo una chiesa col titolo di Santa Maria di Valleverde”.

Racconta ancora il Codice che Niccolò non dette importanza al sogno e non eseguì quanto chiesto dalla Madre del Figlio di Dio.

Per quattro notti ancora sognò la Vergine che lo esortava a obbedirle.

Pagò la disobbedienza trovandosi un mattino tutto storpio, col viso contraffatto e pieno di dolori, ma guarì miracolosamente quando decise di recarsi dal Vescovo.

La proposta della Vergine SS. fu favorevolmente accolta dal Presule e dal Clero, ma in cambio si chiedeva a Niccolò che la Vergine indicasse il sito dove costruire la chiesa.

In sogno, la Vergine con fascetti d’erbe segnò il perimetro della chiesa, il posto dell’altare e delle porte.

Al mattino seguente, su invito di Niccolò, Vescovo, clero e cittadini si recarono sul posto indicato e riscontrarono nella realtà quanto descritto in sogno.

Ben 12 Vescovi, compreso Giovanni Battista Vescovo di Bovino, presero parte alla benedizione e alla Vergine SS. doveva essere una semplice chiesetta di campagna, che in seguito subì ampliamenti e fu resa decorosa e accogliente per i tanti pellegrini che ogni anno affluivano al Santuario.

Accanto alla Chiesa fu costruito un piccolo Convento che ospitò una comunità di Monaci Cistercensi, a cui il Vescovo Manerio II nel 1286 affidò la cura del Santuario e l’assistenza spirituale ai pellegrini.
I Cistercensi rimasero a Valleverde fino al 1608, poi il Santuario fu affidato a qualche eremita agostiniano e nel 1658 fu eretto Abbazia laicale.

Nel 1745, il Vescovo Antonio Lucci unì i beni dell’ Abbazia di Valleverde al Collegio dei Mansionari della Cattedrale e ad esso affidò la custodia del Santuario.

Con decreto della Congregazione dei Riti del 15.7.1817, la festa del 29 agosto in onore di Maria SS. di Valleverde divenne festa liturgica.

Dal 1842 furono i Frati Minori Osservanti ad abitare il Convento e a gestire l’attività del Santuario fino al 190l, poi tornò alle cure del clero diocesano.

1129 Agosto del 1876, Mons. Cantoli, accolta dal Capitolo Vaticano la richiesta di incoronazione del simulacro di Maria SS. di Valleverde, assistito da Mons. Cotelessa, Vescovo di Lucera e da Mons. Cosenza,Vescovo di Foggia, con solenne rito e alla presenza di autorità e numeroso popolo di fedeli, pose sul capo della Vergine e del Bambino le corone d’oro, benedette dal Papa Pio IX, opere dell’orefice Tanfani di Roma.

La notte del 23.1.1893 i ladri portarono via le corone e gli oggetti votivi e strapparono la mano destra al simulacro della Vergine. La mano fu ritrovata provvidenzialmente qualche giorno dopo, 1’8 febbraio, e, portata processionalmente al Santuario, fu riattaccata al braccio.

Nel 1912 Chiesa e Convento passarono ai Padri Passionisti, che ingrandirono il Convento e resero più decorosa la Chiesa, eliminando diversi altari e sgombrandola da quadri e oggetti ex voto.

Dopo necessari lavori di restauro, la Chiesa fu riconsacrata il 27.8.1914 da Mons. Uberto Maria Fiodo, che a sue spese ne realizzò il restauro.

Nel 1921 i Passionisti lasciarono Santuario e Convento, che tornarono alla cura dei Canonici della Cattedrale. Mons. Sebastiano Cuccarollo nel marzodel 1927 propose ai Padri Missionari Combonianila gestione del Santuario e l’eventuale possibilità di erigere un seminario missionario per l’Africa.

Rimase solo un tentativo, giacché P. Sartori trovò più favorevoli le condizioni per impiantare il seminario missionario nella vicina città di Troia. Sfumata questa possibilità, Mons. Cuccarollo continuò a bussare altrove.

Nel 1928 incontrò a Troia, presso Mons. Farina, D. Giustino Maria Russolillo, che da qualche anno aveva fondata la “Società Divine Vocazioni”, una nuova Congregazione religiosa interessata a suscitare e coltivare le vocazioni, a cui proposel’affidamento del Santuario di Valleverde con la prospettiva di erigervi un seminario vocazionario.

La proposta fu accolta e dal 1929 a tuttoggi reggono il Santuario i Padri Vocazionisti.

Nel 1930, a causa del terremoto del Vulture la Chiesa andò in rovina e gravi lesioni subì il Convento.

Nel giro di poco tempo, grazie anche all’appoggio del Podestà dell’ epoca, Antonio Manuppelli, la Chiesa fu ricostruita e fu riparato il Convento.

Negli anni successivi all’ultimo conflitto mondiale, promotore D. Giuseppe Salerno, furono realizzate due opere: il Seminario vocazionario che funzionò finché non fu reso inagibile a causa dei terremoti ed eliminato del tutto, e la Casa del Pellegrino tuttora funzionante.

Nel 1965, Mons. Antonio Pirotto, Vescovo di Troia e Amministratore apostolico di Bovino, indisse il 29 agosto, Festa di S. Maria di Valleverde, l’Anno Mariano per la ricorrenza del 7° Centenario delle Apparizioni della Vergine al boscaiolo Niccolò.

11 3 ottobre 1965 fu collocata nel Santuario l’antica statua della Madonna col Bambino, di ignoto autore del XIII secolo, fatta restaurare a spese della Soprintendenza alle Belle Arti di Firenze, il cui direttore, Dr. Baldini, interessato personalmente dal Can. Angelo Trombacco, inviò al Santuario il restauratore fiorentino Prof. Pellegrino Banella, che vi lavorò due mesi per riportarla alla sua originale bellezza.

In quell’ occasione il Banella prese a scolpire la nuova statua del Bambino in sostituzione dell’altra che non aveva nulla di originale e di artistico.
Per circa quattro secoli la statua della Madonna appariva ai pellegrini coperta con abiti adorni di decorazioni auree; lo stesso capo della Vergine era abbellito – si fa per dire – da una parrucca con capelli inanellati.

Il 3 ottobre 1965, alla solenne inaugurazione dell’ Anno Mariano, oltre Mons. Pirotto, partecipò anche Carol Wojtyla, allora Arcivescovo di Cracovia, con altri due Prelati polacchi.

Il 23 maggio 1966, per la benedizione e la posa della prima pietra del nuovo Santuario parteciparono dodici Vescovi.

Alla costruzione del nuovo Santuario concorsero il popolo di Bovino, i pellegrini e i devoti d’ogni parte d’Italia e tantissimi emigrati all’estero.

Il 25 Maggio 1987, in occasione della sua visita pastorale alle diocesi della Metropolia di Foggia-Bovino, il Santo Padre Giovanni Paolo II per la seconda volta veniva a prostrarsi dinanzi alla Madre del Figlio di Dio e benediceva il nuovo Santuario, continuando così la serie di insigni pellegrini e illustri visitatori: Maria Teresa d’Austria, il Pontefice Benedetto XIII, S.Alfonso De Liguori, P.Ludovico da Casoria.

La Chiesa fu eretta a sede della Parrocchia omonima da Mons. Innocenzo Russo con bolla vescovile del 12.9.1959, dopo aver ottenuto dal Ministero Fondo Culto la retrocessione dell’ex Convento (l’atto di retrocessione della Chiesa e dei locali annessi avvenne il 12.9.1960, approvato con Decreto Ministeriale n. 25973 del 15.12.1960).

Dopo la posa della prima pietra, si dette inizio, con i cantieri di lavoro finanziati dallo Stato, allo scavo dell’area destinata a succorpo della nuova chiesa.

Intanto, negli anni ’60 fu costruita la Casa del Pellegrino con i fondi di privati benefattori.

Negli anni del decennio successivo, a spese della Congregazione religiosa dei Vocazionistie con l’aiuto libero dei fedeli pellegrini e dei devoti di Bovino, veniva realizzato l’imponente edificio destinato ad ospitare ragazzi poveri e orfani.

Fu demolito nel 1996 reso inagibile per dissesto del suolo e per il sisma del 1980.

Nel 1976, approvato il progetto della Commissione di Arte Sacra e ottenute le necessarie licenze per l’edilizia, ancora a spese della Congregazione dei Vocazionistie col generoso incessante contributo dei fedeli devoti, iniziarono finalmente i lavori di costruzione del nuovo Santuario.

Il progetto firmato dall’ Ing. Martino Raffaele Magnatta di Ascoli Satriano, fu affidato per l’ esecuzione a liberi operai edili.

Fu demolito il convento attiguo alla vecchia chiesa, mentre il vecchio Santuario rimase in attività fino al 1987.

La nuova Chiesa fu portata a termine verso la fine del 1986 e nei primi mesi del 1987 si provvide ad adornare e ad arredare l’interno.

Il 25 maggio 1987 il nuovo Santuario, come già detto, ebbe l’onore della Visita del S. Padre e il 7 giugno 1987 la Chiesa venne consacrata da mons.S. De Giorgi.

Pervenne alla Parrocchia l’immobile di Via Nazionale, 6 di Bovino, proprietà del def.to Guido Savino, che, per testamento rogato il 12.2.1981, lo destinava al Santuario di Maria SS. di Valleverde a scopo religioso e sociale.

Attualmente l’immobile è stato ceduto in fitto a privati.

(Tratto dal sito Diocesi Foggia-Bovino)

ECCO LE FOTO D’EPOCA TRATTE DALLA PAGINA FACEBOOK pallinoverde IL SANTUARIO DI VALLEVERDE

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