FOTO | Ieri a Montaguto concerto in piazza di Francesca Alotta: «Gente stupenda, atmosfera magnifica»


Sono trascorsi 24 anni dal febbraio 1992. Al 42esimo Festival di Sanremo, nella sezione novità, vince una canzone che racconta di una complicata storia d’amore tra due ragazzi, uno dei quali affetto da disabilità. Quella canzone si chiamava “Non amarmi”, un testo impegnato che convince la giuria del festival a premiare Aleandro Baldi e Francesca Alotta. Ventiquattro anni dopo, il tempo non sembra affatto aver scalfito la grinta di quella ragazza che neanche era certa di partecipare al Festival.

Ieri sera, sul palco di Montaguto, Francesca Alotta ha sfoderato una voce che questi ventiquattro anni hanno contribuito a rendere più decisa, più graffiante, forse anche più matura. Dopo Cantagiro, vinto nel 91 con “Chiamata urgente”, e la vittoria di Sanremo, Francesca prende nuovamente parte al Festival con “Un anno di noi”. Pubblica poi l’album “Io e te” e diventa ospite musicale fissa a “Domenica in” assieme a Fiordaliso. Segue il lancio discografico in Giappone, con una raccolta, e a Cuba, dove resta per diversi mesi in vetta alle classifiche con Yolanda, in duetto con Augusto Enriquez dei Moncada.

In seguito ancora tanta televisione e molte collaborazioni artistiche, in giro per l’Italia e il mondo.

In oltre due ore di concerto a Montaguto, Francesca ha ripercorso le tappe più significative della sua carriera artistica, cantando brani storici come appunto “Non amarmi” – molto conosciuto anche dai ragazzini assiepati sotto al palco, nonostante la giovane età, e questo la dice lunga su quanto questo brano abbia lasciato un solco nella musica italiana – “Un anno di noi”, “Fragilità”, “Batticuore”.

Una voce che accarezza e graffia, quella di Francesca, che ha scaldato la piazza di Montaguto con i suoi poderosi acuti e coinvolto i montagutesi cimentandosi con brani di artisti-colleghi italiani e internazionali, reinterpretate dall’artista in una chiave diversa, moderna, personale.

Sul palco con lei, Patrizio Campanile alla chitarra, Giancarlo Leggieri al basso, Guido Paolo Longo alle tastiere, Antonello Porzio alla batteria, ai cori Simona Rizzi.

Il futuro vedrà Francesca Alotta in giro per l’Italia per i suoi concerti estivi, e tra un provino e le sue partecipazioni come ospite in TV, è attualmente impegnata anche nell’ultimazione del suo nuovo album, che probabilmente uscirà a Natale.

Una dedica speciale, dal palco, all’amico Aleandro Baldi, che pochi giorni fa ha perso una madre. «Era per lui un punto di riferimento, non potevo mancare ai funerali. Gli sono vicina, gli auguro di augurare questo momento il più presto possibile. Lui è una persona speciale».

In chiusura, il saluto e il suo personale ringraziamento a tutti i montagutesi presenti in piazza e una chiosa speciale: «Cerase cerase… ognuno a la casa!»

In tanti si sono fiondati sul retro del palco per un autografo e una foto e, dopo oltre mezz’ora, durante la quale Francesca ha chiacchierato con tutti, siamo riusciti a fare due chiacchiere con lei.

«C’era un’atmosfera fantastica, mi sono trovata benissimo. Calore, gente stupenda. Spero di ritrovare tutti agli altri concerti in zona, da queste parti c’è un calore particolare».

Due ore di spettacolo in cui hai messo in scena tutta la tua carriera. Partiamo da “Non amarmi”, dal Festival di Sanremo del ‘92.

«Quell’anno è stato particolare, perché non era sicura la nostra partecipazione. Dopo venti secondi che cantavamo, però, la gente ha fatto un applauso a scena aperta e quello è stato un messaggio chiaro. La gente ha compreso il messaggio di quel brano, che l’amore aiuta a superare ogni ostacolo».

In quel festival, al quarto posto nella sezione novità, si classificò un certo Lorenzo Zecchino, con cui hai conservato un rapporto di amicizia, insieme al fratello Marcello, attuale sindaco di Montaguto…

«Lorenzo è stato per me un amico troppo divertente, un matto. Ci faceva ammazzare dalle risate. È l’opposto di Marcello, molto più tranquillo. Ho un bel ricordo di Lorenzo, ci siamo incontrati in un importante studio di registrazione a Roma e parlammo della partecipazione a Sanremo. Forse mi ha portato fortuna, un montagutese mi ha portato fortuna!»

Su questo palco il passato e il presente di Francesca Alotta. E per il futuro?

«Per il futuro c’è un disco che dovrebbe uscire intorno a Natale di canzoni antiche napoletane e siciliane classiche, fatte in una maniera un po’ particolare, suonate da un grandissimo contrabbassista, Massimo Moricone. Un disco acustico, molto forte, molto particolare, che ha una dimensione un po’ world music, e c’è anche una canzone scritta da me per mio padre, in siciliano».

La chiusura è… in dialetto montagutese: «Cerase cerase… ognuno a la casa. Cunfiett cunfiett… ognuno a lu liett!»

» ECCO QUALCHE FOTO DEL CONCERTO DI IERI

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