FOTO | Il Papa ai volontari delle Misericordie: «Siate presenza che soccorre»


​«Grazie a voi per tutto quello che fate». Queste le parole che Papa Francesco ha rivolto questa mattina ai circa 60 mila i volontari di Misericordie e Fratres arrivati da ogni parte d’Italia in piazza San Pietro a Roma per l’incontro con il Pontefice. Hanno dato la propria adesione circa 400 associazioni con quasi 50mila confratelli, cui si aggiungono 320 gruppi Fratres con oltre 9.700 donatori. C’erano anche cinquanta persone da Montaguto, giunte in mattinata con un autobus.

Il Papa si è rivolto ai confratelli con affetto, ricordando che «tutto il vostro servizio prende senso e forma dalla parola Misericordia che, etimologicamente, significa donare il cuore ai miseri, a quelli che hanno bisogno. Ed è quello che ha fatto Gesù, ha spalancato il cuore a chi ha bisogno. Il Vangelo, infatti, è ricco di episodi che presentano la misericordia di Gesù, la gratuità del suo amore per i sofferenti e i deboli».

Il Papa, che è stato accolto con molto calore,  è giunto in piazza con una mezz’ora di ritardo rispetto all’orario indicato, un tempo che i presenti hanno impiegato cantando e pregando, tra i brani “Jesus Christ Superstar” e “Emanuele”. Le Misericordie italiane festeggiano i 770 anni della fondazione, e durante il raduno la sala stampa ha pubblicato la nomina del cardinale Javier Errazuriz Ossa a inviato speciale al III Congresso apostolico mondiale della Misericordia, che si terrà a Bogotà dal 15 al 19 agosto. In Italia, ha spiegato il cardinal Betori, sono nate a Firenze, e la Toscana era in piazza anche con il vescovo di Prato, Franco Agostinelli, mentre l’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori ha rivolto il saluto al Papa.

«Di parole ne abbiamo sentite tante, quello che serve è l’operare vostro, l’avvicinarsi ai poveri come ha fatto Gesù. Troppe parole, troppe parole e poi non si fa niente. Questo è un rischio». ha detto Papa Francesco, interrompendo la lettura del discorso che stava rivolgendo alla folla. «Alcuni mi dicono: “Che barbarità padre, che barbarità”. E io rispondo loro: “Ma cosa fai tu per gli altri?”».

«Abbiamo a disposizione tante informazioni e statistiche sulle povertà e sulle tribolazioni umane – ha proseguito il Pontefice -. C’è il rischio di essere spettatori informatissimi e disincarnati di queste realtà, oppure di fare dei bei discorsi che si concludono con soluzioni verbali e un disimpegno rispetto ai problemi reali». Invece, «siamo tutti chiamati a lasciarci coinvolgere dai travagli umani che ogni giorno ci interpellano. Bisogna che le nostre parole, i nostri gesti, i nostri atteggiamenti esprimano la solidarietà, la volontà di non rimanere estranei al dolore degli altri, e questo con calore fraterno e senza cadere in alcuna forma di paternalismo».

Così, «dai racconti evangelici possiamo cogliere la vicinanza, la bontà, la tenerezza con cui Gesù accostava le persone sofferenti e le consolava, dava loro sollievo, e spesso le guariva. Sull’esempio del nostro Maestro, anche noi siamo chiamati a farci vicini, a condividere la condizione delle persone che incontriamo», ha concluso Francesco esortando i volontari che lo applaudivano: «Imitiamo Gesù: Egli va per le strade e non ha pianificato né i poveri, né i malati, né gli invalidi che incrocia lungo il cammino; ma con il primo che incontra si ferma, diventando presenza che soccorre, segno della vicinanza di Dio che è bontà, provvidenza e amore».

A rivolgere il primo saluto al Papa è stato l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, che ha ricordato la tradizione secondo la quale il vescovo del capoluogo toscano è anche capo di guardia della Misericordia di Firenze. A presentare i due movimenti al Santo Padre sono stati poi il Presidente delle Misericordie, Roberto Trucchi e il Presidente Fratres, Luigi Cardini.

«Santo Padre – ha detto Trucchi -. Lei ha detto che la Chiesa è un “ospedale da campo” e che c’è tanto bisogno di curare le ferite, di portare la carezza di Dio sulle piaghe dei nostri peccati. Questo è ciò che il nostro Movimento fa da 770 anni: avvicinarsi a chi ha bisogno e curare le sue ferite, corporali e spirituali, testimoniando l’amore di Dio attraverso le opere di misericordia. L’incontro di oggi ci offrirà una ulteriore, profonda, motivazione per rinnovare il nostro impegno verso coloro che soffrono e continuare a farlo anche nei prossimi 770. Ci conceda, Santità, la sua benedizione – ha invocato Cardini – che rappresenterà per noi un grande sostegno per continuare a donare una parte di noi stessi e promuovere perpetuare la nostra opera di promozione della cultura della donazione: una cultura di amore e di fratellanza di cui ci sembra che la nostra società abbia sempre più bisogno’».

Oggi la Confederazione riunisce oltre 750 Misericordie (arciconfraternite, confraternite e fraternite). Gli associati o aderenti sono circa 670.000. Più di centomila aderenti sono impegnati in opere di carità in tutta Italia.
La Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, trae origine dalla Federazione fondata nel 1899 a Pistoia, ove si svolse il Primo congresso nazionale delle Misericordie. Il primo presidente nazionale fu il conte Cesare Sardi di Lucca. L’attuale presidente è Roberto Trucchi. Nel novembre 1992 le Misericordie si riunirono, per la prima volta nella loro storia, in Convegno Mondiale a Firenze – città della sede principale – con la partecipazione di oltre 200 delegati provenienti da 40 Paesi. In questo raduno furono dati i primi passi per la costituzione dell’Unione europea delle Misericordie che trovò concordi sul progetto i rappresentanti delle Misericordie d’Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Principato di Monaco, Armenia, Bielorussia, Georgia, Lituania, Moldavia, Russia, Ucraina.

pallinoverde ECCO QUALCHE SCATTO DELL’AMICO ROCCO ANGINO

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