FOTO | Questa mattina all’istituto “De Gruttola” di Ariano si è tenuto l’interessante convegno “La vita è la mia droga”


Palestra affollata, quella dell’Istituto-Rione Martini, dov’è in corso l’interessantissimo e quanto mai attuale convegno “La vita è la mia droga – La gioventù è un’eterna primavera”, sull’uso e abuso di droghe, alcol e fumo tra i minori, organizzato dal dirigente scolastico Pietro Petrosino. Una problematica, quella trattata, che davvero merita approfondimenti simili.

A parlare dell’annoso problema dell’uso e dell’abuso di alcol, di fumo e droghe, sempre più diffuso tra i giovanissimi, il procuratore aggiunto di Avellino, Vincenzo D’Onofrio, che torna ad Ariano dopo aver ricevuto il premio Sublimitas. «Ai miei tempi non si chiamava bullismo – ha affermato D’Onofrio -. L’atteggiamento del bullo è quello del mafioso. Il bullo non acquisisce il suo potere attraverso gli atti di intimidazione, ma lo fa attraverso il silenzio di chi vede. Solo abbattendo quell’aspetto si può sradicare il bullismo, come la camorra».

Presenti al tavolo dei relatori anche il vice prefetto Ester Fedullo, il dirigente della Postrada di Avellino Renato Alfano, Rosa Grano dirigente ufficio scolastico provinciale di Avellino, Pasqualino Molinario, dirigente medico Asl, Antonio Doria, segretario Uil scuola Avellino. Ha moderato i lavori la giornalista Barbara Ciarcia. presente anche una nutrita rappresentanza del Commissariato di Polizia di Ariano Irpino a partire dal Vice Questore Maria Felicia Salerno.

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Il procuratore aggiunto di Avellino, Vincenzo D’Onofrio, parla alla platea della palestra dell’Istituto “De Gruttola” di Ariano Irpino

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