FRANA, 12 MAGGIO 2010 | Viaggio a monte e nel cuore della terra: «È una corsa contro il tempo»


Ripercorriamo il periodo di liberazione dalla frana. Ecco un articolo del 12 maggio 2010.

“E’ una corsa contro il tempo, bisogna sedare la bestia”. Che, tra l’altro, è in continuo movimento. Angelo Pepe, l’ingegnere che coordina le operazioni della Protezione Civile, è completamente assorbito dalla mission. Ha spiegato che si sta effettuando un’aggressione di drenaggio orizzontale del piede di frana. “Il lago su in cima è stato quasi del tutto prosciugato”, ha concluso. Siamo andati a controllare ed effettivamente è così. Il laghetto più piccolo, sempre a monte, è controllato da un sifone.

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Intanto, a valle, continuano gli scavi. I militari lottano giorno dopo giorno per tentare di frenare la massa di terra che spinge. Si muovono mediamente due metri, due e mezzo di terra al giorno. Mobilitando circa quattro/cinquemila metri cubi al giorno su tutto il fronte. come si vede dalle immagini è stata liberata la scarpata del binario, ma c’è ancora molta terra da eliminare. I terrazzamenti sono complessivamente nove, di cui sette realizzati dalla ditta Pancione (e sono alti al massimo due metri e mezzo) e due da Rfi (altezza di circa sei metri).
La situazione è questa: sul versante di Montaguto operano attualmente 3 scavatori civili e 4 militari, che dispongono di 6 camion. Sono invece otto, sull’altro versante, i camion civili della ditta Botta Eurocostruzioni di Eugenio Pancione, che muovono mediamente quasi seimila metri cubi di terra, frutto di 40 viaggi con 8 camion.

Ogni camion trasporta all’incirca 18 metri cubi di materiale. Il problema grosso, però, è l’esaurimento di depositi per la terra. Sul versante di Greci, a Tre Confini, è quasi esaurito e dunque si attendono direttive per capire dove andare a scaricare. Sul versante Montaguto, invece, si sversa verso la ferrovia. Durante il pomeriggio trascorso sul piede della frana, ci siamo accorti che la terra scavata è più che umida. In alcuni tratti è quasi fangosa, mentre in altri è secca e compatta. In molti punti, però, vi sono diverse spaccature, segno evidente del movimento dell’intera massa. I camion sono quindi costretti a livellare ogni giorno le terrazze. Sia sul versante di Montaguto che su quello di Greci abbiamo visto in azione i mezzi dei militari, quelli civili e quelli di Rfi, che però non lavoravano sul binario, bensì nel deposito della terra.

Michele Pilla

2010-05-12 18:57:01

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