FRANA, 29 APRILE 2010 | Interferometro, primi risultati: la terra ieri è avanzata di un metro


Ripercorriamo il periodo di liberazione dalla frana. Correva l’anno 2010. Ecco l’articolo del 29 aprile.

Primi risultati per l’interferometro radar, lo strumento posizionato alla base operativa della Protezione Civile sulla Ciccotonno. Secondo il professor Nicola Casagli, dell’Università di Firenze, la frana ieri si è mossa di un metro. Stando ai primi dati, la parte che avanza più velocemente sembra essere il centro, mentre ai lati si sposta con maggiore lentezza. Da oggi, comunque, avremo qualche informazione più dettagliata e ve la comunicheremo in real time. E’ entrato in azione ieri pomeriggio, posizionato in tempi record grazie al lavoro del militari del Genio Guastatori di Foggia. Le sue mini antenne hanno un’efficienza straordinaria. Le onde elettromagnetiche riflesse sulla collina di fronte riportano dati in modo continuo. La frana sarà studiata in ogni elemento e particolare. Così gli interventi potranno essere più accurati e precisi…

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E’ stato progettato dalla Lg Lisalab, società di Legnano che è stata spin off del Joint Research Center, centro di ricerca europeo. I dati di quello che è stato definito “lo strumento più avanzato al mondo per il monitoraggio delle frane” saranno interpretati dal professor Nicola Casagli, ordinario di Geologia Applicata all’Università di Firenze, e dal suo staff, di cui fa parte anche la dottoressa Chiara Del Ventisette, assegnista di ricerca. Il dipartimento di Geologia Applicata dell’ateneo toscano è stato contattato dalla Protezione Civile Nazionale, al quale fornisce supporto tecnico-scientifico.

“Ci darà una mappa ogni cinque minuti di tutta la frana. Attualmente, c’è già un monitoraggio, ma questa è una tecnologia totalmente diversa. Ci consentirà di effettuare una radiografia dell’intera massa e di stabilirne la velocità in ogni punto, sull’intero versante, all’interno e all’esterno della frana. È tutto in movimento, anche la collina sulla quale abbiamo piantato il radar”.

Che idea si è fatto il professor Casagli di tutto ciò? “Mi hanno detto che di qui, lungo lo stesso tracciato, dovrebbe passare l’Alta Capacità. È una follia, sarebbe meglio spostare il tracciato. Al limite si potrebbe ipotizzare una galleria drenante in grado di mettere in sicurezza la ferrovia e la strada”.

E sui progetti presentati? “Questa è una frana stretta ma lunga e veloce. I progetti che sono stati redatti sono idonei ed eccellenti al rallentamento, ma non vi è nessuna certezza che questi riusciranno a fermarla”.

E dunque, cosa propone? “Prima di stabilire qualsiasi cosa, dovremo aspettare i risultati. Tra un paio di giorni potremo essere più precisi. Comunque, se non si fermasse, si potrebbe pensare di lasciarla scorrere naturalmente, fino ad arrivare al torrente Cervaro. In questo modo si avrebbe una tipologia di fenomeno denominato ‘Dighe di frana See & Saw’. Vuol dire che la frana arriverebbe al Cervaro, che sarebbe dirottato sul versante di Savignano, creando un lago non stabile che potrebbe erodere la frana. Si formerebbe così una sorta di frana gemella, che si ‘palleggia’ con quella di Montaguto. E’ un fenomeno già visto tante volte in Italia, niente di nuovo”.

Pericoloso? “No, anche perché poi per le infrastrutture si potrebbe creare un viadotto o una galleria. Ma sono ipotesi che dovremo valutare e che riferirò, ma deciderà la Protezione Civile”.

Michele Pilla

2010-04-29 18:01:47

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