FRANA, 31 MAGGIO 2010 | Ecco i primi treni: la rincalzatrice in azione. Le foto della frana a 500 metri


Ripercorriamo il periodo di liberazione dalla frana. Ecco un articolo del 12 maggio 2010.

Riecco i treni. Nella settimana decisiva per la riapertura della ferrovia e per la riattivazione della circolazione dei treni, da ieri Rfi ha completato la posa dei binari e oggi i primi convogli di servizio si stanno muovendo per sistemare il tutto entro il sette giugno, com’era stato anticipato. Questo pomeriggio era in azione la rincalzatrice, una macchina che provvede al corretto posizionamento planoaltimetrico del binario. Di fatto, si lavora per metterlo a livello.

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I lavori che richiederanno più tempo sono proprio i collaudi, perché la linea è ferma di fatto dal 10 marzo scorso, esattamente da 82 giorni. Domani si terminerà con la sistemazione dei sistemi di sicurezza e i collegamenti elettrici e dal 2 in avanti si procederà col collaudo. Soddisfatti i responsabili di Rfi, presenti sul posto.

LAVORI AL PIEDE E RIAPERTURA STRADA – Ma ci sono buone notizie anche per ciò che concerne la frana in sè. Mentre giù al piede si continua a lavorare senza sosta, è riemerso un altro tratto della bretella della SS90, segno che la terra inizia a diminuire. L’impresa Eurocostruzioni – operante sul versante Greci-Savignano – ne sversa all’incirca 15mila metri cubi al giorno. Positiva la situazione anche sul versante Montaguto, dove i militari stanno lavorando per ricongiungere i due tratti della bretella a ridosso delle case sotto la frana, che adesso sembrano “respirare” un po’. Una cosa fondamentale è che pare che la strada sia una priorità della Protezione Civile. Più volte il dottor Dell’Acqua ne ha parlato, affermando che adesso non si dovrà perder tempo. Dunque, pare che le promesse fatte da Bertolaso stiano trovando riscontro concreto.

RICOGNIZIONE A QUOTA 500 –  Intanto, come promesso, Montaguto.com è andato in ricognizione sul corpo di frana. Ci hanno fatto strada il dottor Nicola Dell’Acqua, responsabile ufficio rischi della Protezione Civile, l’ingegner Angelo Pepe, coordinatore tecnico operativo dei soggetti attuatori, e il dottor Vincenzo Albanese. Proprio oggi prendevano servizio i circa cinquanta forestali richiesti dal dottor Dell’Acqua e messi a disposizione dalla Comunità Montana dell’Ufita.
Il lavoro più importante è quello della pulitura del bosco e del sottobosco a quota cinquecento metri, dove c’erano due laghi – a sinistra e a destra idralica – di fatto completamente prosciugati. C’è anche un ruscelletto che scorre forte. “Siamo soddisfatti del lavoro svolto oggi – ha sottolineato Dell’Acqua -. Continuando così, in una settimana sistemeranno tutto. La pulitura è fondamentale dal punto di vista idraulico. Qui c’è legna morta, ma qualche albero secolare riusciremo a recuperarlo. Pulendo si cerca di scovare altri corsi d’acqua. E quando entreranno nel sottobosco, ne vedremo delle belle!”. L’obiettivo di questo tipo di operazione è dunque quello di intercettare e deviare l’acqua che potrebbero alimentare la frana. Guardando un costone della montagna, il dottor Dell’Acqua sospira: “Ho chiesto ai geologi di inventare qualcosa per incanalare le acque piovane, evitanto che vadano a impregnare la massa franosa”. In coda, un’idea che potrebbe stimolare la rinascita del territorio: “Qui bisognerebbe creare un percorso turistico – conclude Dell’Acqua -. Mettendo in sicurezza la zona, si potrebbe permettere alla gente di camminare al fianco della frana, osservando magari qualche cascata d’acqua”.

CURIOSITA’ – Piccola curiosità: mercoledì scorso al bar ristorante Le Querce c’era un trasportatore scozzese, che portava il pesce dalla Bretagna a Manfredonia. Pare che si sia lamentato per le condizioni stradali che ha riscontrato arrivando sin lì, ovviamente percorrendo la Ciccotonno. Naturalmente, non sapeva quale fosse il problema…

Michele Pilla

2010-05-31 12:04:57

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