FRANA DI MONTAGUTO | Sabato 6 febbraio 2010, apertura della Strada Statale 90 con vigilanza?

Si va verso la riapertura, mediante un servizio di sorveglianza curato dalla Protezione Civile. Prende corpo la proposta lanciata da Tonino Membrino, coinvolgendo anche i locali. Ipotesi sollecitata nell’ultime vertice istituzionale, tenuto in prefettura mercoledì da parte dell’assessore alla viabilità Generoso Cusano.

“Soluzione che potrebbe darci respiro – afferma Membrino -. Anche le Ferrovie dello Stato, da tempo, hanno sul posto personale che vigila per evitare che la frana possa finire sui binari. Bisogna riaprire la Statale 90 delle Puglie per dare ossigeno al commercio e alle popolazioni della Valle del Cervaro”. Al momento, non si sa quando possa riaprire. L’assessore Cusano, insieme ai sindaci della zona, è in contatto col prefetto di Avellino, Ennio Blasco, l’Anas e l’Autorità di Bacino della Puglia. La sensazione è che la riapertura possa esserci a breve.

I lavori, comunque, procedono a rilento. Le condutture e le attrezzature di aspirazione collegate all’invaso sono saltate. Solo dopo l’abbassamento del livello dell’invaso si potrà procedere alla deviazione delle sorgenti e alla messa in sicurezza dell’area franosa fino a valle. La strategia finora adottata per pompare l’acqua dall’invaso formatosi a circa 800 metri di altezza, per trasferirla a valle, attraverso due chilometri di tubazioni, può ritenersi fallitta considerata la rischiosità dell’operazione e il fatto che non abbia finora comportato nessun vantaggio. Un nuovo sopralluogo dei tecnici ai due lati della frana, infatti, ha confernmato la necessità di considerare altre soluzioni.

“Sono stati travolti dagli ultimi movimenti franosi e da un parziale cedimento delle sponde dell’invaso tubazioni, pozzetti laterali e strumenti per il pompaggio dell’acqua”. E’ quanto ha affermato il sindaco di Montaguto, Giuseppe Andreano. “La situazione è più grave di quella che si ipotizzava in un primo momento”. Anche alla Protezione Civile sono preoccupati e non solo per l’interruzione dei collegamenti viari tra Arianese e Foggiano, ma per il rischio che acqua e fango possano raggiungere la linea ferroviaria Caserta-Foggia, che passa proprio a cinquanta metri dalla bretella. E’ previsto per domani un vertice a Napoli tra Regione Campania, Protezione Civile, Anas, Ferrovie dello Stato, Autorità di bacino e sindaci dei comuni della Valle del Cervaro.

“Va considerato fallito il tentativo della Protezione Civile di svuotare l’invaso. – dice l’esponente del Comitato ambientalista di Savignano Scalo, Antonio Membrino – Probabilmente bisogna percorrere altre strade, per non far andare in fumo le risorse messe a disposizione dalla Regione Campania”.

(Si ringrazia il quotidiano Ottopagine)

2010-02-06 16:33:36

Commenti

comments

Lascia un Commento