FRANA, APPELLO DI ZECCHINO ALLA PROVINCIA


E’ passato più di un anno dalla data di sospensione dei lavori di messa in sicurezza del versante in frana nel comune di Montaguto; dall’11 luglio 2007, infatti, si sono avuti soltanto provvedimenti di proroga dello stato di emergenza dichiarato dal Presidente del Consiglio dei Ministri il 12 maggio 2006 senza che nulla sia stato fatto per scongiurare il pericolo che la “quiescente” colata di fango possa riattivarsi ed interrompere nuovamente il transito sulla Strada Statale 90 “delle Puglie”. Il consigliere comunale di Montaguto Marcello Zecchino ancora una volta pone sotto i riflettori un problema sotto alcuni aspetti caduto nel dimenticatoio.

“Deplorevole – spiega in una nota – è innanzitutto prendere atto che gli enti sovra comunali si siano disinteressati di un’emergenza che sta penalizzando le popolazioni residenti nella Valle del Cervaro, le numerose attività commerciali esistenti lungo la S.S. 90, i lavoratori pendolari e gli studenti che ogni giorno transitano sulla stessa. A questo lungo elenco vanno aggiunte le famiglie che, in seguito ad un’ordinanza di sgombero emessa dal Comune di Montaguto, sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e trovare sistemazioni di fortuna. Ad oggi nessun indennizzo è stato riconosciuto né a loro né agli altri aventi diritto danneggiati dall’evento franoso.
Inammissibile è il fatto che il Presidente della Regione Campania, nella qualità di Commissario delegato per l’emergenza, non abbia reso noto, ad oltre due anni dalla dichiarazione dello stato di emergenza, gli interventi programmati e i tempi di realizzazione degli stessi. Il Commissario delegato avrebbe dovuto definire, d’intesa con l’ANAS e RFI un apposito piano per il ripristino della viabilità relativa alla S.S. 90 “delle Puglie” e l’individuazione di un tracciato alternativo della tratta ferroviaria Napoli-Foggia o altre soluzioni sostenibili. Alla data odierna nulla di tutto ciò è stato realizzato né risulta essere progettato.
Sconcertante è la circostanza che Enti come la Provincia e la Comunità Montana dell’Ufita, che dovrebbero valorizzare il territorio, non facciano avvertire la loro presenza in un contesto che solo grazie alle scarse precipitazioni delle ultime stagioni invernali non ha registrato nuove interruzioni dei collegamenti in questo territorio tristemente dimenticato. E pensare che dopo aver inghiottito la Strada Statale 90 la prossima “preda” del movimento franoso potrebbe essere il confinante tratto della ferrovia Napoli-Foggia su cui transitano circa 50 treni al giorno.
Allarmante è la questione del mancato intervento per l’allontanamento delle acque superficiali che ha dato vita a numerosi accumuli di acqua nel corpo di frana, persino in questa stagione caratterizzata da lunghi periodi di siccità.
Preoccupante è l’avvenuta localizzazione dei siti per lo stoccaggio della quantità di terreno finora rimosso dal piede della frana; è notorio, infatti che si è provveduto a depositare il materiale nell’alveo del torrente Cervaro innescando così una nuova, potenziale, emergenza ambientale.
Impercorribile è, infine, anche la strada comunale “Ciccotonno”, l’unica viabilità alternativa che in passato aveva garantito il superamento delle frequenti interruzioni della S.S. 90. La predetta strada è attualmente intransitabile per le condizioni in cui versa a causa del passaggio dei numerosi compattatori diretti alla discarica realizzata nella vicina località Pustarza, nel comune di Savignano Irpino”.
Per tutto quanto il consigliere Zecchino chiede l’intervento del Commissario Prefettizio della Provincia di Avellino e del Prefetto di Avellino, ognuno per la parte di competenza, per sollecitare la Presidenza del Consiglio dei Ministri alla rimozione immediata di tutte le cause che ostacolano la ripresa delle attività sospese da più di un anno e finalizzate al superamento dell’emergenza in atto nel comune di Montaguto.

2008-09-15 18:35:55

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