FRANA DI MONTAGUTO | Amarcord – Sabato 10 luglio 2010 riapriva la SS90 delle Puglie: sconfitta la terribile frana

Sabato 10 luglio 2010 fu ufficialmente e definitivamente riaperta la Strada Statale 90 delle Puglie dopo oltre quattro anni di riaperture e chiusure. Noi di Montaguto.com c’eravamo, insieme ai colleghi Gianni Vigoroso di Ottopagine e Vittorio Massaro di Antenna Sud. Vi riproponiamo il video che girammo nove anni fa. Buona visione!

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» E così scrivevamo su Montaguto.com quel lontano luglio del 2010.

È fatta! Traguardo raggiunto. Sei mesi dopo, si torna a circolare. E, dopo quattro anni e tre mesi, lo si potrà fare nei due sensi di marcia. Da questa mattina alle 9.00 è stata riaperta la SS90, nel tratto compreso tra il chilometro 41+700 e 44+150. Ma attenzione: il limite fissato è di 30 km/h, assolutamente da rispettare perché in presenza di un cantiere in movimento. Lassù, c’è sempre la frana che ricorda a tutti che la situazione non è definitiva. Ma stamattina si sono finalmente visti volti sereni, seppur stanchi e provati da una situazione che si è protratta per lungo tempo. “Ora non è più una bestia, ma una signora con cui si può ragionare”. L’ha definita così, questa mattina, l’ingegner Angelo Pepe, accolto da un banchetto organizzato in pochi minuti da Luigi Torino, Nino Gallo e Antonio Maglione.

C’erano anche l’ingegner Fabio Santamaria, direttore dei lavori, il tenente colonnello Antonio Imbò, comandante del battaglione dell’11esimo Reggimento Genio Guastatori, i responsabili della ditta Tre Erre, gli operai dell’Anas, i carabinieri di Greci e i colleghi e amici della stampa. Mancavano invece le istituzioni locali. “Voglio ringraziare tutta la squadra che ha permesso la realizzazione di questo obiettivo – ha proseguito Pepe -. Gli uomini creano i cavilli burocratici, noi vogliamo superarli per risolvere concretamente questo problema”. Poi, l’appello: “Voglio ricordare a tutti che la SS90, per quanto sia una strada fondamentale, passa pur sempre sotto un cantiere. Bisogna collaborare e rispettare i limiti. Non deve diventare un pericolo”. In coda, alla domanda se presto vi sarà un addio, Pepe ha risposto: “Ce lo auguriamo, perché vorrà dire che la situazione sarà sotto controllo”. Soddisfatto anche il tenente colonnello Antonio Imbò: “Non aggiungo null’altro a quanto detto dall’ingegner Pepe, ma aver raggiunto questo obiettivo è stato importante. Ripeto anche io le raccomandazioni: siamo su un cantiere, è bene prestare la massima attenzione”.

Una mattinata iniziata presto: già alle otto c’era un camion al bivio di Montaguto pronto a passare, ma naturalmente è stato bloccato. Il signor Mario Caro, camionista di Ariano Irpino, tira un sospiro di sollievo: “Finalmente si ripassa da qui. Magari, mentre aspetto, ne approfitto per farmi la barba”. In coda, c’è anche qualche montagutese. L’attesa aumenta proporzionalmente al caldo e i militari di guardia pazientemente avvisano che prima delle nove non si passa. Transita più volte l’auto di servizio dell’Anas, che provvede a rimuovere le tabelle di interruzione. Ci siamo. Mancano solo le bandiere a scacchi. Alle 9, puntuale, il transito viene ufficialmente riaperto ai mezzi su gomma. In un’ora passa un quantitativo notevole di auto, per lo più turisti diretti alle località balneari, un paio di camion e tanti ciclisti: “Grazie – gioisce uno di essi -. Finalmente potremo ripercorrere il tragitto fino al santuario dell’Incoronata a Foggia”. Gli chiediamo cosa ne pensa della nostra proposta di un eventuale ritorno del giro d’Italia da queste parti: “Magari. Ci vogliono cinque anni per prenotare il Giro, ma non sarebbe una cattiva idea”. Intanto, si allestisce il banchetto e aumentano gli ospiti. Una corsia di marcia viene ‘occupata’ e qualche automobilista curioso chiede lumi. A qualcuno viene offerto un sorso di champagne. Il brindisi era d’obbligo e vi partecipa, anche se solo telefonicamente, il dottor Nicola Dell’Acqua: “Sarò di nuovo lì tra una decina di giorni – ci comunica -. Intanto, voglio esprimere la mia soddisfazione per quello che è stato fatto. Lo avevamo promesso”. E proprio di Nicola Dell’Acqua è un messaggio lasciatoci ieri su Montaguto.com: “Solo per ringraziare Pilla perchè con l’album fotografico di Montaguto.com era come se fossi stato presente. Grazie e a presto”.

Intanto, il clima appare notevolmente disteso. Sorride anche il professor Luigi Bruno, che ogni mattina, da Casalbore, va a lavorare a Canosa di Puglia: “Finalmente è una liberazione. Per quattro anni ho dovuto percorrere la Ciccotonno a ogni chiusura della 90. Ora si torna al vecchio percorso”.

Intanto, un sorridente ingegner Pepe, con indosso un sombrero, dà il via al brindisi. Raccogliamo il tappo caduto sulla SS90 e lo custodiamo come fedele cimelio di un evento tanto atteso.

 

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