FRANA DI MONTAGUTO | Amarcord – Venerdì 26 marzo 2010, ‘Il Mattino’: ecco un piano per riaprire la Statale 90

Ripercorriamo i drammatici giorni del marzo 2010 quando la frana di Montaguto causò la chiusura della SS90 e del binario ferroviario sulla tratta Roma-Lecce. Ecco un articolo del 26 marzo 2010.

L’ingegnere Giampiero Matarazzo è il nuovo responsabile unico del procedimento per la messa in sicurezza della frana di Montaguto. Lo ha nominato il commissario per l’emergenza frana, Mario De Biase, che ha proceduto anche ad altri due importanti adempimenti: alla sottoscrizione di una convenzione con la Fondazione dell’Università di Fisciano per un supporto tecnico per il progetto definitivo di ripristino della statale 90 delle Puglie e alla nomina di altri collaboratori, cui sono stati affidati compiti specifici per seguire, passo passo, l’evoluzione del fenomeno franoso e la verifica dei lavori in corso.

L’obiettivo più volte annunciato è quello d’imprimere una svolta nella gestione di questa imponente frana che ha seppellito non solo la statale 90 delle Puglie al chilometro 43 e la bretella adiacente, ma anche la linea ferroviaria, nel tratto compreso tra Montaguto e Savignano, sconvolgendo i collegamenti tra Campania e Puglia. Entro giugno si deve rendere cantierabile il progetto per la sistemazione dell’intera area della Valle del Cervaro. Ma prima di questa data bisogna ripristinare la bretella e il tratto ferroviario. C’è una condizione da rispettare: i siti per lo stoccaggio del terreno argillosi devono risultare adeguati. Attualmente si trasferisce il terreno a località ”Tre Confini”. Ma dopo il conferimento di 100mila metri cubi, ne restano da spostare altri 600mila.

Le Ferrovie dello Stato si sono impegnate a reperire le aree, ma al momento si può fare affidamento solo ad un’area già parzialmente occupata nei pressi dell’alveo del fiume Cervaro, suscitando non poche polemiche. Intanto, c’è interesse per la richiesta inoltrata dal Consorzio di Bonifica dell’Ufita di Grottaminarda al Ministro dell’Ambiente e Ministro delle Politiche Agricole, a Protezione Civile, Amministrazione Provinciale, Anas, Ferrovie dello Stato, Autorità di Bacino e ai comuni del comprensorio per un suo diretto coinvolgimento nella progettazione di opere di risanamento ambientale della Valle del Cervaro. «Questo consorzio – si legge nella lettera inviata – opera su un comprensorio di 73mila ettari circa, coincidente col bacino idrografico dell’Ufita che interessa 37 comuni, di cui 25 della provincia di Avellino, otto della provincia di Benevento e quattro di Foggia.

Il territorio del comune di Montaguto, interessato dal movimento franoso, può essere affidatario di interventi di salvaguardia dell’ambiente da parte dello Stato e Regione, della progettazione ed esecuzione di opere di mantenimento straordinario, nonché di ripristino degli impianti idraulici danneggiati da calamità naturali». «Tenuto conto – spiega Michele Gambacorta, consigliere delegato alle opere pubbliche – dell’esperienza maturata in oltre sessant’anni di attività, mettiamo a disposizione la nostra struttura, che si è già distinta per importantissimi lavori: per la protezione dell’abitato di Zungoli, per la frana di Cozza e Fiego a Melito, il movimento franoso a località Bellavista di Montecalvo, il risanamento di ben dieci movimenti franosi ad Ariano, la sistemazione idrogeologica ad Anzano di Puglia».

«Il Consorzio – riprende Gambacorta – fin dal primo momento che si è verificata la frana, in sede di pubblici dibatti, si è dichiarato pronto a collaborare, fornendo agli enti territoriali studi e proposte tecniche di risanamento dell’imponente fenomeno franoso». Ci sarebbe una ricetta per aiutare il territorio ad uscire dall’attuale isolamento. Il commissario De Biase non si è ancora pronunciato. Ha appena ricevuto la comunicazione del Consorzio di Bonifica dell’Ufita. Non è da escludere, tuttavia, una sua visita alla struttura ufitana, nel corso di un suo imminente sopralluogo a Montaguto

Maria Elena Grasso – Il Mattino

2010-03-26 01:53:15

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