Foto di Maria Schiavone

FRANA DI MONTAGUTO | Ieri in paese sit-in istituzionale: corsa contro il tempo per evitare una nuova emergenza

Lunedì 11 marzo, a Montaguto, si è tenuto un sit-in istituzionale presso il comune in merito al nuovo, incombente pericolo rappresentato dalla famigerata frana tornata in movimento.

Quattro rappresentanti del Dipartimento nazionale della Protezione Civile presenti, tra cui il vice capo Italo Giulivo, e tre della Regione Campania, con in testa la dirigente di Protezione Civile Claudia Campobasso. Presenti anche i ricercatori dell’Università di Firenze, dell’Ateneo del Sannio e del CNR – IRPI (Istituto di Ricerca per la protezione idrogeologica).

«Monitoraggio da parte della Protezione Civile, manutenzione ad opera della Comunità Montana Ufita, finanziamento e risorse già esistenti, realizzazione imminente di un campo pozzi. Verrà riattivato tutto ciò che servirà a scongiurare una nuova emergenza.» Questo l’annuncio di Claudia Campobasso al termine del briefing.

A farle eco, il vice capo Giulivo: «Abbiamo progettato con la Regione Campania un’attività urgente da fare per lo svuotamento del laghetto, che si è formato a seguito di una frattura nella parte a monte della frana. E questo è fondamentale, per evitare un ulteriore scivolamento della massa franosa. Sarà la Comunità Montana, a realizzare un’attività di svuotamento, per la quale ci sono già le risorse disponibili assegnate allo stesso ente dalla Regione Campania.»

Il sindaco di Montaguto, Marcello Zecchino, chiede che le operazioni di intervento partano quanto prima. «La situazione è preoccupante. Abbiamo portato tutti i presenti sul posto per fare un sopralluogo. Adesso nei prossimi giorni leggeremo nello specifico del decreto le mansioni e le attività da svolgere. Dopo lettere e pressioni varie, siamo riusciti a sederci finalmente intorno ad un tavolo, per discutere di una problematica che si presenta più grave del previsto e che si spera possa essere risolta in tempi rapidi. Occorre fare presto, il passato deve insegnarci che questa terra, può essere tanto bella e nello stesso tempo pericolosa. Peccato che si sia lasciato correre tutto questo tempo, ma il passato è passato ed ora dobbiamo guardare al domani con ottimismo. Come Comune abbiamo dato la massima disponibilità, anche ad essere soggetti attuatori, per le attività opportune.»

Nelle settimane scorse, sono state diverse le segnalazioni alla Regione Campania per chiedere il ripristino della stazione di monitoraggio. Il timore è che i metri cubi di terreno possano sganciarsi e arrivare a valle, chiudendo l’unico corridoio di collegamento con la Puglia. Stazione di monitoraggio che sarà affidata all’Università del Sannio sotto la gestione della Regione Campania. Io sono stato designato quale soggetto attuatore per quanto riguarda Campo Pozzi. Ad ogni modo nei prossimi giorni saranno definiti nuovi aspetti.

Già dallo scorso mese di novembre il primo cittadino lanciò l’allarme » LEGGI QUI.

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