FRANA DI MONTAGUTO | La nota di sollecito del sindaco Marcello Zecchino al capo Dipartimento della Protezione Civile

Frana di Montaguto, in merito al fenomeno di riattivazione pubblichiamo la nota di sollecito del sindaco di Montaguto al Capo Dipartimento della Protezione Civile per acquisire informazioni circa le risultanze delle attività della Regione Campania in considerazione della continua evoluzione dell’evento.

Si relaziona altresì sulle attività del sottoscritto che sono state attivate nei limiti delle proprie competenze, infatti, nella funzione attribuita dall’art. 6 del D. Lgs. 1/2018, lo scrivente ha provveduto a sollecitare l’intervento degli enti preposti al monitoraggio delle aree in frana per garantire la pubblica e privata incolumità ed in particolare:

  • ai sensi dell’art. 2 comma 2 del D Lgs. 1/2018 ha avviato attività di previsione con il concorso di soggetti dotati di competenza scientifica, tecnica e amministrativa ed in particolare:
    • Prendendo atto di Studi e monitoraggi effettuati dall’Università del Sannio relativi al trend evolutivo della frana con l’ausilio di strumentazioni sofisticate e misure progressive per lo studio delle dinamiche evolutive;
    • Effettuando un sopralluogo col progettista e direttore dei lavori degli interventi effettuati nell’ambito dell’OPCM n. 3868/2010, e s. m. i. per la verifica dello stato delle opere realizzate e valutare la suscettibilità delle medesime alla perdita di efficacia in relazione alla evoluzione del movimento, nonché alla valutazione speditiva dei danni prodotti dalla riattivazione e di quelli potenziali in caso di ulteriore ritardi nell’attuazione degli interventi già previsti nella OCDPC n. 73/2013 ed effettuati solo nella parte di competenza del DPC;
  • ai sensi dell’art. 2 comma 3 del D Lgs. 1/2018 ha avviato attività di prevenzione rispetto alla possibilità che si verifichino danni alle persone conseguenti all’evoluzione dell’evento; in particolare, con Ordinanza n. 20/2018 ha disposto «l’interdizione, con espresso divieto di avvicinamento con veicoli o a piedi, delle aree limitrofe e direttamente adiacenti ai margini del corpo di frana denominato “Frana di Montaguto – S. Martino” […]» nelle aree interessate dal movimento in atto, con interventi “non strutturali”;
  • sempre ai sensi dell’Art. 2 comma 3 del D Lgs. 1/2018, ha manifestato la disponibilità a concorrere con la Regione Campania ovvero con codesto Dipartimento, ad interventi strutturali immediati per l’attività di prevenzione dei danni che possono verificarsi – e si stanno già verificando – alle opere già realizzate nell’ambito dell’OPCM n. 3868/2010, e s. m. i., ritenendo che, anche alla luce di quanto disposto nella OCDPC n. 73/2013, l’evento in atto risulti al momento ascrivibile alle disposizioni di cui alla lettera b) del comma 1 dell’Art. 7 del Dlgs. N. 1/2018.

Sulla base delle conoscenze acquisite durante l’attività di previsione i suddetti provvedimenti,  limitati alle competenze del sottoscritto, risultano tuttavia insufficienti in assenza di interventi strutturali; interventi peraltro già previsti nella OCDPC n. 73/2013, e già progettati da codesto DPC (Campo Pozzi a monte della corona di frana, mai realizzato), ovvero da pianificare ai sensi dell’art. 2, comma 4, della OCDPC n. 73/2013. In questo senso si richiede se la Regione Campania abbia o meno dato seguito alla richiesta del Capo Dipartimento di “riferire con urgenza […]circa le iniziative intraprese per il ripristino del monitoraggio sul movimento franoso e per la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio”.

Si rappresenta che l’evoluzione del fenomeno di riattivazione, ad oggi, ha provocato danneggiamenti irreversibili su parte delle opere realizzate nell’ambito dell’intervento “Realizzazione delle opere di drenaggio delle acque superficiali e profonde della zona alta di frana e del “Lago Maggiore””, ostruendo parte dei canali per il deflusso delle acque superficiali e dando luogo alla formazione di zone di accumulo delle acque. Si evidenzia infine che la mancata realizzazione di interventi strutturali, che si ribadisce, erano stati previsti e finanziati con l’OCDPC n. 73/2013, oltre che causare ulteriori danni alle opere della parte alta e medio alta della frana, potrebbe dare origine a situazioni di pericolo nella parte bassa della frana, riportando il fenomeno, a riprendere le caratteristiche di “emergenza nazionale” secondo la fattispecie di cui all’art. 7, comma 1, lettera c) del D. Lgs. 1/2018.

Il sindaco Marcello Zecchino

frecciav La situazione  ||  frecciav Sezione frana

Ecco alcune immagini della situazione attuale realizzate da Marcello Zecchino

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