Frana di Montaguto, la Protezione Civile lascia il Cervaro: se ne occuperà la Comunità Montana dell’Ufita


Frana di Montaguto, d’ora in avanti sarà la Comunità Montana dell’Ufita ad occuparsi della gestione e manutenzione ordinaria. Il passaggio ufficiale di consegne tra la Protezione Civile della Regione Campania e la Comunità Montana dell’Ufita avverrà ufficialmente nei prossimi giorni nella Valle del Cervaro nel corso di una cerimonia ufficiale a cui prenderanno parte le varie istituzioni.

Nei giorni scorsi si è tenuto un vertice al Comune di Montaguto, a cui hanno preso parte l’ingegnere Silvano Meroi, Direttore dell’Ufficio Rischi Idrogeologici e Antropici del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, il presidente della Comunità Montana dell’Ufita, Carmine Famiglietti, il sindaco di Montaguto, Vincenzo Iovino, il geologo Francesco Guadagno, docente ordinario dell’Università del Sannio, il Direttore Generale LL.PP. e Protezione Civile della Regione Campania, ingegnere Italo Giulivo, che era accompagnato da tecnici, progettisti e responsabili del procedimento delle opere di Montaguto Vairo, Albanese, Corazza, Volpe e Gabrielli.

LA SITUAZIONE ATTUALE

La frana di Montaguto non è ferma completamente, la situazione è monitorata, il deflusso delle acque procede in maniera regolare ma guai abbassare minimamente la guardia. Senza una costante opera di manutenzione tutto potrebbe ritornare al punto di partenza. È quanto ha più volte affermato il commissario delegato per l’emergenza depurazione in Campania Nicola Dell’Acqua, impegnato in prima linea insieme all’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso, nella fase più critica dell’emergenza.

“Abbiamo una porzione centrale ha dei piccolissimi movimenti, che sono evidentemente ancora dovuti, all’effetto di asciugamento che le opere idrogeologiche, stanno effettuando. Ma da un punto di vista idraulico, allo stato attuale, il versante della frana è tornato esattamente com’era venti, trenta anni fa. Le acque che in pratica piovono sulla frana, vengono allontanate nei bacini”.

Ora però è importante e fondamentale non abbandonare tutte queste attività di manutenzione primaria, per evitare nuovi e gravi intasamenti, che potrebbero far precipitare nuovamente la situazione, secondo Dell’Acqua, da qui a dieci anni. “Ci ritroveremo nella stessa situazione e verrebbe meno, tutto il grosso lavoro fatto finora. Quindi, la manutenzione delle opere idrauliche, è necessaria e indispensabile. Voglio ricordare a tutti ancora una volta, che la frana di Montaguto, è la più grande d’Europa e questa problematica è stata risolta insieme e in poco tempo, ma ora lo ripeto, non vanno abbandonati minimamente i lavori. Le opere idrogeologiche e idrauliche che abbiamo costruito tutti insieme, vanno mantenute”.

Anche sul versante che affaccia alla tratta ferrata è stato realizzato un ottimo intervento di ingegneria naturalistica da parte della provincia di Avellino, attraverso un cantiere didattico che ha visto impegnati attivamente ben 40 ragazzi di sei università campane, sotto la spinta dell’ex assessore all’ambiente Domenico Gambacorta, a cui va il merito, di aver seguito con la massima attenzione e costanza questa vicenda sin dal primo momento in sinergia con la protezione civile nazionale, la Comunità Montana dell’Ufita e i sindaci del territorio.

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Gianni Vigoroso per Ottopagine

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