FRANA DI MONTAGUTO | Lunedì 19 aprile 2010, Bertolaso ritorna mercoledì mattina. Intanto si aspetta l’ordinanza…

Appuntamento a mercoledì mattina. Stesso posto, stessa ora, campo base di Montaguto alle 10.00. Rinviato l’arrivo oggi, a causa delle avverse condizioni climatiche, Guido Bertolaso tornerà qui tra due giorni. In tempo per chiarire la situazione. Già: è un’attesa lunga e snervante. Voci che si susseguono. Ordinanze che non arrivano. La riunione termina alle 18.30, dopo un’ora e un quarto di colloquio. Escono tutti: responsabili delle Rfi, della Protezione Civile, della ditta che attualmente si occupa dei lavori. E poi, il commissario De Biase e l’ingegner Giovino. La richiesta di De Biase è stata precisa: “Potrò continuare a svolgere il lavoro di cui mi stavo occupando?” Già, è proprio questo il punto. Bertolaso ha assunto i pieni poteri. Vuol fare in fretta. L’urgenza immediata è di riaprire la ferrovia. I tempi corrono. Ma la fretta, si sa, è cattiva consigliera. Si parla troppo della linea ferrata e troppo poco della SS90. E’ proprio quello, il rischio che si corre.

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Che si riapra il binario, che tornino i treni ma che le auto, i camion e gli autobus siano ancora fermi al palo. Dunque, si aspetta. Bisogna capire chi andrà avanti e come. E non è cosa da poco. La pratica balza da un tavolo a un altro. Dall’esterno, dal campo base, è sembrato che non fosse stata una riunione del tutto serena. I toni si sono alzati. Chiarezza, prima di tutto. E allora aspettiamo l’ordinanza. Per il momento, sembra che si andrà avanti in una sorta di continuità dei lavori e dei progetti finora realizzati. Il direttore dei lavori, Giancarlo Giovino, ci ha stilato una sorta di bollettino del giorno: “L’esercito lavorerà di concerto con la ditta (Botta Costruzioni, di Egidio Pancione) fino a occuparsi del tutto, gradualmente, della la zona al bivio di Montaguto. Nel frattempo, si lavorerà alla regimentazione delle acque e potenziamento dell’attività di emungimento del lago. La condizione più difficile è quella degli operai dell’impresa, che lavorano proprio sotto al piede, dove c’è un muro di oltre dieci metri di terra, e affrontano la spinta diretta della frana”. Si lavora, a Montaguto. Nell’area P.i.p. il campo base prende forma, divenendo sempre più ampio. Diversi mezzi, torri-faro e tende sono sistemate sui due piazzali messi a disposizione. In poco meno di due giorni è stata messa su una sorta di cittadella militare. Nel frattempo, sul versante della SS90, sono stati smontati i primi guardrail. Dunque, prosegue senza sosta l’attività, nell’attesa che arrivino le carte firmate.

Michele Pilla

2010-04-19 19:06:36

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