FRANA, INCONTRO COL PROFESSOR GUADAGNO


L’università incontra la frana. Si è svolto nel pomeriggio l’incontro con il professor Francesco Maria Guadagno, ordinario di geologia applicata dell’Università del Sannio, dipartimento studi geologici ed ambientali, Luigi Guerrieri, studente, prossimo laureando, intenzionato a presentare una tesi sul fenomeno, e il collega di Canale 58, Gianni Vigoroso, sempre impeccabile nel suo lavoro di cronista, vicino soprattutto alla gente comune. E’ stato un incontro decisamente istruttivo, col prof. Guadagno molto disponibile a illustrarci la situazione nel dettaglio…

Siamo arrivati con lui nella zona da cui la frana ha avuto il suo epicentro, ciò che scientificamente parlando viene chiamato “Area di alimentazione del fenomeno”, ovvero il punto che maggiormente affascina i geologi. Nel 2006 il prof. Guadagno fu nominato consulente tecnico dalla Protezione Civile a livello nazionale insieme al Prof. Ing. Vito Cardone, Preside della Facoltà di Ingegneria presso l’Università degli Studi di Salerno, al prof. Geologo Domenico Calcaterra, Associato di Geologia Applicata presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli e al prof. Geologo Antonio Vallario, Ordinario di Geologia Applicata presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli. Tre anni fa, il professor Guadagno lanciò precise disposizioni, che sono state poi disattese. Le situazioni da lui paventate si sono poi puntualmente verificate. Nonostante successivamente non fosse stato più lui ad occuparsene, essendo stata la frana assegnata alla Protezione Civile regionale, ha continuato i suoi studi e ancora lo farà perché la frana di Montaguto, oltre ad essere di estensioni enormi, ha comunque una sua storia di oltre 50anni. Ebbene sì: sono quasi quattro anni che noi ci troviamo a fare i conti con questa grande calamità, ma è dal 1954 che la terra ha cominciato a staccarsi e piano piano a scendere. Nei primi quindici anni si è avuto un movimento franoso di circa 800 metri, così come pure nei successivi quindici, per poi avere un periodo di stallo della stessa durata. La terra ha ricominciato a muoversi nel 2003 e poi dal 2006 a oggi si è verificata la storia che noi tutti ben conosciamo.
A detta del professore, la situazione odierna poteva in qualche modo evitarsi intervenendo a monte, proprio nella cosiddetta Area di alimentazione. Lì infatti ci sono tantissime falde acquifere e quindi eliminando o diminuendo l’acqua in quella zona, la frana avrebbe avuto poche probabilità di estendersi fino alla statale. Il professore ha aggiunto altresì che la frana continuerà a scendere; certo è difficile dire quando in maniera precisa, ma sicuramente continuerà a camminare fino ad invadere i binari della ferrovia. Una curiosità: avendo la frana una storia così lunga, non ci si può basare sulle piogge dell’anno corrente: difatti, essa è come se avesse al suo interno un accumulo di anni di pioggia. Questo non vuole essere l’allarme, ma è allo stesso modo inutile starsene tranquilli quando il tempo è soleggiato: la frana, infatti, cammina e continuerà a farlo sempre e comunque.

Monica De Mita
(Si ringrazia la gentile collaborazione di Gianni Vigoroso)

ED ECCO LE FOTO SCATTATE DA MONICA DE MITA A CONTRADA PANNIZZA, L’EPICENTRO DEL FENOMENO

2009-06-05 13:17:22

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