FRANA, LA SITUAZIONE. PEPE: “E’ UNA CALAMITA’ NATURALE, SISTEMEREMO I DANNI”


"L’emergenza deve durare il meno possibile, ma non si concluderà prima di aver sistemato i tre step che ci siamo prefissati". Angelo Pepe, coordinatore dei cantieri della Protezione Civile, traccia le linee guida. Già nell’intervista di ieri, l’ingegnere ci aveva spiegato com’è attualmente la situazione al piede di frana (LEGGI QUI): "La viabilità è un discorso complesso, occorre riaprire ma bisogna farlo nelle massime condizioni di sicurezza, per evitare di dover richiudere la bretella". I lavori procedono alacremente, con i militari dell’11esimo Reggimento Guastatori di Foggia, guidati dal colonnello Ezio Bottoni, impegnati nella rimozione della terra sul versante Greci-Savignano… (CONTINUA ALL’INTERNO CON FOTO)

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LA SITUAZIONE DELLA STRADA – A oggi, la situazione appare sempre migliore, come si evince dalle foto. Sul versante Montaguto, il movimento della terra si fa sempre meno intenso e la strada è quasi completamente libera. Adesso, bisogna ‘sfruttare’ il bel tempo e andare avanti per consentire il transito, seppur sempre provvisorio: "Ma non è detto che in estate la frana non cammini, anzi – avverte Pepe -. Lo scorso anno iniziò a muoversi proprio di questi tempi". Si spera, comunque, che non venga a piovere: "Mi è stato insegnato che il miglior collaudo è il tempo, in tutti i sensi. Adesso stiamo lavorando quasi da kamikaze, con interventi pioneristici. Stiamo rallentando il mostro, ma non si potrà mai fermare. ‘Fermare’ è una parola che dobbiamo toglierci dalla testa".
MALUMORI – Intanto, qualche malumore inizia a levarsi per quanto concerne l’usufrutto dei terreni sulla SS90, adibiti a deposito terra. Alcuni cittadini hanno minacciato denunce in caso di mancato pagamento del suolo: "I cittadini sono liberi di intraprendere le azioni che ritengono opportune – spiega l’ingegner Pepe -. Bisogna però chiarire un concetto. Siamo di fronte a una calamità naturale che ha causato danni a infrastrutture. Se non ci fossero state le infrastrutture, nessuno si sarebbe preso la briga di intervenire. Anche perché per questo tipo di frana sarebbe stato più opportuno lasciar andare il corso delle cose. E invece adesso stiamo cercando di sistemare tutto ciò che è stato danneggiato. La terra che sversiamo nei suoli privati e comunali sarà debitamente sistemata e resa coltivabile, come già stiamo facendo. Adesso, però, cercheremo di approntare un tavolo tecnico con tutti gli enti per ripristinare le condizioni di vivibilità della Valle del Cervaro, che già ha pagato troppo. Realizzeremo un progetto complessivo di armonizzazione dell’intera Valle".
CIFRE – In coda, qualche cifra: "La Protezione Civile ha finora effettuato interventi per 250mila euro – continua Pepe -. Trincee, svuotamento dei laghetti, canalizzazioni. Adesso sistemeremo gli appalti per la viabilità, con finanziamenti nostri. Occorrerà sistemare ulteriori franchi di sicurezza di almeno cinque o dieci metri. Da ordinanza, invece, l’esercito ha avuto a disposizione 950mila euro e il commissario De Biase 800mila. Rfi, invece, ha provveduto autonomamente".

Michele Pilla

2010-06-17 16:01:55

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