FRANA: MESSA IN SICUREZZA, PROGETTO APPROVATO. I LAVORI DURERANNO TRE MESI


Come previsto. E’ stato approvato all’unanimità il progetto di messa in sicurezza definitiva della frana di Montaguto che la Protezione Civile ha esposto agli enti preposti. Le linee guida dei tre progetti facenti parte del terzo punto del cronoprogramma tracciato da Guido Bertolaso sono state esposte questa mattina, durante la conferenza dei servizi tenutasi nella sala consiliare del comune di Savignano Irpino.–(CONTINUA ALL’INTERNO – DOMANI TUTTE LE FOTO)
 Ancora non si capisce per quale motivo una conferenza del genere non si sia tenuta in casa, a Montaguto, dove esiste ed è completamente funzionale l’aula multimediale, capace di ospitare oltre duecento persone, con un proiettore e un impianto audio perfetto. Di Montaguto si è presentato soltanto Mimmo Ricci.
"Si tratta del completamento della fase progettuale – ha commentato a fine dibattito il dottor Nicola Dell’Acqua, responsabile ufficio rischi idrogeologici della Protezione Civile -. Abbiamo effettuato i lavori di somma urgenza, che consistevano nel togliere le acque dal corpo frana. Adesso occorre realizzare opere per stabilizzarlo". Questi i tempi previsti: "Una trentina di giorni per l’appalto, mentre i lavori dureranno circa 60 giorni lavorativi. Non lavoreremo più H24". Il che significa circa tre mesi, tre mesi e mezzo solari. Spesa prevista, 9 milioni di euro, mentre il totale dei fondi Fas stanziati dalla Regione è di 19 milioni". Ottimismo per quanto concerne l’evoluzione della frana: "L’abbiamo rallentata di moltissimo, è quasi ferma. Si muove di meno di un centimetro al giorno, rispetto ai due metri e mezzo di aprile. Ma non abbassiamo la guardia". L’esercito, spiega ancora il dottor Dell’Acqua, resterà fino al 31 ottobre e continuerà a presidiare il piede frana. E la strada? "Quella toccherà alle amministrazioni. Noi abbiamo sistemato le infrastrutture, ora sono gli enti locali che debbono mantenerle". In ultimo, lo stato d’emergenza: "Lo chiuderemo quando verificheremo che le opere sono stabili e non ci sono più pericoli. In ogni caso, non durerà più di quattro mesi".
Altrettanto ottimista l’ingegner Angelo Pepe: "La frana non l’ho mai abbandonato, sono sempre stato qui. E posso dire che l’evoluzione è ottima. Abbiamo effettuato gli interventi a monte e il lago maggiore è stato completamente drenato. Tutto è stato rispettato".
Questi gli enti coinvolti e che hanno dato parere favorevole: Sovrintendenza dei Beni Culturali, Corpo forestale, Autorità di Bacino della Puglia, Prefettura di Avellino, Genio Civile di Ariano Irpino, Arpac di Avellino, Comunità Montana dell’Ufita, i comuni di Montaguto, Savignano, Greci e Bovino, Commissariato di Governo della Regione Campania, Anas, Ferrovie dello Stato e 11esimo Reggimento Genio Guastatori di Foggia. Proprio dall’esercito è arrivata un’osservazione molto positiva: la problematica dell’alta velocità sulla bretella di raccordo. Il professor Antonio Di Santo, presidente dell’Autorità di Bacino della Puglia (cui Montaguto fa capo) ha solluvato alcune osservazioni tecniche sull’aspetto idraulico della questione. Ottime le osservazioni anche dell’ingegner Giancarlo Giovino, ex direttore dei lavori dal luglio 2009 allo scorso giugno: occorre tener conto dell’inverno, perché col maltempo diventa impossibile lavorare sulla terra che diventa fanghiglia. Bisogna poi proteggere il canale, perché in caso di chiusura o ostruzione la situazione rischia di precipitare. Il coronamento, ha ribadito Giovino, è in fase di sgretolamento. Da monitorare anche e soprattutto i primi 700 metri del canale: lo scorso novembre i tubi da 500 furono letteralmente strappati via e ingoiati dalla frana. Anas e Ferrovie hanno chiesto rassicurazioni in merito a eventuali allarmi per strada e binario. Dell’Acqua ha assicurato la realizzazione di un protocollo d’intesa per il monitoraggio continuo, che magari potrebbe essere presentato in una prossima conferenza dei servizi.
L’illustrazione tecnica della faccenda è stata curata dal dottor Paolo Borsatti, del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, ha mostrato alcune slides relative alle linee guida degli interventi sulla parte alta, medio-alta, media e medio-bassa del corpo di frana. Alle 13.09 è stata dichiarata chiusa la conferenza, con parere favorevole all’unanimità. Nei prossimi giorni sarà reso pubblico il verbale con tutte le osservazioni degli enti interessati.
Adesso, però, occorre far presto. L’inverno è alle porte. La frana non aspetta.
Michele Pilla

2010-09-20 20:02:48

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