FRANA, SI PUO’ STARE TRANQUILLI. PERO’ BISOGNA MONITORARE


di Michele Pilla
Si è tenuto martedì mattina, nella splendida cornice del Castello Guevara di Savignano Irpino, il workshop sulla frana di Montaguto afferente alla 16esima edizione del Campus "Interventi di Ingegneria Naturalistica e gestione sostenibile: valutazione delle componenti idrauliche, paesaggistiche, ecologiche ed ambientali" (ALL’INTERNO LE FOTO DEL CONVEGNO E IL SERVIZIO VIDEO DI CANALE 58).
L’evento, organizzato per la settima volta in provincia di Avellino e per la prima volta a Montaguto e Savignano, è stato promosso dalla Provincia di Avellino, quale ente finanziatore, dall’AIPIN (Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica) – sezione Campania, che si occuperà della parte formativa e la Comunità Montana Valle Ufita, che fornirà i mezzi e gli operai per le attività pratiche.
Montaguto.com ha trasmesso integralmente in diretta video l’evento, dimostrandosi ancora una volta all’avanguardia.
Il primo quesito che ci siamo posti, al di fuori di ogni polemica, è perché un convegno del genere sia stato organizzato a Savignano. Il sindaco di Montaguto, Giuseppe Andreano, nel suo saluto ai presenti, ha così risposto: "Perché a Montaguto non c’è una struttura idonea". Con buona pace del salone multimediale – capacissimo di contenere le cento persone presenti. Ma tutto questo sarà oggetto di ampio dibattito in un prossimo articolo.
Concentrandoci sull’attualità, il convegno ha visto la presenza di numerosi geologi, professionisti e studenti, ingegneri e scienziati della terra.
Ha aperto i lavori il dott. Severino Caggiano, dirigente settore Tutela e Valorizzazione del Territorio della Provincia di Avellino. Successivamente, il sindaco di Savignano, Oreste Ciasullo, e il sindaco di Montaguto hanno portato i loro saluti, introducendo poi il professor Francesco Maria Guadagno, dell’Università del Sannio, che la frana la conosce bene (dal 2006, data di inizio dell’emergenza). Il professor Guadagno ha illustrato la situazione geomorfologica della frana, sottolineando come l’alluvione del 2005 ha attivato il movimento della terra causando, peraltro, l’attivarsi di altre 1.500 frane nel Sannio. In coda, un dato incredibile: quella di Montaguto è la terza frana attiva al mondo per grandezza, e la prima per infrastrutture danneggiate. Nessuna frana di tali dimensioni, infatti, ha bloccato strada e ferrovia. Attualmente, ha stimato Guadagno, la frana si muove di pochi millimetri al giorno. "C’è assolutamente da stare tranquilli. Ma bisogna tenerla sempre sotto controllo e manutenere le infrastrutture".
E’ intervenuto poi il dottor Nicola Dell’Acqua, già direttore del settore rischi idrogeologici ed antropici del dipartimento Protezione Civile nazionale, che ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato per superare l’emergenza, dalla Protezione civile all’esercito, ai sindaci, e ha parlato della disastrosa gestione fino al 2009 (di competenza della Protezione civile della regione Campania). "Solo dei pazzi potevano pensare di togliere la terra dal piede di frana", ha detto testualmente. "Ma lavorare in quelle condizioni era davvero difficile. E’ stata un’impresa davvero ardua". Si è passato poi a illustrare i possibili scenari di sistemazione della terra di frana, per ora accatastata sulla SS90. Molto importante, secondo il dottor Dell’Acqua, sarebbe la realizzazione di pozzi d’acqua (con una pressione di due litri al secondo). In questo modo, quello che è stato un grosso problema, potrebbe trasformarsi in una preziosissima risorsa. "Ma dovranno essere le istituzioni locali a capire cosa fare. Questo di certo non spetta alla Protezione civile". Dell’Acqua ha infine chiarito che la Protezione civile sarà operativa fino al 31 dicembre, dopodiché la palla passerà alla Regione Campania. E la Comunità Montana, diretta proprio da Oreste Ciasullo, potrebbe candidarsi dare una mano.
Ancora un’altra vecchia conoscenza di Montaguto, l’ingegner Angelo Pepe, già dirigente Dipartimenti Protezione Civile Nazionale e soggetto attuatore, che ha illustrato nello specifico le opere realizzate al piede, con la costruzione della gabbionata che ancora oggi blocca la massa di terra.
C’è stato poi l’intervento dell’ingegner Lia Romano, dell’Autorità di Bacino della Puglia, che ha illustrato le opere di mitigazione del bacino Ofanto.
Infine, il saluto dell’assessore Gambacorta: "Questo evento dimostra che abbiamo fatto bene a investire sulla formazione. Il dipartimento di Protezione civile si è dimostrato validissimo, ma adesso c’è bisogno che le opere vengano mantenute e ci siano realizzazioni nuove. Per questo la Provincia sarà sempre attenta e vigile. L’idea della costruzione di pozzi è da realizzare. In Irpinia ci sono molti fiumi pieni d’acqua, ma spesso l’acqua è sporca. Quella della frana invece è pura".
L’edizione 2012 proseguirà con le visite tecniche di interventi di Ingegneria Naturalistica nei vari siti in provincia di Avellino che si terranno il prossimo 25 settembre, e si concluderà con il workshop  finale il 4 ottobre 2012 presso l’Università degli Studi Federico II nel corso del quale verranno consegnati gli attestati di partecipazione da parte dell’Assessore Provinciale, Gambacorta.
Il dottor Nicola Dell’Acqua, già direttore del settore rischi idrogeologici ed antropici del dipartimento Protezione Civile nazionale
L’ingegner Angelo Pepe, già dirigente Dipartimenti Protezione Civile Nazionale e soggetto attuatore
L’assessore all’Ambiente della Provincia di Avellino, Domenico Gambacorta
Il professor Francesco Maria Guadagno, dell’Universita’ del Sannio
L’ingegner Lia Romano, dell’Autorita’ di Bacino della Puglia

2012-09-14 12:00:29

0

Commenti

comments

Lascia un commento