FRANA SS 90, SFIORATA LA RISSA

Sfiorata la rissa ieri sulla Statale 90 davanti alla bretella che bypassa la frana. Nella notte un autotrenista, esasperato dal trovare la bretella di nuovo chiusa ha abbattuto con il suo mezzo la transenna che vietava il transito; da qui anche gli altri automobilisti hanno iniziato a passare attraverso la bretella. Al sopraggiungere, però, dei responsabili del cantiere sono iniziati i problemi.

Questi ultimi hanno tentato di ripristinare il divieto, da qui il montare della protesta da parte di un certo numero di cittadini ed automobilisti che nel frattempo si erano radunati nel punto maledetto di Statale. Addirittura la ditta ha minacciato di scavare un solco che attraversasse la bretella per evitarne l’utilizzo. A quel punto gli animi si sono davvero scaldati, ma nel frattempo sono intervenute le Forze dell’Ordine che hanno riportato la ragione. Intanto sul posto sono arrivate molte altre persone, commercianti, imprenditori, cittadini, tutta gente che sta subendo grossi danni economici a causa di questa frana. E’ stato inscenato un vero sit in.
“Di fronte all’assenza di fatti nuovi – ha spiegato con amarezza Antonio Membrino, Presidente della Pro loco Greci e Savignano Scalo – e di fronte all’atto di arroganza che abbiamo visto stamattina, ci siamo ritrovati qui. Siamo un piccolo gruppo che si è radunato in pochi minuti, fermo restando che la manifestazione grossa, se nulla si farà, è rimandata a domenica prossima. Gia da oggi invito tutti a partecipare ad una assemblea sul posto per decidere responsabilmente il da farsi poiché oramai siamo all’esasperazione”.
Presenti anche i sindaci di Montaguto, Savignano e Panni.
“In parte condivido questa protesta – ha affermato Giuseppe Andreano, sindaco di Montaguto -. Aver chiuso la bretella per fare i lavori va bene, ma nel momento in cui i lavori sono fermi, la gente, giustamente, non comprende come mai non si debba dare l’accessibilità e diminuire i disagi”.
“La situazione ormai è diventata talmente grave – afferma Leonardo De Luca, Sindaco di Panni – che se le popolazioni prendono la decisione di scendere in strada e fare quanto noi facemmo all’epoca per la discarica in contrada Ischia, certamente sono nel diritto più assoluto. Perché la situazione è divenuta veramente insostenibile. Qui ormai è morto tutto, dal ponte di Bovino fino alla stazione di Savignano Irpino, non esiste più quella vita che c’era una volta sotto il profilo economico. La speranza di poter sopravvivere è finita. E’ finito tutto. E si continua, in maniera così irresponsabile, a tenere ferma una situazione di questo tipo. Non lo so se fosse capitato in un’altra regione un po’ più su alla nostra che cosa sarebbe accaduto”.
Ricor-diamo che i lavori di svuotamento del piede della frana sono fermi poiché non si riesce ad individuare un sito per sversare il terreno di risulta. Diverse le ipotesi: la cava di Savignano, la discarica di Difesa Grande e spunta anche una fornace sulla 90 bis a Castel Franco in Miscano.

Monica De Benedetto – Ottopagine

2007-03-24 18:41:27

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