FRANA, TANTE NOVITA’ IN QUESTA SETTIMANA: POTENZA DELLA FERROVIA IN PERICOLO!


Caso-frana, sembra che le cose stiano davvero muovendosi. Potenza di Trenitalia che, appena vista in pericolo la ferrovia, ha evidentemente smosso mari e monti. Non si spiegano altrimenti tutte questa improvvisa sollecitudine verso un problema che, da tre anni e mezzo a questa parte, e non uno, come ha fatto notare qualcuno dei mass media, tiene in scacco una statale e la Valle del Cervaro intera e che ha creato un disastro all’economia. Sì, è una polemica. Una polemica forte. Un grido di sdegno verso un altro disgustoso esempio di "praticità italiana": il problema c’è, ma finché non tocca tutti, non ci si pensa minimamente a risolverlo.

IL PROGETTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

Adesso, a venticinque giorni dalla chiusura della SS90, con il binario della tratta Foggia-Benevento in serio pericolo, c’è la "corsa alla frana". I media accendono le loro telecamere e i loro microfoni e aprono i loro taccuini. I flash si sprecano. Il mostro si è messo in mostra. Ora è una star. Ma in questi tre anni e mezzo dov’erano tutti? E che cosa si è fatto finora? "Si risolverà presto", ci sembra di sentire. E perché non è stato mai fatto, fino ad oggi? Montaguto, Savignano, Greci. Spiccioli. Paesi che non portano voti. Paesi che non hanno un’economia trainante. Ora, però, c’è la ferrovia in pericolo. E qui i soldi sono tanti. Non ci si può permettere che la tratta Roma-Lecce venga interrotta. E allora, prego, siori e siore. Lo spettacolo deve continuare. Il mostro è in mostra. E tanti applausi alla "praticità italiana". E, col massimo disgusto, ecco elencate tutte le novità della settimana.

Rassegna stampa:

FRANA, UNA PICCOLA PARTE NELLA DISCARICA DI SAN TAMMARO (CASERTA)
Secondo la Struttura del Sottosegretariato all’Emergenza Rifiuti in Campania, non più di 50mila metri cubi di materiale terroso verrà mobilitato dalla frana di Montaguto per essere trasportato nel cantiere della discarica di San Tammaro, nel casertano. Una cifra ben lontana, quindi, dai circa 2 milioni di metri cubi "immediatamente mobilitabili", secondo quanto previsto anche nel rapporto del responsabile della Protezione Civile Campania, Bruno Orrico.
Dunque, la questione della rimozione del terreno dall’area di Montaguto potrebbe restare ancora per molto tempo un enigma irrisolto. Il Sottosegretariato all’Emergenza Rifiuti fornirà l’aiuto richiesto ma "nei limiti dei dettami e dei vincoli normativi". Il materiale di risulta della frana, infatti, anche dai risultati dei campioni del terreno portato in laboratorio, può essere a tutti gli effetti considerato ‘materiale argilloso’ (come definito, tra l’altro, anche da Orrico) e non argilla ‘pura’, caratteristica che di fatto limiterebbe l’utilizzo del terreno nell’invaso di San Tammaro. "E’ evidente – riferisce ancora la Struttura governativa di Bertolaso – che questo tipo di materiale terroso si può utilizzare limitatamente per le sagomature della discarica ma non per le questioni relative alle impermeabilità: i progetti in uso per l’ allestimento delle discariche prevedono un invaso con il fondo e i rilevati perimetrali di contenimento realizzati con argilla ad alta impermeabilità”. Di conseguenza si tratterà di lavorazioni accessorie: non si andrà oltre i 40/50mila metri cubi, in parte peraltro già utilizzati.

(Irpinianews – Venerdì 24 luglio 2009)

FRANA, S’IMPEGNA ANCHE L’ASSESSORE REGIONALE GANAPINI
Attenzione puntata sui problemi legati alla frana di Montaguto nel corso dell’incontro che si è svolto oggi a Napoli presso l’Assessorato all’Ambiente della Regione Campania. All’incontro ha preso parte l’assessore all’Ambiente della Provincia di Avellino, Domenico Gambacorta, insieme ai colleghi delle altre Province campane. L’assessore Gambacorta ha sollecitato immediati interventi per far fronte ai disagi delle popolazioni interessate dal problema e per trovare una soluzione. In merito, l’assessore regionale all’Ambiente, Walter Ganapini, ha garantito piena disponibilità, confermando che il dirigente del settore “Interventi di Protezione Civile sul territorio”, ingegner Bruno Orrico, sta seguendo la vicenda e ha in corso contatti con la struttura tecnica del Sottosegretariato per l’Emergenza Rifiuti per trasferire l’argilla ai piedi della frana nelle discariche limitrofe. Ganapini ha, inoltre, assicurato la disponibilità ad incontrare il presidente della Provincia, Cosimo Sibilia e i sindaci irpini dell’area interessata dalla frana per fare il punto sugli interventi in corso e in fase di programmazione. Intanto sempre stamane sono stati approvati tre progetti che interessano l’Irpinia. Due riguardano il Comune di Mugnano del Cardinale, l’altro l’Ente Parco Regionale del Partenio. Per il Comune di Mugnano del Cardinale è stato dato il via libera per il progetto definitivo di riqualificazione del “Sentiero delle Neviere” e per il piano di assestamento forestale dell’area boschiva. Per ciò che concerne l’Ente Parco Regionale del Partenio, sono stati approvati la proposta di piano del Parco, dei regolamenti e il piano pluriennale economico e sociale dell’Ente. Soddisfazione per i pareri favorevoli ottenuti per le proposte in questione è stata espressa dall’assessore Gambacorta.

(Irpiniaoggi – Giovedì 23 luglio 2009)

ZECCHINO: "STANCHI DI SPIEGAZIONI TECNICO-SCIENTIFICHE"
“La comunicazione odierna diramata dalla Protezione Civile Regionale se da un lato fa comprendere tutte le gravi difficoltà che deve affrontare il nuovo Capo del Settore Regionale, dall’altro fa emergere con forza le molteplici responsabilità da ascrivere alle fallimentari attività di coordinamento del Commissario delegato per l’emergenza”. A riferirlo è Marcello Zecchino, ex assessore provinciale e consigliere comunale del Comune di Montaguto. “E’ trascorso quasi un mese dalla data in cui è stata disposta la chiusura al transito della S. S. 90 ‘delle Puglie’ – continua – Trenta giorni che hanno causato il tracollo economico delle attività commerciali colpite dagli effetti dell’ennesima interruzione. Trenta giorni di gravissimi disagi per coloro che devono transitare lungo un tortuoso ed accidentato percorso alternativo individuato per aggirare il punto interessato dal vasto movimento franoso. La vibrata protesta della popolazione della Valle del Cervaro è la legittima risposta ad un disastro annunciato. I cittadini, che dopo quasi quattro anni di attese e di speranze sono stanchi di ascoltare ‘solo spiegazioni tecnico-scientifiche’, ora pretendono risposte concrete per conoscere i tempi certi per il ripristino, duraturo ed in condizioni di sicurezza, dei collegamenti interrotti da circa un mese; conoscere i motivi che hanno ostacolato la messa in sicurezza del versante in frana; accertare eventuali responsabilità in capo ai soggetti responsabili dell’attuazione degli interventi finora eseguiti e costati svariati milioni di euro di risorse pubbliche per ottenere come risultato non un ritorno alle normali condizioni di vita bensì un aggravamento delle condizioni preesistenti”.
Zecchino riprende un passaggio dell’odierno comunicato redatto da Bruno Orrico, nel quale il responsabile della Protezione Civile Campania ha riferito “… sono stati presi contatti con il Sottosegretario all’emergenza rifiuti in Regione Campania , volti a valutare la compatibilità di impiego del materiale rimosso con il fabbisogno per la preparazione dei fondi e delle pareti delle più vicine discariche presenti in Campania…”.
“Già il 30 giugno 2006 – prosegue Zecchino – una Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, la n. 3529/06, prevedeva che per la messa in sicurezza delle discariche private il Commissario delegato potesse utilizzare i materiali inerti estratti dal piede della frana. E’ avvilente che già nel 2006 gli Enti e le Autorità preposte erano state allertate dalla Provincia di Avellino dei potenziali pericoli che potevano scaturire da un mancato intervento di messa in sicurezza del versante in frana. Oggi – conclude – la situazione è cisamente peggiorata ed è deplorevole che tutto quello che sta accadendo poteva e doveva essere evitato in quanto la riattivazione della frana era stata ampiamente preannunciata”.

(Irpinianews – Giovedì 23 luglio 2009)

2009-07-25 15:32:42

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