Frana’s Day, grande successo. Ecco le foto della giornata


Ci rivediamo frana-nno? Lo striscione campeggia lì, a pochi passi dal tavolo posto in mezzo alla strada. Di fronte, quasi trecento persone. Dall’alto, il sole riscalda tutti. Fa caldo. Quasi si boccheggia. Eppure, sono lì. Tutti uniti. Insieme, per un obiettivo comune. Ogni tanto, lo striscione sventola ed Eolo manda qualche soffio ristoratore. Ma fa caldo. Esserci è un sacrificio. Esserci vuol dire crederci. Il primo Frana’s Day inizia alle 17, con un’ora di ritardo sulla tabella di marcia. Area P.i.p. di Montaguto, ci siamo. Un tavolo, qualche sedia sparpagliata sulla strada che costeggia la nuova fabbrica “Montaguto Scale” e tante persone in piedi.

 ECCO LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE SCATTATE DA ROSARIA CARCHIA

Il sindaco di Montaguto, Giuseppe Andreano, non fa mancare la sua presenza, nonostante in paese ci si prepari alla sagra dei cicatielli. Accanto a lui, Oreste Ciasullo, primo cittadino di Savignano e presidente della Comunità Montana dell’Ufita. E poi, il dottor Antonio Volpe, consigliere della Provincia di Ariano Irpino, l’amico Anselmo Lamanna, l’assessore alle politiche sociali del comune di Ariano Irpino Raffaele Li Pizzi (delegato dal sindaco Antonio Mainiero, assente per altri impegni) e i consiglieri Pasqualino Santoro e Gaetano Bevere. Presenti anche l’amico Gianni Vigoroso, la voce della valle del Cervaro, con l’inseparabile telecamera di Canale 58, e il collega de Il collega de il Mattino Vincenzo Grasso. In lontananza, lei, la protagonista di questa giornata: l’amica frana. La prima – e speriamo ultima, ma non ne siamo molto convinti – giornata della frana si è aperta con qualche informazione sullo stato di avanzamento dei lavori (che potete leggere QUI). Poi, è intervenuto il sindaco Giuseppe Andreano, che ha ringraziato i presenti che hanno sfidato il gran caldo.

“Ci sono notizie positive – ha riferito – e speriamo che saranno confermate. Intanto, nel fine settimana sarà aperta la bretella. Ieri, poi, è arrivato il fax di convocazione per il 26 agosto, a Napoli, per la conferenza dei servizi durante la quale sarà illustrato e approvato il progetto di risoluzione del problema. Altra notizia importante, lo stanziamento di un primo finanziamento di 4,5 milioni di euro destinati in parte ai lavori già effettuati e in parte a quelli che verranno. Dopo tanti scontri avuti con il subcommissario all’emergenza frana, ingegner Orrico, ora voglio dare credito alla sua promessa. Speriamo che sarà rispettata. Ci si era addormentati perché la frana si era fermata e finora non erano mai state fatte opere per rallentare il suo cammino. Ora esiste un progetto”. Il sindaco Ciasullo ha invece spostato il suo intervento sui danni causati dalla frana: “Questa è un’area che vive di continue emergenze. Ebbene, questa è la più grave, ha messo in ginocchio un intero sistema. Chi ha preceduto l’ingegner Orrico nella risoluzione del problema ha solo perso tempo. Sembra che siamo a una svolta – ha proseguito – ma non possono essere più ammessi errori. La nostra pazienza è durata fin troppo. Se si approva il progetto, si deve passare subito alla fase attuativa. E noi saremo vigili e attenti perché accada. Dopodiché, però, dovremo risolvere i problemi relativi alle infrastrutture: non dobbiamo fermarci all’apertura della bretella”.

È stata poi la volta dell’assessor Li Pizzi: “Da ingegnere, credo che siano stati commessi diversi errori. Ora siamo in una fase vicina alla risoluzione. Occorre aspettare il 26 agosto e avere fiducia. Però ci sono stati dei grossi ritardi che hanno tagliato fuori una fetta di mercato notevole”.

Toni aspri da parte del consigliere del comune di Ariano Irpino Gaetano Bevere: “Purtroppo, anche questa circostanza dimostra che in questa fetta della Campania è tutto possibile: è stato possibile realizzare in tempi brevi una discarica ed è stato possibile lasciare questa frana per quasi quattro anni. Un’occasione, questa, che mi fa vergognare di essere italiano. E poi è stato commesso un errore gravissimo: definire questa la frana “di Montaguto”. La SS90 è stata costruita nel 1200 e poi rifatta da Carlo III nel 700. Ed è una strada che collega due regioni. E’ una frana maledetta, perché non ha raggiunto la ferrovia. In quel caso, sarebbe stato fatto qualcosa di concreto”. E’ realista l’intervento dell’amico Pasqualino Santoro, anch’egli consigliere di Ariano: “Ormai siamo diventati marginali. Non ci considerano più. Abbiamo perso i nostri senatori e dunque anche il nostro peso politico si è assottigliato. A Napoli non ci ascoltano neanche. E’ questo il nostro problema”.

Toni duri, ma corretti, anche del nostro amico Anselmo Lamanna: “E’ la ferrovia, il vero nodo di tutto. Quando si bloccherà il binario, qualcosa succederà. E’ proprio indispensabile, dunque, che qualcuno lo faccia? Io mi ci metto in prima persona. Purtroppo, però, le forze dell’ordine controllano solo chi, come me, vuol mettere in atto una protesta di questo genere e non vigilano piuttosto su tutto quello che succede intorno. Che ne è stato dei soldi spesi finora? Spero che gli amici che hanno organizzato questa manifestazione pacifica, e che veramente hanno a cuore le sorti di questa zona, non abbiano bisogno del mio intervento”.

L’intervento del dottor Volpe, Tonino per gli amici, è stato incentrato su due punti fondamentali: “Occorre che tutto ciò sia catalogato come calamità naturale. In questo modo, è possibile ottenere indennizzi diretti e indiretti e potremo aiutare tutit coloro che hanno subito danni da questa situazione. E’ una cosa molto importante, perché in tanti hanno perso il lavoro – si pensi attività commerciali chiuse o quelle in seria difficoltà economica”. E poi: “L’ingegner Orrico, durante l’ultimo consiglio, ci ha fatto una promessa, a bassa voce. Vuol portare nella valle del Cervaro un Distretto regionale della Protezione Civile”. Una gran bella iniziativa, recepita e rilanciata da Oreste Ciasullo: “Da presidente della comunità montana, metto a loro disposizione una nuova struttura pubblica, quella costruita presso la Taverna delle Monache”.

Infine, ha chiuso il dibattito l’amico e collega Gianni Vigoroso che, insieme al nostro Mario Iagulli, ha messo l’accento sulla totale assenza dei media nazionali: “Purtroppo dicono che tutto ciò non fa notizia – conferma Gianni – e tutte le volte che abbiamo provato a contattare Striscia la Notizia abbiamo sempre fatto un buco nell’acqua. Ma dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce”.
Ed è proprio così che faremo. Da parte nostra, ringraziamo tutti coloro che hanno presenziato e che ci sostengono e ci sosterranno. Nella speranza che tutto ciò non resti soltanto una goccia nel mare o, se vi pare, un sassolino nel mare di terra della frana. Lo striscione è ancora lì, mentre la gente inizia ad andar via. Il sole, nel frattempo, è calato un po’. C’è moderato ottimismo. “Ci rivediamo frana-nno?” Probabile. Ora non possiamo dirlo. Ci rivedremo sicuramente a breve per capirlo.

Michele Pilla

2009-08-15 16:26:55

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