FOTO: Il capo della Protezione civile Franco Gabrielli a Montaguto

“Anche il buon samaritano, senza mezzi, non sarebbe passato alla storia”. Cita Margareth Tatcher, il nuovo capo dipartimento della Protezione Civile, Sua Eccellenza Franco Gabrielli, ex Prefetto de L’Aquila, oggi in visita a Montaguto per un briefing tecnico sull’emergenza frana. “Adesso che siamo in ‘tempo di pace’, bisogna intervenire. Molto è stato fatto, e ringrazio chi si è adoperato fino a oggi, ma adesso occorre agire in termini di prospettiva”.

pallinoverde GUARDA LE FOTO DELL’INCONTRO

Questo il messaggio lanciato nel corso della riunione al Salone Multimediale di Montaguto alla presenza di tutti i soggetti attuatori. Presenti il Presidente della Provincia di Avellino, sen. Cosimo Sibilia, il Responsabile dell’Ufficio Rischi della Protezione Civile, Nicola Dell’Acqua, l’ingegner Angelo Pepe, il professor Antonio D’Isanto, presidente dell’Autorità di Bacino della Puglia, il professor Francesco Maria Guadagno, consulente della Protezione Civile, il dottor Mario De Biase, ex commissario dell’emergenza frana di Montaguto,  il Comandante della Brigata Corazzata Pinerolo, Gen. B. Mario Ruggiero, e il comandante dell’11esimo Reggimento Genio Guastatori di Foggia, Colonnello Augusto Candido. Impegni urgenti hanno costretto invece il Comandante del 2° F.O.D., Generale di Corpo d’Armata Vincenzo Lops, ad andar via prima del previsto, dopo una veloce ricognizione della frana dall’alto, in elicottero.

Un incontro, quello di oggi, in un certo senso obbligato. Dopo il passaggio di consegne con Guido Bertolaso lo scorso 13 novembre, Gabrielli ha voluto rendersi conto personalmente della situazione. E così, giunto in elicottero alle 15,20 nell’area P.i.p. di Montaguto, ha effettuato un sopralluogo sul corpo della frana, per poi recarsi al Salone Multimediale. Qui, l’ingegner Pepe gli ha illustrato la cronistoria dell’emergenza dal 2009 a oggi. Sono intervenuti anche i soggetti attuatori, esponendo ciascuno il proprio punto di vista e, nel caso di Rfi e Anas, anche due progetti preliminari in fase di studio. Si tratta di tunnel naturali, nel caso in cui la situazione dovesse richiederlo. Secondo una prima stima, i costi complessivi di entrambe le gallerie si aggirerebbero intorno a una settantina di milioni di euro, una cifra ingente. Il sindaco di Montaguto, Giuseppe Andreano, ha però lanciato una proposta, accolta favorevolmente dal dottor Gabrielli: inserire questa emergenza nel piano delle Grandi Opere del sud previsto dal governo. Si è parlato anche dei benefici a favore dei cittadini danneggiati, cui il Capo della Protezione Civile ha risposto positivamente.

“Prevenzione e reperimento dei fondi, questo il nostro obiettivo primario. Questa frana rimarrà tale, di certo non si trasformerà in un blocco di marmo. Dunque, occorre realizzare interventi che dureranno nel tempo. Ad esempio, un sistema di acquedotti con cui regimentare le acque definitivamente. E bisognerà porre molta attenzione anche alle opere del sistema viario e ferroviario. Serve una programmazione certosina e una progettazione sinergica. Questa, tra l’altro, è una delle frane più studiate al mondo. La Protezione Civile sarà all’opera finché ci sarà l’emergenza, dopodiché passeremo tutto alla Regione Campania. Ma soltanto quando non ci saranno più pericoli”.

Ottimismo è espresso dal senatore Cosimo Sibilia, Presidente della Provincia di Avellino: “Punto della situazione che ci dà tranquillità, Gabrielli ha richiamato tutti alla giusta attenzione. Come provincia siamo soddisfatti, ma non abbasseremo la guardia. Dobbiamo evitare le problematiche del passato”.

Nel frattempo, questa mattina sono stati effettuati gli ultimi due appalti per la sistemazione idraulica del corpo di frana. Il primo riguardava la zona medio-bassa, ed è stato vinto dalla ditta “Generali appalti pubblici”, con un ribasso complessivo del 53%; il secondo concerneva invece la parte medio-alta, aggiudicata dalla “Nabav costruzioni”, che ha migliorato l’offerta del 38,20%.
“Con questi appalti avverrà il completamento delle opere idrauliche – spiega l’ingegner Angelo Pepe -, dopodiché ci incontreremo con tutti i soggetti attuatori per una sistemazione definitiva. Le trincee realizzate stanno dando ottimi risultati. La comparazione dei dati pluviometrici di Luglio-Novembre 2009 e 2010 dice che la situazione è notevolmente migliorata. Lo scorso anno, di questi tempi, c’era un gran movimento in atto. Adesso la frana va verso una sua configurazione naturale. E’ normale che il piede si muova, ma lo teniamo sotto controllo”.

Michele Pilla
Monica De Mita

2010-12-28 19:08:45

Commenti

comments

Lascia un Commento