FURTO DI ORECCHINI, LA REPLICA DEL DON ORIONE E LA NOSTRA


Qualche giorno fa, tramite Giusy Borrelli, abbiamo denunciato uno spiacevole furto di orecchini al centro don Orione di Savignano Irpino (LEGGI QUI). Ieri è arrivata la risposta del direttore del centro, dottor Fabrizio Lanciotti. Pubblichiamo integralmente il testo di risposta, corredandolo di alcune precisazioni obbligate. Nella missiva viene confermato che l’episodio è avvenuto, come abbiamo riportato. Ecco dunque le dichiarazioni del dottor Lanciotti e la nostra replica.

"Egr. direttore,
leggo sul Suo giornale la notizia in cui si riferisce del furto avvenuto circa un mese fa presso il nostro Centro ai danni di una signora da noi ricoverata a causa di gravi patologie.
Dispiace constatare come l’increscioso incidente occorsoci sia stato trattato così approssimativamente da lasciare al lettore l’impressione di un’istituzione indifferente ai pazienti che ospita. Non discuto la legittima indignazione dei parenti ai quali rinnovo tutto il dispiacere per la vicenda. Qualche appunto, invece, mi sentirei di fare sul piano deontologico a chi pubblicando – ripeto, il comprensibile sfogo della signora Borrelli – non ha sentito il minimo bisogno di interpellare anche noi, quantomeno per dare completezza alla notizia. Tanto più che le informazioni recepite de relato si prestano spesso a distorsioni anche inconsapevoli. Perché, ad esempio, il sottoscritto, nei confronti dei genitori della signora Borrelli, a differenza di quanto riportato nell’articolo, non si è limitato a manifestare il proprio dispiacere, ma ha cercato di chiarire che la nostra Casa, nell’intento di favorire al meglio, per i propri ospiti, quel clima familiare e comunicativo, non detta eccessivi limiti alla libertà, per parenti e amici, di fare visita ai pazienti e intrattenersi con loro.
Appare evidente che tale scelta – da noi considerata un valore da salvaguardare – ci espone al rischio di episodi quale quello occorso alla signora. Per tale motivo, nelle informative che consegniamo ai familiari è inserita anche la clausola di non responsabilità in caso di furto e a ogni ricovero raccomandiamo ai parenti dei degenti (specialmente di coloro con patologie cognitive) di non lasciare incustodito alcunché di qualche valore. Per diversi motivi, ben comprensibili, infatti non sono attivabili strumenti di controllo e il personale chiamato alla cura e all’assistenza dei pazienti non può assumere anche il ruolo di vigilanza, oltre la ordinaria sorveglianza.
D’altra parte, questo deplorevole fenomeno ha cominciato a verificarsi questa estate, mentre fino ad allora nulla, a memoria del personale, era mai successo. Abbiamo avuto altri due episodi, di cui uno ha riguardato il trafugamento di contante per circa duemila euro dagli uffici amministrativi. Tramite denuncia contro ignoti, sono state informate le forze dell’ordine che hanno attivato le loro indagini.
A differenza di quanto surrettiziamente ventilato nell’articolo, il Centro in questa storia è parte lesa e gli operatori che da anni vi lavorano con onestà, competenza e passione si sentono umiliati dalla vicenda.
Confidando sull’obiettività della testata e sull’onestà intellettuale della redazione, ringrazio anticipatamente per l’attenzione che si vorrà dare alla presente".
Dottor Fabrizio Lanciotti
—————————————-
E allora, con l’onestà intellettuale che mi contraddistingue, mi preme precisare alcune cose. Anzitutto, leggendo con attenzione l’articolo, non viene MAI, e sottolineo MAI, spesa una parola negativa nei confronti del don Orione, una struttura che ogni territorio meriterebbe di avere, all’interno della quale ci sono persone competenti e professionali che lavorano col massimo impegno, garantendo un servizio assolutamente primario nella vita di ogni paese.
Premesso ciò, dico anche che non sono tenuto a prendere lezioni di giornalismo da chi il giornalista non fa. E mi riferisco alla frase: "Dispiace constatare come l’increscioso incidente occorsoci sia stato trattato così approssimativamente…"
Le modalità con cui trattiamo le notizie sono a nostra discrezione, se ci è permesso. Personalmente, mi occuperei piuttosto di alcune carenze della struttura.
In secondo luogo: "Qualche appunto mi sentirei di fare sul piano deontologico a chi, pubblicando, non ha sentito il minimo bisogno di interpellare anche noi, quantomeno per dare completezza alla notizia…"
Ebbene, non mi sembra che la risposta fornita dal dottor Lanciotti restituisca quella che nella missiva è definita "completezza della notizia". Anzi, i particolari enunciati – ovverossia gli altri due furti – danno maggior valore all’articolo pubblicato.
C’è un altro passo che mi lascia basito. Il direttore non si è limitato a dichiararsi dispiaciuto, ma ha affermato che "la nostra Casa, nell’intento di favorire al meglio, per i propri ospiti, quel clima familiare e comunicativo, non detta eccessivi limiti alla libertà, per parenti e amici, di fare visita ai pazienti e intrattenersi con loro".
E allora, per non mettere vincoli, si mette a repentaglio la sicurezza di chi alloggia in detta struttura?
Infine: "A differenza di quanto surrettiziamente ventilato nell’articolo, il Centro in questa storia è parte lesa e gli operatori che da anni vi lavorano con onestà, competenza e passione si sentono umiliati dalla vicenda".
Surrettiziamente mi preme ribadire che nell’articolo non è stata ventilata alcuna ipotesi. E’ stata data una notizia oggettiva, confermata da questa lettera. Non c’è bisogno di offendersi o umiliarsi. QUanto meno, non per il fatto che sia stato portato alla luce un episodio così spiacevole. Io mi offenderei per l’episodio in sé. Né tantomeno occorre dare, ripeto, lezioni di giornalismo a chi il giornalista lo fa da una vita.
Piuttosto, auspichiamo che tali episodi non si verifichino più. Anche perché chi ci rimette sono i pazienti e i parenti. Resto sempre a disposizione per eventuali chiarimenti e/o rettifiche e ringrazio per la risposta.
Michele Pilla

2012-01-05 22:04:46

2

Commenti

comments

Lascia un commento